Il Governo taglia 843 posti letto
20:02 Giovedì 08 Novembre 2012 1E' l'effetto in Piemonte del provvedimento sulla spending review varato da Monti. Aumentano le disponibilità per le acuzie. Riduzioni ancora più drastiche in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Nel complesso in Italia spariscono oltre 7 mila unità
La riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera prevista dalla spending review nazionale, in Piemonte comporterà un taglio complessivo di 843 posti letto. A calare saranno, però, soprattutto i letti per post-acuti, che dovranno scendere di 1292 unità. I posti per gli acuti, invece, potranno aumentare di 449. Al primo gennaio 2012 i letti per acuti erano 13.706 e quelli per post-acuti 4.595. Dopo la spending review i primi potranno salire a 14.155, mentre i secondi dovranno scendere a 3.303.
Sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio le regioni che dovranno ridurre più posti letto ospedalieri. Lo si evince dallo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera”, inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal ministro della Salute Renato Balduzzi di concerto con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. L’Emilia dovrà tagliare 2.543 posti letto (2.007 per acuti e 536 per post-acuti); la Lombardia 2.337 (1.426 per acuti e 911 per post-acuti) e il Lazio 1.963 (1.644 e 319). L’Umbria è l’unica regione che potrà aumentare i posti letto in entrambe le tipologie (453 posti complessivi in più).
Nel complesso i posti letto ospedalieri in Italia diminuiranno di almeno 7.389 unità per effetto dell' articolo 15 comma 13 del decreto sulla spending review. La legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti.



