Nomine natalizie in Piemonte.
La Sanità resta al dottor Sottile
Stefano Rizzi 07:00 Venerdì 06 Dicembre 2024
I nuovi vertici di Asl sotto l'albero. Alla Città della Salute in pole Dall'Occo, ma si affaccia Schael. Il "tedesco" tornerà in Piemonte, come Manfredi (con l'appoggio di Palenzona). Riconfermato il direttore regionale. Tutti i nomi dei manager in ballo
Più che un valzer, quello di futuri direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte, per ora sembra un tango. La fin troppo ottimistica previsione, per sua stessa ammissione, dell’assessore regionale Federico Riboldi di arrivare alle nomine il prossimo 15 dicembre è decisamente superata, ma superata sia di poco è anche la seconda data messa in agenda, quella del 20.
Poco prima di quel giorno si dovrebbe concludere il lavoro della commissione presieduta al direttore della Sanità del Veneto Massimo Annicchiarico chiamata a esaminare i nuovi 39 aspiranti ad entrare nell’elenco regionale e fornire all’assessore la rosa da cui attingere, insieme al resto dei papabili già a disposizione. Per riempire le caselle che resteranno vuote laddove gli attuali manager non saranno riconfermati o, in alcuni casi, verranno trasferiti ad altra azienda. Perché se tango è, non mancherà per più d’uno il casquè.
Intanto, tra ipotesi e pronostici che accompagnano verso le nomine sotto l’albero di Natale, una certezza c’è. È la riconferma del direttore regionale della Sanità, Antonino Sottile. L’ex direttore generale dell’Irccs di Candiolo era stato nominato dalla precedente giunta nel giugno dello scorso anno, ma proprio su richiesta di Fratelli d’Italia, il partito dell’attuale assessore, era stata prevista una verifica di metà mandato da cui sarebbe dipesa la sua prosecuzione nell’incarico. Formalmente dovrebbe arrivare con una delibera della giunta, forse già oggi, ma Riboldi non ha dubbi e la decisione l’ha già presa: Sottile resta. “Ha lavorato e lavora molto bene, ma soprattutto ho potuto apprezzare le sue capacità, il suo impegno e la sua determinazione nella non facile operazione che ci ha visti lavorare spalla a spalla – spiega l’assessore allo Spiffero – riuscendo a portare al Piemonte 350 milioni di euro di aggiuntivo, 60 di revisione mutui e una nuova disponibilità da parte di Inail per la costruzione dei nuovi ospedali per oltre 600 milioni”.
Archiviato l’importante e atteso passaggio che riguardava la direzione regionale, resta quindi ancora del tutto aperta la assai più complessa questione dei vertici di Asl e Aso. Come si diceva, nessuna certezza anche se con le interlocuzioni tra gli esponenti della maggioranza di centrodestra avviate ai massimi livelli regionali, lungi dall’essersi concluse, qualche tratto più definito del futuro assetto sembra intravvedersi.
Più d’uno i punti su cui maggiormente si concentrano attenzioni e previsioni. Prima tra tutte la Città della Salute di Torino dove pur non essendo a scadenza di mandato l’attuale direttore generale Giovanni La Valle è dato per certo destinato ad altra azienda. Per lui si parla dell’Asl To3, oggi guidata da Franca Dall’Occo, manager di lungo con apprezzamenti bipartisan anche se è nota la sua posizione a sinistra. Sarebbe lei a dover fare uno scambio di ruoli con La Valle, anche se prende corpo l’ipotesi di affidare le Molinette a Thomas Schael.
“Il tedesco” che lavorò a lungo in Piemonte come inviato di Agenas durante il piano di rientro, profilo rigidamente teutonico, capacità riconosciute, curriculum con incarichi in situazioni difficili, non dispiace per nulla a Riboldi, tutt’altro. Interlocuzioni con Schaell, attualmente in Abruzzo ma con il non nascosto desiderio di lavorare in Piemonte dove ha la famiglia, sono a un livello molto avanzato. Insomma, è pressochè certo che anche nel caso non gli venisse affidata la Città della Salute (dove peraltro la nomina deve avere il placet dell’Università), “il tedesco” guiderà un’importante azienda, dov’è richiesto un profilo non comune come il suo. Tra le eventualità potrebbe esservi quella dell’Asl di Alessandria, una delle territoriali più grandi e complesse, col sovrappiù di coprire una provincia politicamente importante essendo quella del capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari e dello stesso Riboldi.
Per l’attuale direttore Luigi Vercellino rumors del grattacielo del Lingotto insistono su un suo possibile ritorno all’Asl To4, il cui attuale numero uno Stefano Scarpetta col viatico dei Fratelli d’Italia e in particolare del senatore novarese Gaetano Nastri sarebbe indirizzato, al posto di Gianfranco Zulian, al Maggiore della Carità nella città di San Gaudenzio che aspetta, ormai stremata, l’ormai troppo attesa soluzione per la costruzione della futura Città della Salute. Sarà quella di Scarpetta una scelta apprezzata e condivisa dalla Lega, in particolare dal sindaco Alessandro Canelli? Il Carroccio novarese manterrebbe, come equilibrio, l’attuale direttore dell’Asl provinciale Angelo Penna? È questa solo una delle tante questioni nel gioco a incastri tra pesi tra i partiti e territori.
Cambi, ma anche riconferme sul tavolo del risiko sanitario piemontese. A Cuneo, per esempio, se non cederà alle lusinghe sarde andando a dirigere il Brotzu di Cagliari, resta con mandato in corso il direttore del Santa Croce e Carle, Livio Tranchida, così come non pare destinato a fare i bagagli dall’Asl Cuneo1 Giuseppe Guerra per la cui permanenza, tra gli altri, si spende molto l’assessore all’agricoltura di FdI Paolo Bongioanni. Occhi puntati sulla Cuneo2, ovvero l’Asl che ha competenza sull’Albese, terra del presidente Alberto Cirio. Proprio dell’apprezzamento del governatore gode l’attuale commissaria Paola Malvasio probabile futuro direttore generale, sempreché alle Molinette non vada Schaell e Cirio chiami a casa sua l’apprezzata Dall’Occo, la quale non fa mistero di spiegare che lei farà, appunto, quel che le chiederà il presidente.
Sembra meno certo, intanto, il trasloco di Carlo Picco dall’Asl Città di Torino al Mauriziano. Al manager sarebbe stato chiesto di restare alla guida dell’Asl più grande e complicata, rinunciando almeno per ora all’ospedale di Largo Turati, dove potrebbe arrivare qualcuno dei nuovi entrati nell’elenco o manager che già stavano nella lista, ma operano fuori regione. Tra questi, dato per certo tra i ritorni a casa, c’è Stefano Manfredi attuale direttore del San Matteo di Pavia. Molto vicino da sempre all’ex
ministro della Sanità Renato Balduzzi, per un suo rientro in Piemonte si starebbe muovendo, ovviamente non passando inosservato vista la mole, anche Fabrizio Palenzona. Chissà, forse i suoi sponsor lo vorrebbero all’Aso di Alessandria, ma lì la poltrona di Valter Alpe, area Forza Italia, ma apprezzato anche dalla Lega e da FdI pare solida anche considerata la strada avviata verso l’Irccs. Manfredi ha un profilo ed esperienza da azienda ospedaliera, più che da territoriale, e questo potrebbe aprirgli la via verso la nuova struttura autonoma del Regina Margherita o lo stesso Mauriziano.
Dell’Aou guidata da Alpe è dirigente una new entry dell’elenco regionale, ma figura nota nel mondo medico e politico mandrogno e non solo. Antonio Maconi, attuale direttore del dipartimento ricerca, esponente di FdI, potrebbe essere una carta nel mazzo di Riboldi per l’Asl della sua provincia. Sempre sulla sponda del Tanaro, ad Asti ci si interroga su chi arriverà a dirigere l’Asl che negli ultimi anni ha subito troppi cambi di direzione. Parlando con i suoi, Riboldi ha ribadito l’intenzione di avere lì un manager che assicuri di restare non solo tre anni, possibilmente sei. I nomi che circolano sono quello dell’attuale direttore sanitario del Santa Croce e Carle di Cuneo, Lorenzo Angelone e con qualche chance in più l’attuale direttore del distretto dell’Asl di Alessandria Claudio Sasso.
A Biella parrebbe destinato a riconferma Mario Sanò, mentre potrebbero esser pescati tra i nuovi, tra cui il lombardo Peter Assemberg o l’attuale dirigente dell’Asl To5 Paolo Petrucci i futuri vertici proprio dell’Asl To5 di quella di Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola. Tornando a un’altra casella, quella prestigiosa del Mauriziano, qualora tramontasse l’approdo di Picco, probabile per Roberto D’Angelo il passaggio da commissario a direttore generale.


