GLORIE NOSTRANE

Marchionne e Rubbia piemontesi ad preionem

Il leghista Preioni inserisce il manager abruzzo-canadese e il premio Nobel goriziano tra le glorie che hanno dato lustro al Piemonte. Non lo sapevate ma Adriano Olivetti fu un "avanguardista". E nello sport dimentica l'oro olimpico Livio Berruti

Non ha fatto in tempo a finire l’intervento che le sue prodezze già circolavano sulle chat della Lega, mentre una parte dei consiglieri si dava di gomito. Chissà se in un futuro remoto, tra i personaggi più illustri del Piemonte verrà ricordato anche Alberto Preioni, capogruppo del Carroccio a Palazzo Lascaris che oggi, nel celebrare l’anniversario della festa del Piemonte (16 luglio, battaglia dell’Assietta) ha sciorinato i tanti motivi di orgoglio nell’essere piemontese. Proprio lui che qualche anno fa era tra i sostenitori del passaggio della sua provincia, il Vco, in Lombardia, s’è esercitato in un profluvio di retorica ricordando anche le figure di alcuni illustri piemontesi del passato.

Dall’avvocato Gianni Agnelli, pur bacchettando i vertici dell’azienda che oggi è “forse” francese, e poi “i designer” e “i carrozzieri”, riferendosi a Giugiaro e Bertone, che tuttavia non ha citato forse perché non ne ricordava i nomi. E poi Ferrero e la Nutella (omettendo che la sede della holding è in Lussemburgo e il capofamiglia ha risieduto fino alla morte a Montecarlo) e Adriano Olivetti, chissà perché definito “avanguardista” (forse intendeva pioniere). Dopo gli industriali è il turno degli sportivi: Fausto Coppi, Costante Girardengo, Filippo Ganna, Stefania Belmondo, Pierino Gros, Marta Bassino, dimenticando tra gli altri, tal Livio Berruti, medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma del 1960.

Il meglio, però, arriva quando Preioni passa in rassegna scienziati e divulgatori: giusto il ricordo di Piero Angela, ineccepibile la citazione di Rita Levi Montalcini, ma inesorabile ecco lo scivolone su un altro Nobel, Carlo Rubbia, che è nato a Gorizia da genitori triestini, si è laureato a Milano e il Piemonte forse lo ha visto in cartolina. Infine, iscrive ad onorem, tra i piemontesi pure Sergio Marchionne, il manager dei due mondi, nato in Abruzzo, naturalizzato canadese e morto in Svizzera. Lui, almeno, un po’ di Piemonte lo ha visto nei suoi anni in Fiat. 

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