SANITA'

Il Governo taglia 843 posti letto

E' l'effetto in Piemonte del provvedimento sulla spending review varato da Monti. Aumentano le disponibilità per le acuzie. Riduzioni ancora più drastiche in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. Nel complesso in Italia spariscono oltre 7 mila unità

La riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera prevista dalla spending review nazionale, in Piemonte comporterà un taglio complessivo di 843 posti letto. A calare saranno, però, soprattutto i letti per post-acuti, che dovranno scendere di 1292 unità. I posti per gli acuti, invece, potranno aumentare di 449. Al primo gennaio 2012 i letti per acuti erano 13.706 e quelli per post-acuti 4.595. Dopo la spending review i primi potranno salire a 14.155, mentre i secondi dovranno scendere a 3.303.

 

Sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio le regioni che dovranno ridurre più posti letto ospedalieri. Lo si evince dallo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera”, inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal ministro della Salute Renato Balduzzi di concerto con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli. L’Emilia dovrà tagliare 2.543 posti letto (2.007 per acuti e 536 per post-acuti); la Lombardia 2.337 (1.426 per acuti e 911 per post-acuti) e il Lazio 1.963 (1.644 e 319). L’Umbria è l’unica regione che potrà aumentare i posti letto in entrambe le tipologie (453 posti complessivi in più).

 

Nel complesso i posti letto ospedalieri in Italia diminuiranno di almeno 7.389 unità per effetto dell' articolo 15 comma 13 del decreto sulla spending review. La legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti.

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