Fondi europei: i soldi restano nel cassetto. Piemonte nella media, ma va a rilento
11:48 Lunedì 26 Maggio 2025Su 74,9 miliardi di euro disponibili, solo il 17,97% (13,5 miliardi) è stato programmato, spendendo un misero 5%, pari a 3,8 miliardi. Con il 13,84% la regione guidata da Cirio è superata da Liguria (18,18%) ed Emilia-Romagna (14,43%), Report Uil
Che i fondi europei siano una manna dal cielo per l’Italia è cosa nota, ma a quanto pare, a più di tre anni dall’avvio della programmazione 2021-2027, i soldi restano lì a prendere polvere. Su 74,9 miliardi di euro disponibili, solo il 17,97% (13,5 miliardi) è stato programmato, e la spesa effettiva? Un misero 5,04%, pari a 3,8 miliardi. A dirlo è un monitoraggio della Uil, curato dal servizio Lavoro, coesione e territorio, che ha passato al setaccio l’attuazione delle politiche di coesione europee. E il Piemonte? Non sfigura, ma non brilla: Non sfigura, ma non fa certo i salti di gioia: con un 13,84% di spesa effettiva, sta nella media, tallonato da Liguria (18,18%) ed Emilia-Romagna (14,43%).
Per quanto riguarda i programmi regionali, su 48,3 miliardi di euro, gli interventi programmati sono al 18,93% (circa 9,1 miliardi di euro), mentre la spesa effettiva è al 6,21% (circa 3 miliardi di euro). Vanno un po’ meno bene i Programmi nazionali affidati alle amministrazioni centrali dello Stato dove su 26,5 miliardi di euro, gli impegni ammontano al 16,23% (circa 4,3 miliardi di euro), e la spesa effettiva è al 2,91% (772 milioni di euro).
Scavando nei fondi, il quadro è sempre lo stesso. Il Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), che dovrebbe limare gli squilibri tra regioni, ha 44,1 miliardi: programmato al 15,6%, speso al 4,78%. Il Fse+ (Fondo sociale europeo plus), per lavoro, formazione e inclusione, con 28,6 miliardi, è al 22,18% di programmazione e al 5,61% di spesa. Il Fondo per la giusta transizione (Jtf), pensato per aree come Taranto e Sulcis Iglesiente, è praticamente fermo: su 1,21 miliardi, programmato allo 0,61% e speso allo 0,13%. Una barzelletta. Il Feampa (Fondo per pesca e acquacoltura), con 987 milioni, se la cava un pelo meglio: 23,2% programmato, 5,86% speso.
Classifica regionale
Tra le regioni, la Liguria guida la classifica con il 18,18% di spesa effettiva, seguita da Emilia-Romagna (14,43%), Piemonte (13,84%), Lombardia (12,91%) e Friuli-Venezia Giulia (12,05%). In fondo alla classifica, la Sicilia si trascina all’1,19%, l’Umbria al 2,35%, la Sardegna al 2,55% e l’Abruzzo al 3,26%. Il Molise? Zero spaccato, non un euro mosso. Sui programmi nazionali, tre (Scuola e competenze, Inclusione e lotta alla povertà, Giovani, donne e lavoro) sono fermi al palo, mentre Salute, Cultura e Sicurezza e legalità sono a un passo dallo zero. Qualcosa si muove solo su Capacità per la Coesione (11,96%) e Ricerca, innovazione e competitività (8,56%).
Serve un cambio di passo
E qui arriva la stoccata di Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, che ha diretto lo studio: “Alla luce di questi dati – ha commentato – è indispensabile, e quanto mai urgente, mettere in moto tutti i processi per assicurare velocità nonché qualità della spesa e addizionalità delle risorse”. E ancora: “Nell’attuale contesto economico-finanziario, nazionale e internazionale una buona programmazione dei Fondi strutturali europei, integrata con la programmazione delle risorse ordinarie, contribuirebbe in modo significativo a ridurre non solo le disuguaglianze, ma a rilanciare l'economia, l'occupazione e il benessere sociale”. Infine, l’affondo: “È quindi, più che mai urgente che il Governo, insieme alle parti sociali, apra un tavolo di confronto per mettere a punto provvedimenti di accelerazione della spesa concentrando le risorse su pochi ma strategici obiettivi”.
Insomma, i sodi ci sono, ma qualcuno deve decidersi a tirarli fuori dal cassetto. Il Piemonte, pur non essendo il fanalino di coda, deve darsi una mossa. Altrimenti, altro che Europa, qui si resta a guardare le stelle.



