Palenzona perde una poltrona
14:05 Giovedì 27 Maggio 2021Il presidente di Confindustria Bonomi gli manda l'avviso di sfratto, da 18 anni al vertice dell'Aiscat, l'associazione dei concessionari autostradali. Lui la prende male e sbatte la porta. Discepolo della Balena Bianca s'inabissa, ma non scompare mai del tutto
Scaricato come da un ribaltabile. Solo che al volante non c’è il camionista di Tortona, ma il presidente di Confindustria Carlo Bonomi che non si è neppure messo i guanti per far capire a Fabrizio Palenzona che era arrivato il momento di scendere. Se poi questo è avvenuto in maniera assai rumorosa, visto il peso in tutti i sensi di Furbizio, è un ulteriore particolare di una vicenda che si annuncia generosa di strascichi e risvolti ancora tutti da scoprire.
Le improvvise seppur annunciate da anni dimissioni di Palenzona dall’Aiscat, l’associazione che raggruppa 24 gestori autostradali di cui era alla guida da ben 18 anni, sono cose che fanno rumore. Tanto più se dietro ci sono forti tensioni e spinte, come quelle del numero uno di viale Astronomia, altrettanto potenti financo capaci di smuovere uno della mole di Big Fabrizio, banchiere con la mai abbandonata passione per tutto quello che si muove, soprattutto sulle ruote.
Quella della fortuna stavolta ha girato al contrario e a far muovere il meccanismo è stato un duro come il presidente di Confindustria, praticamente un esatto contrario del suo bersaglio grosso, nato e cresciuto a pane e Dc, evidentemente assunti senza risparmio entrambi, “credente peccatore”, ineguagliabile nella strategia sommergibile (inabissarsi quando è il caso e riemergere solo in sicurezza) applicata alla politica come alla finanza.
Stavolta non è bastato. La mina di profondità Bonomi l’ha calata con la sottolineatura, nero su bianco, di quell’anomalia per cui in Confindustria i mandati possono essere al massimo due mentre Aiscat, sua affiliata, il numero uno può restare in carica per quasi due decenni. È pur vero che l’associazione del gestori quella norma non l’ha ancora recepita e che lo stesso Palenzon aveva annunciato l’intenzione di lasciare nel 2018, decisione poi rinviata su richiesta dei soci dopo la tragedia del ponte Morandi. Tutte cose che non sembrano aver convinto Bonomi il quale, anzi, nei giorni scorsi ha preso carta e penna minacciando di commissariare Aiscat in caso di mancato rapido adeguamento alle norme.
Toni duri, come ormai sono noti quelli dell’ex numero uno di Assolombarda, che hanno irritato assai il pur corazzato Palenzona. Il quale ha preso su cappello e si è dimesso. Chi conosce bene il camionista di Tortona e ha già misurato Bonomi, spiega che quest’ultimo invece non conosca davvero a fondo il primo. Insomma il rumore della porta sbattuta da Palenzona potrebbe avere echi lunghi e fino ai piani alti, quelli dove Furbizio, sia si tratti di Banche come l’Unicredit dove è stato a lungo vicepresidente e si dice abbia detto (ascoltato) la sua per la nomina del nuovo ad Andrea Orcel, sia in tema di autostrade, è di casa ormai da qualche decennio.
Tra gli ultimi figli della Balena Bianca e memore degli insegnamenti ricevuti, Palenzona è facile torni a inabissarsi pronto a riemergere al momento giusto. La differenza tra lui e gli squali.



