VERSO LE POLITICHE

Monti bus, parte il torpedone centrista

Udc, Fli e Italia Futura insieme nella coalizione che sosterrà il premier. Anche in Piemonte si andrà con tre liste alla Camera e una unica al Senato. Delfino designa il figlio alla successione, Montezemolo punta sul tris d'assi Olivero, Susta e Marsiaj

L’annuncio ufficiale è atteso per sabato o domenica e certamente nel suo discorso alla Nazione oltre a rivendicare il lavoro fatto, indicherà ciò che secondo lui serve all’Italia per tornare a correre. Attorno a Mario Monti i partiti della galassia centrista studiano le mosse per capitalizzare al massimo l'appeal di "rigoroso uomo di governo" che il premier si è guadagnato sul campo, soprattutto internazionale. Anche in Piemonte l'agenda va tradotta in formazioni, liste di candidati, alleanze e apparentamenti. Al momento si profila un tridente alla Camera, dove Udc, Italia Futura di Montezemolo e Fli si presenteranno distintamente, per confluire in un unico listone al Senato. Nei simboli non mancheranno riferimenti al premier e al manifesto che lancerà questo fine settimana e su di lui imposteranno la campagna elettorale.

 

Le trattative per i posti in lista sono frenetiche. In Piemonte l’Udc ha due parlamentari uscenti: l’ex vice sindaco di Torino Marco Calgaro e il ras della Granda Teresio Delfino. Quest’ultimo, dopo sei legislature sul groppone ha manifestato a malincuore la disponibilità a non ricandidarsi purché sia il figlio Giuseppe – che nella famiglia scudocrociata è entrato a pieno titolo se non altro per aver impalmato l’addetta stampa di Pier Ferdinando Casini Roberta De Marco – a rilevarne lo scranno. Una sorta di successione per via dinastica che premierebbe il “trota” democristiano già acclamato un anno fa a capo del partito cuneese. Dalla Granda al capoluogo, dove nella contesa per uno scranno da capolista Calgaro è incalzato da Alberto Goffi. L’ex Pd, infatti, continua a essere vissuto se non come un intruso perlomeno come un parente “acquisito” e per questo il luogotenente di Casini Michele Vietti, seppur formalmente lontano dalle cose politiche, potrebbe premiare il suo antico delfino. Anche perché Goffi, che nei mesi scorsi non ha lesinato critiche alla politica economica di Monti, fino a dare le dimissioni da coordinatore regionale dell’Udc, ha continuato a rappresentare il partito in Regione Piemonte e mantenuto una rete di amministratori locali che sono il vero fortino elettorale del partito.

 

Intanto Italia Futura è impegnata nella raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione della lista. Sul Piemonte 1 sarà Giorgio Marsiaj, nuovo leader regionale della formazione montezemolana, a guidare lo sbarco a Montecitorio, mentre fuori dalla provincia di Torino il testa a testa è tra il direttore di If Mariano Rabino, già vice segretario regionale del Pd, e il presidente delle Acli Andrea Olivero. Sembra blindata, invece, la posizione dell’europarlamentare Gianluca Susta al Senato. Certo la decisione del premier di scendere nell'agone ha ringalluzzito le truppe, nonostante i sondaggi non siano certo generosi: «Abbiamo mantenuto un low profile mentre il Pd celebrava le proprie primarie e Beppe Grillo sembrava pronto a diventare il premier. Ora che queste due bolle si stanno sgonfiando emergeremo noi come vera novità del panorama politico nazionale» assicura un dirigente torinese.

 

Ancora un po’ indietro i futuristi di Gianfranco Fini, che sotto la Mole non possono certo contare su una roccaforte elettorale. Il referente è il parlamentare Deodato Scanderebech, che – lui sì – gode di un seguito elettorale, ma in pochi tra gli amministratori del territorio lo hanno seguito. Lui e il collega novarese a Montecitorio Daniele Galli saranno i due pilastri di una lista tutta da costruire. 

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