Lega, ipotesi congresso prima del voto

Un congresso ad aprile per evitare le idi di marzo, che facilmente arriverebbero con il voto europeo di giugno. È un drammatico calendario quello che Matteo Salvini sta cercando di riscrivere, provando a far firmare alla Lega la sua polizza contro il probabile e temuto disastro elettorale. Al segretario, ormai, è chiaro quel che potrebbe accadere se, come tutte le previsioni lasciano intendere, dalle urne uscisse un partito spettro di quello che fu cinque anni fa: bloccato alla soglia critica dell’8% o anche meno, vittima di scelte che il Capitano ha imboccato a testa bassa e sguardo (troppo) a destra, infischiandosene degli avvertimenti dei suoi che ora paiono ormai tardivi allarmi, ma puntuali avvisi di un redde rationem.

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