SANITÀ

Grande Fratello sulle liste d'attesa

Verso l'abbandono del vecchio sistema di rilevazione. Per controllare prenotazioni e prestazioni Agenas entra direttamente nei sistemi informatici regionali e delle Asl. Tra chi ha aderito alla fase sperimentale Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Piemonte.

Più che un grande fratello, visto che si tratta dell’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, a controllare in tempo reale prenotazioni, liste d’attesa e rapporto tra visite col ticket e quelle a pagamento sarà una “grande sorella”. La metafora non è poi così troppo azzardata visto il cambio di passo disposto dal ministero per avere, finalmente davvero sotto controllo l’attività dei Cup, i centri unici di prenotazione, e di conseguenza il flusso di prestazioni non solo in ciascuna Asl, ma addirittura in ogni singolo ospedale o ambulatorio.

Non certamente di poco conto il passaggio dalla vecchia e per molti versi purtroppo ancora attualmente in uso analisi dei dati forniti dalle Regioni attraverso le aziende sanitarie, con un esame necessariamente non in tempo reale e soprattutto potenzialmente viziato dati non sempre corretti, al nuovo sistema per il momento in fase sperimentale e ristretto a poche regioni. Tra quelle che hanno aderito, di fatto aprendo i loro sistemi informatici ad Agenas, ci sono la Lombardia, il Veneto, la Toscana e il Lazio alle quali si è da poco aggiunto il Piemonte dove la messa a disposizione dell’agenzia dei dati in tempo reale coincide con il rinnovo di buona parte dei vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere che tra gli obiettivi primari avranno proprio l’intensificazione delle azioni necessarie a ridurre i tempi di attesa. 

Probabilmente già da gennaio, dunque, il sistema sanitario piemontese sarà monitorato sul fronte delle prenotazioni e prestazioni costantemente da Agenas che dopo aver definito metodi e strumenti proprio per l’attività di monitoraggio ha poi predisposto un disciplinare tecnico, dove tra i punti cruciali figura proprio la verifica continua e aggiornata dei tempi di attesa relativi alle prestazioni erogate in libera professione intramuraria e allargata nell’ambito di un sistema gerarchico che passa da Regione, Asl, erogatori privati e singoli professionisti.

E su questi tempi e, soprattutto nel rapporto tra il numero delle prestazioni fornite dal servizio sanitario e quelle a pagamento in libera professione, così come nella differenza di giorni d’attesa tra le due tipologie di prestazioni si verificherà il rispetto o meno delle percentuali fissate per legge da cui deriva in gran parte lo squilibrio nell’attesa per chi paga solo il ticket e chi invece mette mano al portafogli per avere pià rapidamente la prestazione. 

Un tema, quello del controllo e analisi dei dati che, oltre all’apertura dei canali telematici ad Agenas, nel sistema sanitario piemontese dovrebbe trovare ulteriore sostegno nell’annunciato obiettivo che l’assessore regionale Federico Riboldi ha sottolineato proprio in occasione della nomina dei nuovi direttori generali, ricordando l’importanza dell’aggiornamento costante del cruscotto digitale. Un cruscotto sul cui aggiornamento non vigileranno solo le strutture della Regione, ma non meno l’occhio del grande fratello, anzi della grande sorella Agenas incaricata dal ministero e alla quale fino ad ora, non molte Regioni hanno aperto le loro porte telematiche.

print_icon