BEGHE PADANE

Gancia non sgancia. I soldi alla Lega

La numero uno della provincia Granda non versa un euro al partito da quando è stata eletta. Deve ormai quasi 13 mila euro. E nel direttivo scoppia il caso tra i brontolii della base

LA GRANDA presidente

Morosa. La presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia non versa un euro al partito dal giorno della sua elezione al vertice della Granda, contravvenendo a quanto prevede lo statuto della Lega Nord di cui la presidente, legata sentimentalmente all’ex ministro Roberto Calderoli, è tra i leader a livello regionale, rivestendo il ruolo di presidente "nazionale".  Il caso è scoppiato durante l’ultima riunione del direttivo provinciale, quando il consigliere Paolo Demarchi,  tra coloro che sostengono la pasionaria verde nell’assemblea, fiancheggiato da un consistente manipolo di dirigenti, ha deciso di sollevare la questione e aprire sul tema un lungo dibattito. Che ha varcato la porta del quartier generale diventando di pubblico dominio tra i militanti.

 

I toni si son fatti presto incandescenti, dal momento che ancora pesano come macigni gli scandali e il fango che la base leghista si è vista gettare addosso in questi lunghi mesi di transizione tra l’era Bossi e quella targata Roberto Maroni. E certo il tempismo con cui la notizia viene diffusa non gioverà a Lady Calderoli, attesa domani agli Stati Generali del Nord, la prima grande kermesse della maroniana Lega 2.0. Al termine dell’incontro cuneese, per placare gli animi, è stata approvata una mozione con la quale si impegna la segreteria a inviare a tutti gli eletti la richiesta di versare tutti gli arretrati con il partito. E c’è già chi sostiene siano pronte anche azioni di forza per ottenere il dovuto. 

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