TRASPARENZA

Top secret sulla greppia olimpica

Toroc e Agenzia Torino 2006 rispondono picche alla richiesta della Sala Rossa di accedere agli atti di incarichi, consulenze e affidamenti dei Giochi invernali. Marrone (FdI): "Troppi scheletri nell'armadio". Imbarazzo bipartisan

Cosa c’è dietro la grande abbuffata olimpica? Perché Agenzia Torino 2006 e Toroc si rifiutano di fornire gli atti richiesti dal Consiglio comunale di Torino in merito a incarichi, consulenze e affidamenti negli anni appena precedenti i Giochi? La discussione è tornata d’attualità oggi, durante la riunione della conferenza capigruppo, in cui il dirigente del settore Partecipate di Palazzo Civico Renzo Mora ha confermato che tali enti hanno deciso di mantenere serrati i propri archivi.  

 

Nella commissione Controllo di gestione, presieduta dal leghista Roberto Carbonero, la Sala Rossa, in modo bipartisan, aveva chiesto di poter analizzare i dati relativi agli affidamenti di cinque agenzie in particolare: oltre a Toroc e Torino 2006, anche Atrium, Turismo Torino e Italia 150. Attraverso queste società l’amministrazione ha gestito i contributi e i finanziamenti relativi alle Olimpiadi e alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Una pioggia di quattrini sulla quale l’assemblea torinese ora vuole accendere i riflettori. E’ vero che alcune di queste - leggi Atrium - sono ormai in liquidazione e altre hanno mutato la loro natura giuridica, ma al loro interno Palazzo di Città continua a esercitare un controllo attraverso uomini chiave della macchina amministrativa.

 

«Da tre mesi chiedo questi atti e mi si risponde che, trattandosi di enti strumentali del Governo e non del Comune, non posso consultarli» attacca il capogruppo di Sel Michele Curto, il quale cita l’esempio di Italia 150 (3,5 milioni di rosso per sentirci Capitale per un anno) che la prossima settimana riunisce il consiglio di amministrazione per decidere il da farsi. «L’accesso agli atti è un diritto - chiosa l’esponente vendoliano - non una concessione. Se non c’è nulla da nascondere mi chiedo cosa aspettino a fornirci quanto richiesto». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia): «E’ una coincidenza che entrambi gli enti riottosi appartengano allo scenario olimpico? Non sarà che i veri scheletri del “Sistema Torino” si annidano proprio nell’armadio olimpico di Valentino Castellani e compagni, di chi ha avuto la faccia tosta di affermare pubblicamente che a Torino lavorano sempre gli stessi perché è una città piccola?». Nei prossimi giorni la commissione Controllo digestione chiederà formalmente l’audizione dei delegati del Comune in Toroc e Agenzia.

 

Proprio sul Toroc sarebbe ancora aperta un’inchiesta, avviata sette anni fa dslla Procura di Torino. Nel mirino “consulenze in cui sarebbero state ravvisate irregolarità e incongruità su rimborsi spese, eccedenze non giustificate e dubbi sull’utilità dei servizi”. Il caso più eclatante, emerso negli oltre 260 chili di materiale sequestrato, è quello del consulente della neve che inoltrava rimborsi spese di voli andata e ritorno per Santo Domingo “senza aver mai presentato una fattura di rimborso per Sestriere” come riporta nel suo libro La Greppia, il giornalista Andrea Costa. Sono emerse nel corso delle indagini altre anomalie: società nate qualche ora prima la stipula dei contratti, oscure prestazioni fornite da una serie di collaboratori, documentazione carente. I periti dei pm, ad esempio, hanno evidenziato il caso di un consulente medico che sarebbe riuscito a espletare i propri compiti, sempre per conto del Toroc, “senza recarsi presso le medesime strutture, anche se, per la verità, disponeva gratuitamente di un telefono cellulare i cui consumi erano a carico del Toroc”. Su questi e altri fatti la Sala Rossa chiede trasparenza.

print_icon