Fondi Inail, Riboldi smentisce se stesso. Pd: "Nuovi ospedali, manco un progetto"
Stefano Rizzi 16:30 Lunedì 18 Novembre 2024Dopo una serie di spiegazioni a vanvera, l'assessore finalmente dice quello che si sapeva. I soldi li anticipa la Regione Piemonte, vengono rimborsati solo se approvati. Un plafond da oltre 70 milioni. I dem "preoccupati per il peso dei canoni, 120 milioni all'anno"
Se me lo dicevi prima, prima quando? Eh prima, no. Più surreale di una canzone di Enzo Jannacci, alla fine, è arrivata l’ultima versione dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi sulla, dal sé medesimo, ingarbugliata vicenda dei fondi per pagare i progetti dei futuri ospedali che l’Inail dovrebbe costruire in Piemonte.
Dinanzi alla prima e alla quarta commissione del consiglio regionale l’esponente di Fratelli d’Italia cui Alberto Cirio ha affidato la gravosa e complessa delega alla Sanità ha spiegato che i soldi necessari per pagare i progetti saranno messi a disposizione delle aziende sanitarie dalla Regione, la quale si vedrà rimborsate le somme dall’Inail dopo la validazione dei progetti stessi. E, dunque, quelle somme sono nel bilancio della sanità piemontese già dall’anno in corso.
Insomma, Riboldi ha detto quel che si sapeva e che lo Spiffero va scrivendo da settimane, non certo per doti divinatorie, ma solo cercando informazioni dove evidentemente non lo ha fatto, o se lo ha fatto non ha capito, chi consiglia l’assessore. Lui oggi ha, finalmente chiarito la questione, ma lo ha fatto dopo aver fornito versioni assai differenti, talvolta pure apertamente contrastanti, quando come cantava Jannacci avrebbe potuto dirlo prima, anzi subito. Meglio tardi che mai, vabbè. Certo si sarebbe potuto risparmiare la convocazione a Palazzo Lascaris e, soprattutto, la più che prevedibile coda polemica dell’opposizione, agevolata non poco nel girare il coltello nella ferita.
“Finalmente si è fatta chiarezza”, l’esordio della nota con cui Domanico Ravetti, vicepresidente di Plazzo Lascaris e consigliere Pd di lungo corso non lesina in punzecchiature. “Nella seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Sanità l’assessore Federico Riboldi ha precisato che i costi per la progettazione per tutti i nuovi ospedali finanziabili con i fondi Inail è complessivamente di 73 milioni di euro, e che tali risorse non verranno anticipate da nessuno ma dovranno essere reperite dalla Regione Piemonte”. Un rigore a porta vuota per il piddino che ha gioco facile a sostenere che “l’assessore ha smentito non solo alcuni suoi virgolettati riportati sui giornali, ma anche quanto affermato in commissione il 22 ottobre, ovvero che “non abbiamo bisogno di risorse aggiuntive per Cuneo ed Alessandria, per la progettazione degli ospedali”, in quanto tali risorse sarebbero disposte dal Mef”.
Ravetti non si lascia sfuggire neppure la ghiotta occasione di mettere un cuneo nella all’interno della maggioranza. “Evidentemente – prosegue il consigliere dem nella sua prima legislatura, con Sergio Chiamparino presidente, a capo proprio della commissione Sanità – aveva ragione Alberto Cirio nel dichiarare nei giorni scorsi che le risorse in questione saranno coperte da fondi regionali. Se oggi si è finalmente introdotto un elemento di linearità nella discussione, il merito va all’insistenza del Partito democratico nel pretendere precisazioni puntuali”.
Chiarita la questione dei fondi per pagare i progetti, che peraltro già chiara sarebbe stata senza il balletto di balzane spiegazioni, resta tutto il resto che non è poco. Forse risvegliato grazie al pastrocchio “nel bilancio sì, nel bilancio no” da un certo torpore, il Pd sembra intenzionato a fare le pulci alla linea che il nuovo assessore intende tracciare, nel caso particolare per quanto riguarda l’edilizia sanitaria.
“Inail ha individuato 2,250 miliardi per progetti finanziabili in Piemonte, ma non ne ha ancora finanziato nessuno”, osserva il vicepresidente della commissione Sanità Daniele Valle. “Se è vero che queste risorse non incidono sulla capacità di indebitamento della Regione, è vero anche che restituendole in 20 anni al 4% annuo si arriverebbe a pagare almeno 120 milioni di euro all’anno di canoni, che sia aggiungerebbero a quelli dei partenariati pubblico-provati per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e della Città della Salute di Novara”. I dem si dicono “preoccupati che queste risorse possano comportare una riduzione della nostra capacità di garantire la nostra offerta di servizi sanitari. E siamo altrettanto preoccupati che Inail possa considerarci non in grado di far fronte alla restituzione di tutto il plafond”.
Tema complesso e rilevante quello dei canoni. Perché se è vero che gli interessi non potranno superare la soglia del 4%, restando ben al di sotto rispetto a quelli prevedibili per il partenariato pubblico-privato, va comunque ricordato che in questo secondo caso gli ospedali saranno di proprietà regionale, mentre con la soluzione Inail si tratterà, per semplificare, di un affitto. Certo, c’è la possibilità di riscatto, ma riscattare un ospedale con trenta e più anni sul groppone, non sembra proprio quel che si dice un affare.



