LA SACRA RUOTA

Elkann in versione Maga da Trump.
Il nodo dazi cruciale per Stellantis

Dopo aver donato un milione per la festa di incoronazione il rampollo della famiglia Agnelli ha già visto due volte il presidente. Le grane Canada e Messico, paesi dalle cui fabbriche escono modelli per il mercato americano. Il precedente con Marchionne

Il presidente di Stellantis John Elkann ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington, dove si è visto anche con diversi alti funzionari dell’amministrazione a stelle e strisce per discutere del futuro del settore auto, anche alla luce dei nuovi dazi che l'inquilino della Casa Bianca ha già annunciato di voler introdurre. Elkann, dopo aver contribuito con una generosa donazione alle spese per le cerimonie di inaugurazione, era anche stato invitato all'insediamento di ieri a Washington ma non vi ha partecipato per recarsi a Maranello all'esordio in Ferrari di Lewis Hamilton.

Nei quattro giorni trascorsi nella capitale Usa Elkann, che dopo l’addio dell’ad Carlos Tavares guida il comitato che ne ha preso il timone, pare abbia incontrato Trump addirittura due volte. Il contenuto degli incontri non è stato ovviamente reso noto, ma con ogni probabilità al centro dei colloqui c’è stata la questione dei dazi al 25% che Trump intende imporre ai prodotti provenienti da Canada e Messico a partire dal prossimo febbraio. Una decisione che avrebbe notevoli ripercussioni sul gruppo che gestisce due fabbriche di assemblaggio a sud del Rio Grande (Saltillo, del marchio Ram e Toluca, casa della Jeep Compass) e due in Ontario (Windsor, della Chrysler, e Brampton, fermo per ristrutturazione, che entro l’anno riceverà un nuovo modello Jeep). Inoltre, importa da Canada e Messico il 40% delle auto che vende negli Usa. L’azienda, tuttavia, per il momento si guarda bene dall’alienarsi le simpatie della nuova amministrazione, con cui peraltro intrattiene storici rapporti fin dal primo mandato quando a essere ricevuto alla Casa Bianca fu l’allora ad di Fca Sergio Marchionne. “L’attenzione di Trump per le politiche in grado di supportare una base produttiva robusta e competitiva negli Stati Uniti è molto positiva”, si legge in una nota. “Collaboreremo con l’amministrazione per l’obiettivo cruciale di rafforzare l’economia e l’industria nazionali”.

È della settimana scorsa infatti la notizia che Stellantis ha donato un milione di euro a The Donald per la cerimonia d’inaugurazione. Una mossa che non è stata fatta in solitaria: sono tanti i gruppi che hanno donato un milione a Trump per il passaggio di consegne. Tra questi Ford, Hyundai, Boeing, Microsoft, Amazon e Meta. I due capi delle big tech Jeff Bezos e Mark Zuckenberg, a differenza del rampollo della famiglia Agnelli, si sono anche visti alla cerimonia di Capitol Hill. Ma con Zuckenberg ci sarà modo di recuperare, visto che Elkann da neanche un mese è entrato nel cda di Meta.

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