Agosto, ferie mie non vi conosco
17:19 Domenica 06 Agosto 2023Il grande esodo? Roba del passato. Sta prendendo sempre più piede la worktation, alternanza tra lavoro e vacanze non più circoscritta a un solo periodo dell'anno, anche se in Italia il ferragosto è sacro. La rivoluzione dello smart-working e delle nuove professioni
Fabbriche ferme, treni speciali per i lavoratori in viaggio verso il Sud per le lunghe vacanze, bollino rosso per il traffico in autostrada, città chiuse per ferie. Da qualche anno non è più così, organizzazione e tempi di lavoro sono cambiati e il mese di agosto, che nel secolo ferrigno è stato emblema di vacanza, cambia posto nel calendario. Mirafiori, fabbrica simbolo del pianeta Stellantis, per esempio chiude le due settimane a cavallo di Ferragosto. Anche all’Iveco di Foggia, dove si producono gli autobus elettrici, lo stop è dal 4 al 20 agosto. Sarebbe contento Sergio Marchionne, sorpreso dall’usanza tutta italiana delle ferie uguali per tutti: «Nel 2004 io perdevo 5 milioni di euro al giorno. Stavo girando per il mondo, arrivo in Italia, vado in ufficio e non c’è nessuno. Ho chiesto: “La gente dov’è?”. “Sono in ferie”. Ma in ferie da cosa?», raccontò il manager dei due mondi in un famoso discorso diventato virale sulla rete, tenuto nel 2013 agli studenti dell’Università Bocconi di Milano.
Ci sono stabilimenti come quelli dell’azienda di elettromeccanica Abb di Dalmine (Bergamo) e di Frosinone che chiuderanno soltanto dal 14 al 18 agosto, anche se i lavoratori potranno aggiungere giorni di ferie. Sempre in provincia di Bergamo si ferma dal 7 al 18 agosto il quartiere generale della Brembo a Curno, mentre la fonderia chiuderà 4 settimane per permettere la manutenzione. Lo stabilimento alessandrino della Michelin chiude solo il 14 agosto mentre i lavoratori andranno in ferie a turno, alla Guala Dispensing la produzione si ferma dal 12 al 16 agosto, alla Marcegaglia dal 14 al 27 agosto. Nell’universo Stellantis non c'è più uno stop degli stabilimenti, uguale per tutti: a Cassino, a Pomigliano e a Melfi le ferie vanno dal 31 luglio al 20 agosto, alla Maserati di Modena dal 3 al 28 agosto, Atessa e Pratola Serra si fermano dal 7 al 20 agosto. Le aziende della componentistica seguono lo stesso ritmo.
Insomma, come tutto ciò che riguarda il mondo del lavoro, anche le vacanze sono entrate nel vortice del cambiamento. Da policy aziendali che sperimentano lo smart-working o che incentivano benessere e riposo con corsi di yoga e meditazione ad aziende che sperimentano “ferie libere”, e cioè un modello che dà ai propri dipendenti massima flessibilità, anche in Italia ci si sta interrogando su alcuni assunti da sempre considerati caposaldo delle nostre vacanze, come quello secondo il quale la parola “ferie” deve essere accompagnata da “agosto”. Un’abitudine che risale ai tempi dei Romani e che si è mantenuta viva fino ad oggi, alimentata anche dal fatto che le ferie scolastiche, a differenza che in altri Paesi europei, in Italia sono quasi tutte concentrate in estate e per le famiglie con bambini le possibilità di compiere viaggi nel resto dell’anno sono limitate. Ma qualcosa, appunto, sta cambiando.
Con lo smart-working (e non solo) addio alle ferie d’agosto. “La concezione delle ferie cambia, come cambia il mondo del lavoro”, dice Pietro Novelli, general manager di Oliver James Italia, la società di recruitment specializzata nelle professioni tecnologiche e finanziarie. L’introduzione dello smart working sta modificando le abitudini dei lavoratori italiani a partire dalle due canoniche settimane centrali di agosto. “La possibilità di lavorare da luoghi diversi dall’ufficio permette di ri-organizzarsi, potendo unire smart-working e weekend lunghi, suddividendo le vacanze in più momenti dell’anno”, spiega Novelli. “Si assiste sempre meno all’esodo estivo e alle code infinite in autostrada: le persone possono concedersi fine settimana fuori casa lavorando da remoto anche il lunedì e il venerdì, evitando così imbottigliamenti e rientri notturni la domenica sera”, spiega ancora.
Una modalità che Oliver James osserva quando fa recruitment per le aziende che lo richiedono ma che è ben visibile anche al suo interno, spiega il general manager dell’azienda: “I dipendenti hanno l’opportunità, come policy, di lavorare da remoto tutto agosto, sia per via della chiusura aziendale che grazie a politiche di full remote working per il periodo estivo. Inoltre, dal nostro osservatorio notiamo che i diversi candidati intervistati, al momento di valutare un’offerta lavorativa, pongono particolare attenzione a questi elementi, specialmente flessibilità e smart-working”, aggiunge.
Con 22 giorni l’anno di ferie più 10 festività nazionali, l’Italia si posiziona al quarto posto nella classifica europea dei paesi con più ferie pagate all’anno. Sopra, solo Austria (con 35 giorni), Portogallo (con 22 giorni più 13 festività nazionali) e Spagna (con 22 giorni e 12 festività nazionali). Fanalino di coda, il Regno Unito, che con soli 20 giorni l’anno di ferie e 8 festività chiude la classifica. Ma basta andare oltreoceano per vedere tutto un altro mondo: in Usa, ad esempio, non sono garantiti i giorni di ferie pagati dal datore di lavoro, ma solo le festività nazionali. Molte aziende garantiscono lo stesso le ferie che, però, si aggirano tra i 10 e i 14 giorni all’anno. “Un quadro ben diverso da quello europeo – racconta Novelli – dato forse dal fatto che il mito americano, storicamente, è basato sull’assunto che lavorando sodo si possa ottenere di più e che le ferie siano un diversivo a questo schema. Eppure, è proprio dagli Stati Uniti che stanno nascendo nuove tendenze in fatto di ferie e lavoro”. Le big tech americane – come Adobe, Salesforce, LinkedIn, Oracle, Netflix e ora anche Microsoft – stanno dando vita a un nuovo modello: quello delle “ferie libere”. Nella mail che Microsoft ha inviato ai propri dipendenti statunitensi si parla di “Discretionary Time Off”, ovvero tempo libero discrezionale.
Il futuro dell’out of office. Insomma, anche se è troppo presto per decretare la fine della storia tutta italiana delle ferie d’agosto, un nuovo modello sta emergendo: “In Italia sono le nuove professioni a cambiare questo modello, invertendo di fatto la tendenza che vede gli italiani andare in ferie solo in agosto”, dice Novelli. “Assistiamo a una crescente richiesta di equilibrio tra vita professionale e vita privata: specialmente le nuove generazioni, uno dei target principali per le nuove professioni digitali e tecnologiche, non sono disposte a rinunciare all’elemento di flessibilità”, dice il manager e a dimostrarlo è anche l’incidenza di fenomeni nuovi, come ad esempio la worktation, l’alternanza tra lavoro e vacanze, durante il soggiorno estivo, che è un’opzione perseguita da 2 italiani su 5 (dati Osservatorio Emma Villas). “Per questa ragione, proposte come la settimana corta, il full remote, le ferie illimitate, il lavoro per obiettivi e non per orari stanno diventando i driver principali per valutare o meno le proposte lavorative”, conclude Novelli.



