Per gli italiani dovrebbe dimettersi, Santanchè "resiste" in Parlamento
15:13 Lunedì 10 Febbraio 2025Il 71% del campione di un sondaggio riterrebbe opportuno che la ministra lasciasse, compresi gli elettori del centrodestra. Solo Salvini la difende. Alla Camera presentata la mozione di sfiducia delle opposizioni. Il voto in una seduta successiva, ma sarà respinta
Bocciata dagli italiani Daniela Santanchè, rinviata a giudizio per false comunicazioni sociali su una delle società del gruppo Visibilia da lei fondato, resiste in Parlamento. Il voto sulla mozione di sfiducia è rinviato “ad altra seduta” ma non sarà certo la risoluzione parlamentare a farla sloggiare dal Governo. La discussione alla camera è durata molto meno del previsto, perché né la diretta interessata né la maggioranza hanno preso la parola. Ad illustrare il testo sono stati i rappresentanti dell’opposizione, visto che l’atto promosso dal M5s è stato sottoscritto da Pd e Avs. Vuoti i banchi di Forza Italia e Lega, in aula ci sono solo cinque deputati di Fratelli d’Italia, accanto a lei sugli scranni del governo i ministri Nello Musumeci e Luca Ciriani e la sottosegretaria Vannia Gava. Presenti a favor di telecamera la segretaria del Pd, Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte, anche loro silenti. Sebbene la mozione non abbia possibilità di passare, l’accoglienza da parte della maggioranza sembra fredda anche nei confronti della ministra, stesso clima che si era registrato anche alla direzione del partito, al quale la “Santa” aveva scelto di partecipare, la scorsa settimana. Lei, però, entrando a Montecitorio ha detto di voler “parlare di turismo”, perché i dati del suo ministero “smentiscono le critiche”.
Alla fine della discussione generale, Santanché – appena si è concluso l’ultimo intervento – si è alzata dai banchi del governo e ha lasciato l’emiciclo. Dagli scranni del M5s si sono sentite le voci di deputate e deputati che hanno gridato ripetutamente “Vergogna!”, dato che la ministra non ha replicato, come prevede invece il Regolamento. Il vicepresidente di turno, Fabio Rampelli, è allora intervenuto: “Colleghi, per favore, scoprite forse oggi che ci si può prenotare per la replica anche nella seduta successiva?”. Resta da capire quando è previsto il voto finale per la mozione di sfiducia. Spetta alla Camera fissare il voto alla luce dell’agenda dei lavori con l’arrivo in settimana dei decreti Emergenze e Pnrr. Mentre giovedì le Camere si riuniranno in seduta comune per l’elezione dei giudici della Corte Costituzionale, appuntamento che potrebbe far slittare ulteriormente i tempi del voto fino ai primi di marzo.
Anche la maggioranza degli elettori del suo partito, Fratelli d’Italia, è favorevole al passo indietro. Secondo un sondaggio realizzato da Youtrend per Sky Tg24 un’ampia maggioranza della popolazione (71%) è favorevole alle dimissioni. Solo il 17% degli intervistati si dice contrario, mentre il 12% non si esprime. A chiedere un passo indietro di Santanchè sono soprattutto gli elettori dei partiti di opposizione, ma la richiesta è trasversale. Ritiene opportune le dimissioni della ministra il 58% degli elettori di FdI, il 64% di quelli della Lega, il 63% di quelli di Forza Italia/Noi Moderati, l'89% di chi vota Pd, il 78% degli elettori del Movimento 5 Stelle e il 95% degli elettori di Alleanza Verdi Sinistra.

L’unico rimasto a difenderla, più per ragioni di tattica interna alla coalizione che per reale convinzione garantista, è Matteo Salvini: “Uno è colpevole se è condannato in tre gradi di giudizio. Non vedo perché uno si debba dimettere per un avviso di garanzia o per un rinvio a giudizio”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine del sopralluogo al cantiere olimpico di Milano che ospiterà gli atleti per i Giochi Olimpici 2026. Meno “granitiche” le parole di un altro alleato: “Siamo garantisti con tutti, riteniamo che il principio della presunzione di non colpevolezza vada applicata a compagni di strada e avversari. Tutte le altre decisioni sono affidate alla sensibilità dei singoli, non c’è una regola giuridica che imponga le dimissioni – ha dichiarato il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (FI), sottolineando che “sarà Santanchè a decidere se la situazione che si è creata legittimi o meno un passo indietro”.


