POLITICA & SANITÀ

Sanità modello Piemonte, sponsor una multinazionale

Convegno al grattacielo della Regione con governatore e assessore. Promosso da una onlus e finanziato da un gruppo farmaceutico Usa. Dubbi sull'opportunità del contributo "non condizionato" di Bristol Myers Squibb (che ha una top manager tra i relatori)

Il tema è vasto, sconfinato vien da dire. “Innovazione in sanità. Nuove sfide e nuove opportunità”. Le sue declinazioni non meno ambiziose e, chissà, magari foriere di stupefacenti rivelazioni rispondendo finalmente alla domanda “Sanità piemontese, quale modello?”.  Il parterre di relatori, nutritissimo e di indiscussa vaglia annoverando esimi cattedratici e quasi tutti i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte, con l’aggiunta di qualche mandarino della sanità regionale e, naturalmente, assessore Federico Riboldi e il governatore Alberto Cirio. A far gli onori di casa e ad ospitare nella Sala Trasparenza del grattacielo anche un’importante casa farmaceutica.

Già, perché l’evento in programma venerdì pomeriggio, come si evince dal programma, è promosso dall’Associazione Educazione Prevenzione e Salute, che agisce “senza scopo di lucro” e “persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed opera da anni sul territorio piemontese in collaborazione con istituzioni, enti e organizzazioni medico-scientifiche” (da anni organizza i Martedì della Salute all’Unione Industriale), ma lo stesso evento vede anche “il contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb, colosso biofarmaceutico americano cui si deve il primo arrivo in Italia della penicillina. Ma questa è storia. 

La cronaca è quella, appunto, che riferisce di un contributo che il gruppo di big pharma fornisce all’associazione e che, per rigide norme sulle quali vigila tra gli altri Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, deve essere “incondizionato” e quindi senza alcun legame diretto con l’evento. Evento che, tuttavia, nel caso di quello ospitato nel grattacielo della Regione tra i relatori vede anche Cristina Lupini che di Bristol Myers Squibb è director of clinical operations. Il suo intervento, nel programma, è previsto alle 16 e 15 e il tema è “La ricerca privata. Il punto di vista delle aziende”. Fornito, vien da dire, da una azienda soltanto. Ma non è questo il punto, perché i dubbi sull’opportunità di far intervenire in un convegno nella sede della Regione e con i vertici delle Asl presenti in massa una società potenzialmente fornitrice delle stesse aziende sanitarie e ospedaliere, nonché finanziatrice dell’evento, sussisterebbe anche se fossero più d’una.

Il contributo della casa farmaceutica “serve solo per pagare le spese vive, il coffe break e la stampa del materiale”, spiega Carola Brion contattata dallo Spiffero al numero dell’associazione che, tuttavia, corrisponde così come la sede di corso Sebastopoli con quello della società “Comunicare” attiva nell’organizzazione e gestione di eventi di carattere medico, che fa capo alla stessa Brion. Dopo aver ricevuto l’indicazione di rivolgersi all’ufficio stampa che pare coincidere con quello di un’importante azienda ospedaliera pubblica di Torino, parliamo dunque con Brion che, tuttavia, alla domanda sull’importo del contributo di Bristol Myers Squibb, gentilmente risponde: “non posso dirlo,  l’importo. L’associazione – aggiunge  non paga mai grant per principio, altrimenti dovremmo pagare tutti i relatori”.

Va detto che ben altri profili, investendo quelli di regolarità, si sarebbero potuti palesare nel caso in cui il convegno avesse avuto il valore di Ecm, ovvero di educazione continua in medicina dove sono previste regole stringenti e divieti per le sponsorizzazioni, cosa che in effetti non riguarda l’evento di venerdì anche se l’elenco dei relatori, come si diceva è a dir poco nutrito, così come ampio il novero delle tematiche. Si va dalla digitalizzazione in sanità di cui parlerà il direttore di Azienda Sanitaria Zero Adriano Leli, alla ricerca clinica trattata da Paola Cassoni direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, al piano oncologico nazionale i cui tratterà Mario Airoldi direttore di Oncologia 2 della Città della Salute.

Tra gli interventi anche quello di Federico Nardi, il direttore del dipartimento medico dell’Asl di Alessandria, nonché primario di Cardiologia all’ospedale di Casale Monferrato, città di cui è stato sindaco Riboldi che ha voluto lo stesso Nardi come suo stretto collaboratore al grattacielo. A lui è stato affidato il coordinamento di un gruppo di lavoro “a supporto della direzione Sanità per l’analisi della rete clinico-assistenziale ospedaliera”. E proprio di questo tema tratterà il suo intervento sull’“integrazione ospedale-territorio e la rete di patologia”, anche se nel profilo di ciò non v’è traccia, lasciando a pochi colleghi ignari del suo ruolo assegnatogli qualche stilla d’invidia. E poi un paio di tavole rotonde, tra cui quella su quale modello per la sanità piemontese. Grande dilemma, la cui soluzione, si spera, non passi per l’immagine di una Regione che rischia di dar  l’impressione di sponsorizzare gli sponsor. 

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