Lega lombarda in mano a Romeo, ma Salvini ora "punta" Molinari
15:14 Venerdì 13 Dicembre 2024Toccalini si ritira e il senatore monzese è candidato unico al congresso di domenica. Lui vuole mantenere il ruolo di capogruppo a Palazzo Madama, come il suo omologo piemontese. Ma il Capitano potrebbe approfittarne per cambiare la guida dei gruppi
Massimiliano Romeo candidato unico, sarà eletto segretario della Lega in Lombardia al congresso che sarà celebrato domenica all’Hotel Sheraton Milan San Siro. Toccherà a lui raccogliere il testimone che fu di Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti e che ora è nelle mani di Fabrizio Cecchetti, commissario dal 2021. “Per la Lega faccio un passo di lato nella corsa alla segreteria della Lombarda” ha comunicato oggi il deputato Luca Toccalini, responsabile dei giovani leghisti che per qualche settimana ha provato a contendere la designazione, dopo l’uscita di scena del terzo concorrente, il deputato bergamasco Cristian Invernizzi, che si era candidato manifestando dissenso rispetto ad alcune delle ultime scelte politiche di Matteo Salvini (a partire dalla candidatura del generale Roberto Vannacci alle Europee).
Invernizzi aveva parlato di “congresso farsa” e “pagliacciata”, segnalando i ritardi nell’arrivo dei moduli per la raccolta firme necessarie a presentare la candidatura. “Si parla di candidato unitario, ma cosa lo facciamo a fare il congresso? Per questo volevo candidarmi: almeno sarei salito sul palco, avrei detto la mia e stimolato un po’ di sano confronto tra di noi. Ma bisognava che i potenziali candidati fossero messi nelle condizioni di partecipare. E invece qui non sappiamo neanche dove si terrà il congresso e non ci sono nemmeno i moduli per raccogliere le firme... Così si prendono in giro i militanti. E non mi sembra il modo migliore per fare squadra e ripartire”
Oggi l’atteso passo indietro di Toccalini, classe 1990 deputato di Basiglio, conseguente anche dal mancato sostegno di Salvini che, a quanto riferiscono insider di via Bellerio, dopo averlo gettato della mischia addirittura si negava al telefono. Per lui il leader leghista riserva ringraziamenti di rito e prospetta nuovi ruoli: “Stiamo lavorando per essere sempre più presenti, nelle scuole, nelle università e sui luoghi di lavoro, col nostro movimento della Lega Giovani – scrive in una nota il vicepremier –. A lui affiderò nuove responsabilità di guida in vista del prossimo congresso federale a inizio 2025”. Probabile che, nel frattempo, assuma il ruolo di vicesegretario del partito in Lombardia.
Se a questo punto l’esito delle assise è scontato, l’elezione di Romeo – “salviniano” ma dotato di una certa autonomia ed espressione del radicamento storico del Carroccio – potrebbe aprire più di una faglia nel partito. A cominciare dalla sua permanenza alla guida dei senatori leghisti: il suo posto a Palazzo Madama, infatti, sarebbe stato promesso da Salvini stesso alla componente “sudista” – si fa il nome del pugliese Roberto Marti – ma viene reclamato pure dai veneti, rimasti sostanzialmente a digiuno di poltrone ministeriali e parlamentari (il presidente della Camera Lorenzo Fontana, è veronese ma disconosciuto dal cerchio magico di Luca Zaia).
Romeo vuole mantenere il doppio incarico, facendo sponda con il suo omologo alla Camera, Riccardo Molinari, che oltre ad essere capogruppo dei deputati è anche segretario della Lega piemontese. In verità, nell’entourage di Salvini non si esclude che con l’elezione di Romeo il Capitano possa mettere mano, azzerandoli, ai “doppi incarichi”, usando la scadenza del rinnovo delle cariche di metà mandato per ridefinire la guida dei due gruppi, anche per sedare la strisciante rivolta dei veneti. Simul stabunt simul cadent? Con Romeo che trascina nel vortice Molinari facendogli perdere la carica, dando credito alle voci malmostose di qualche lombardo di peso? Di certo, come riferisce sotto la protezione dell’anonimato un parlamentare di lungo corso, “sarebbe davvero singolare se a sollevare la questione dell’accumulo di cariche fosse Salvini: segretario federale, ministro e vicepremier”.


