La Lega si tiene stretta Amos, ma nel cda più uomini "del presidente"
Stefano Rizzi 17:19 Lunedì 24 Febbraio 2025Al vertice della partecipata Chiappello (ex Moderati poi alla corte di Bergesio) prende il posto di Mauro. Entra Garelli, farmacista vicino a Cirio come l'ex sindaco di Alba Rossetto. Il Carroccio ha resistito al tentativo di conquista della poltrona da parte di FdI
Cambia il presidente, ma Amos resta guidata dalla Lega anche se evidente si manifesta il peso del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che ora ha due suoi fedelissimi sui tre componenti del cda della società di servizi sanitari creata una ventina di anni fa da Fulvio Moirano e oggi interamente partecipata da cinque aziende sanitarie con 1800 dipendenti e un fatturato che supera i 60 milioni. Dopo poco meno di tre anni il segretario cuneese della Lega, Simone Mauro ha lasciato la presidenza uscendo dal cda e passando il testimone a Carla Chiappello, ex consigliera regionale del Moderati di Mimmo Portas durante il quinquennio con Sergio Chiamparino governatore, poi ritornata sul carroccio diventando una delle figure più vicine al senatore cuneese Giorgio Bergesio.
In quello che nella primavera del 2022 era parso un assalto alla diligenza sanitaria da parte del partito di Matteo Salvini, Oltre a Mauro e Chiappello era entrato a far parte del board anche l’ex sindaco di Alba Giuseppe Rossetto, esponente di Forza Italia, avvocato nel cui studio Cirio aveva esercitato la professione. Ma i legami tra i due, notoriamente, sono sempre stati più politici e di lunga amicizia che professionali.
Oggi oltre a Rossetto, in quella che da lungimirante visione dell’ex direttore regionale della Sanità del Piemonte (e molte altre cose nell’ambito della sanità nazionale) si è presto tramutata in una gallina dalle uova d’oro, il governatore può contare anche sul nuovo componente del cda, entrato in sostituzione di Mauro: il farmacista Giorgio Garelli, ex consigliere comunale di Canale, in passato già nel cda di Amos e anch’egli molto vicino al presidente della Regione.
Un riequilibrio, quello al vertice della partecipata, che si è prodotto in virtù della decisione di Mauro di lasciare la presidenza per ragioni di impegni professionali che si sommano a quelli politici. Un passaggio che, naturalmente, ha visto la Lega tenere il punto anche rispetto a non imprevedibili richieste da parte dei Fratelli d’Italia che, eufemisticamente, non avrebbero affatto disdegnato anche quella poltrona. Alla fine il partito di Salvini (e di Bergesio, visto in ottica territoriale) è riuscito a tenere il punto e la presidenza, tanto che FdI avrebbe avvallato di buon grado la sostituzione di Mauro con una figura che non solo non è riferibile alla Lega, ma soprattutto ha un profilo tecnico di esperienza proprio per essere stato già in passato del cda di Amos.
E chissà che non sia proprio questo rinnovato cda a proseguire il percorso avviato già da parecchio tempo per allargare la compagine sociale. Attualmente le quote della società sono ripartite in maniera diversa tra l’ Azienda ospedaliera di Cuneo, le Asl Cuneo1 e Cuneo2, l’Aso Alessandria e l’Asl di Asti. Da un po’ di tempo, appunto, è sul tavolo l’idea di aggiungere a queste aziende anche l’Asl di Alessandria. Un percorso non semplice, né breve che contempla studi e analisi per accertare che l’eventuale acquisto di servizi dalla società in house sia più conveniente rispetto ad altre possibilità, poi ancora la richiesta di ingresso e la quantificazione del peso nell’ambito del capitale. Quella con l’Asl alessandrina pare essere ad oggi una trattativa in fase interlocutoria, anche se il passaggio della guida dell’Asl stessa da Luigi Vercellino all’attuale direttore Francesco Marchitelli potrebbe far accelerare o, al contrario, accantonare l’ipotesi di ingresso in Amos.



