CAMICI & FINANZA

Cassa dei medici al ballo del mattone.
Major nello shopping dell'Enpam

Il ricchissimo ente di previdenza, tramite il fondo Aesculapio, acquisisce gli immobili che ospitano dieci cliniche del Gruppo Maugeri, tra cui quella di Torino. La fiorente attività finanziaria "minacciata" dalla riforma Schillaci. Il legame con il sindacato

Nell’attesa di scoprire se il muro eretto dalla Fimmg contro il passaggio dei medici di famiglia alle dipendenze del servizio pubblico reggerà, l’Enpam ovvero la ricchissima cassa di previdenza dei camici bianchi che tra i suoi vertici a partire dal presidente annovera ex ed attuali dirigenti dello stesso sindacato, compra mattoni in quantità. Nel fondo Aesculapio, sottoscritto interamente da Enpam, sono entrati dieci immobili che ospitano altrettante strutture sanitarie gestite dal Gruppo Maugeri e una Rsa che fa capo a Sereni Orizzonti, gruppo che gestisce numerose case di riposo anche in Piemonte, ma in questo caso la cessione immobiliare riguarda quella di Lambrate a Milano. 

L’operazione ha visto l’acquisizione da parte del fondo della cassa dei medici, gestito da Colliers Global Investors Italy sgr, del 100% del fondo Iaso dal gestore di fondi di private equity Trilantic Europe. Le cifre non sono note, ma per dare l’idea della dimensione del passaggio di proprietà basti ricordare che delle dieci strutture sanitarie di Ics Maugeri, situate in gran parte in Lombardia, ma anche in Campania, Puglia e Piemonte, sei sono Ircss, ovvero Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Non rientra tra questi ultimi la clinica di Torino, il cui immobile è passato al fondo della cassa dei medici, meglio nota con il nome originario di Presidio Major, situato in via Santa Giulia e acquisito da Maugeri nel 2002.

Fronda interna

Tutti soddisfatti a leggere i comunicati ufficiali, ma c’è chi guardando alla crescente intraprendenza finanziaria dell’Enpam storce ancor più il naso. E non risparmia critiche. Basterebbe scorrere i commenti dei medici su una pagina facebook che già nel nome del gruppo la dice lunga – Movimento stop a questo Enpam – per trovare nell’ultima operazione immobiliare un’ulteriore ragione di critica alla gestione della cassa di previdenza.

Oliveti al vertice

Certo non contribuisce a sopire le critiche e le polemiche che ormai da tempo arrivano da una parte dei camici bianchi, lo stipendio da più di 50mila euro al mese del presidente Alberto Oliveti. Lui, come non poche altre figure di rilievo dell’Enpam, arriva dalla militanza sindacale nella Fimmg, il principale sindacato per numero di iscritti dei medici di famiglia. Prima di occupare la poltrona più importante di quel forziere pieno di 28 miliardi di patrimonio che è l’Enpam con tutte le sue diramazioni e fondi, compreso Aesculapio, Oliveti aveva guidato il sindacato nelle Marche.

Un ricco forziere

Dal 2012 presiede la cassa di previdenza che assomiglia sempre più a una banca di investimenti. Come abbiamo scritto recentemente, gli ultimi dati attestano che il 37,7 del tesoro di Enpam è investito in titoli di debito, il 12,3 in titoli di capitale, il 47% in fondi di investimento e lo 0,8 in polizze assicurative e l1,3% del patrimonio attiene ai depositi. Attività finanziarie che non riguardano soltanto in Italia, dove resta solo il 47%, mentre il 15% è distribuito in Europa e ben il 23,9% negli Stati Uniti, con il restante 14,7% in altri Paesi. Dei 12,82 miliardi investiti in Italia, circa 3 sono in titoli di Stato. 

Enpam detiene, inoltre, circa il 5% di Banca d’Italia, 2,1 miliardi in azioni quotate in Italia, la presenza nell’azionariato delle principali banche. In Intesa Sanpaolo ha lo 0,72%, l’1,99 in Bpm, l’1% in Mediobanca, 0,5% in Monte dei Paschi, 0,01% nella Popolare di Sondrio el’1% in Nexi. Oltre alle banche la cassa dei medici ha quote in PosteEnelEniEnav. E il settore immobiliare, in cui si è conclusa l’operazione attraverso il fondo Aesculapio, è stimato in circa 5 miliardi, annoverando pure il prestigioso immobile della Rinascente di Milano, cui ora si aggiungono le strutture locate al Gruppo Maugeri.

L'incognita Schillaci

Ma Oliveti è anche il presidente che, nel pieno dello scontro tra il suo (ex?) sindacato e il ministro della Salute Orazio Schillaci sul futuro dei liberi professionisti che operano sul territorio in regime di convenzione, ancora pochi mesi fa avvertiva: “Se i medici di famiglia passano alle dipendenze, l’Enpam fallisce”. Il rischio di veder svanire qualcosa come il 40% delle entrate contributive dei medici di famiglia che vale 1,8 miliardi su circa 3,7 totali, val bene un allarme. Tanto più se c’è il sostegno della Fimmg che la questione la mette sul piano del rapporto di fiducia medico-paziente, con tanto di appello ai cittadini su intere pagine a pagamento sui principali quotidiani e raccolte di firme negli studi. Un muro contro la riforma, per continuare a comprare mattoni. 

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