Salvini (s)balla da solo. Vannacci prepara l'opa
Davide Depascale 16:31 Venerdì 04 Aprile 2025Congresso farsa. Il Capitano segretario senza rivali a Firenze, ma il Generale tiene banco. Tra mozioni in continuità e un direttivo conteso, la kermesse leghista scalda i motori con gli interventi di Musk e Bardella. I piemontesi Canelli e Giglio Vigna nel prossimo direttivo
Questo weekend, alla Fortezza da Basso di Firenze, la Lega si riunisce per il suo congresso nazionale, e diciamolo subito: Matteo Salvini non avrà rivali. È l’unico candidato alla segreteria, e le dieci mozioni presentate sembrano più un coro di “sì, capo” che un vero dibattito. Tutte, nessuna esclusa, vanno a braccetto con il lavoro del segretario. Ma sotto la patina di unità, qualche crepa si intravede, e il nome che fa tremare i polsi è quello del generale Roberto Vannacci. Prepariamoci a un weekend di sorrisi di facciata e coltelli nascosti sotto il tavolo.
Non mancheranno gli ospiti internazionali: ci saranno il francese Jordan Bardella, sempre più leader del Rassemblement National dopo la condanna di Marine Le Pen, e il premier ungherese Viktor Orbán, amici di lunga data di Salvini, anche se non si sa ancora se si paleseranno in carne e ossa o si limiteranno a un saluto in videocollegamento. Anche il patron di Tesla Elon Musk interverrà da remoto nel pomeriggio di domani, giusto per far vedere che anche lui tifa per il Capitano. Stesso discorso per la premier Giorgia Meloni: dopo aver fatto la sua comparsata al congresso di Azione settimana scorsa, se non si facesse vedere (o almeno sentire) dai leghisti, sarebbe un po’ come snobbare i soci di governo. E in politica, si sa, le scortesie si pagano care. Sicura invece la presenza del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, atteso per la giornata di domenica insieme a Francesco Paolo Capone, segretario del sindacato di destra Ugl.

Le mozioni, dicevamo, sono un inno alla continuità. C’è quella “polpettone” su Autonomia, Europa e federalismo, firmata dal capogruppo alla Camera, il piemontese Riccardo Molinari, insieme all’economista anti-euro Alberto Bagnai: un bel mix di nostalgia per la lira, il tema-bandiera dell'autonomia differenziata e sogni di un’Europa meno invadente. Sempre Molinari ha apposto la firma anche su un’altra mozione con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon: un’alternativa al salario minimo delle opposizioni, basata su parametri Istat del costo della vita. Tradotto: una specie di gabbie salariali 2.0, che farà storcere il naso a più di un sindacalista.

Poi c’è la mozione anti-islam delle europarlamentari Silvia Sardone e Susanna Ceccardi, che non perdono occasione per alzare i toni. La sindaca di Monfalcone Anna Cisint e Edoardo Rixi, invece, si concentrano sui porti, con una mozione per limitare i lavoratori extracomunitari: un altro tema caro al credo salviniano. Il vicesegretario Alberto Stefani, "l’enfant prodige della Liga", porta avanti l’“eccezionalismo veneto”, perché il Veneto, si sa, deve sempre fare di testa sua. Vannia Gava, sottosegretaria all’Ambiente, spinge sul nucleare, mentre il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo si concentrano sulla sicurezza. Giulia Buongiorno e Jacopo Morrone firmano la mozione sulla Giustizia, e Armando Siri firma una “mega-mozione” sul lavoro dei dipartimenti, che sembra più un’enciclopedia che una proposta.

Ma il piatto forte è la “mozione Vannacci”, firmata dal deputato toscano Edoardo Ziello e dal "boxeur" milanese Igor Iezzi. Qui si riprendono i temi del libro Il mondo al contrario del generale: lotta alla cultura woke e agli “eccessi” del mondo Lgbt. Vannacci sarà il vero protagonista del congresso, anche se non è chiaro se prenderà la tessera della Lega o se userà il partito come trampolino per le sue ambizioni personali. Si vocifera che potrebbe diventare vicesegretario, grazie a una modifica dello Statuto – che sarà approvata a Firenze – che porta i vicesegretari da 3 a 4 e allunga il mandato del segretario da 3 a 4 anni. Ma Salvini sarà davvero pronto a dividere il palco con un personaggio così ingombrante?

A proposito di vicesegretari, Andrea Crippa ha fatto parlare di sé con un’intervista al Foglio che ha messo in imbarazzo il capo. “La Lega deve essere una forza di governo e di disturbo, pacifista e contro il riarmo europeo”, ha detto, aggiungendo che la linea di Salvini non si tocca. Parole che suonano come un “tutti zitti e in riga”, ma che a Salvini non sono piaciute: il Capitano non vuole passare per il padre padrone, soprattutto con il congresso alle porte. E infatti, le crepe ci sono: i 725 delegati dovranno rinnovare il direttivo federale, con 36 candidati per 22 posti. Il Piemonte sembra tranquillo, con il sindaco di Novara Alessandro Canelli e il deputato di Ivrea Alessandro Giglio Vigna quasi certi di farcela, ma altrove è bagarre. In Veneto 7 candidati per 3-4 posti, in Lombardia 8 per 5-6 seggi, e in regioni come Liguria, Marche, Calabria ed Emilia si rischia di restare a bocca asciutta. Segno che l’unità tanto sbandierata non è poi così solida.

E poi c’è Vannacci, il grande punto interrogativo. Se Crippa vuole che tutti rispettino il volere del capo, il generale potrebbe essere la mina vagante. Salvini lo nominerà vicesegretario, rischiando di creare un rivale interno, o lo terrà a distanza, magari facendolo restare senza tessera? Intanto, il congresso di Firenze si preannuncia come una passerella per il Capitano, ma con qualche ombra che potrebbe allungarsi sui prossimi appuntamenti elettorali. La Lega sarà davvero unita, o il “mondo al contrario” di Vannacci finirà per mettere tutto sottosopra?


