Meno scioperi ma più disagi
14:41 Giovedì 12 Giugno 2025Nel 2024 il numero di agitazioni è in lieve calo rispetto al 2023 e sotto la media europea, però aumentano le astensioni generali. A risentirne i servizi essenziali, con i trasporti a singhiozzo. La regione più "calda" è la Lombardia, Piemonte al 7° posto
Il 2024 è stato un anno di scioperi a singhiozzo: meno astensioni rispetto al 2023, ma il disagio resta palpabile, soprattutto nei trasporti, dove il caos sembra ormai di casa. La Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi, presentata a Montecitorio dalla presidente Paola Bellocchi, dipinge un quadro chiaro: 1.080 astensioni collettive, tra nazionali e locali, contro le 1.129 del 2023, una “lieve diminuzione” che non attenua la percezione di un Paese in perenne agitazione. “Si sciopera meno che in Europa – ha sottolineato Bellocchi – ma l’impatto è forte, specie nei servizi pubblici essenziali, con i trasporti in testa per conflittualità e frammentazione sindacale”.
Lombardia in vetta, Piemonte a metà classifica
Oltre l’80% delle proteste è stato a carattere locale o aziendale. La Lombardia si conferma la regione più “calda” con 82 giornate di sciopero, seguita da Lazio e Campania (65 ciascuna) ed Emilia-Romagna (58), mentre il Piemonte si piazza al settimo posto, con 35 giornate di sciopero. In coda, le piccole Valle d’Aosta (2 scioperi) e Basilicata (4). Il settore dei trasporti è il vero epicentro della protesta. Nel trasporto aereo, le proclamazioni di sciopero sono salite a 236 (da 203 nel 2023), ma solo 134 sono state effettuate, con 29 giornate di stop contro le 33 dell’anno precedente. Nel trasporto pubblico locale, invece, le astensioni sono calate (171 contro 245), ma il settore resta in sofferenza. Le vertenze per il rinnovo contrattuale hanno alimentato 25 scioperi nazionali di settore (contro i 17 del 2023), mentre le aggressioni al personale e gli atti di vandalismo hanno spinto 14 azioni di protesta senza preavviso, rispetto alle 11 del 2023. La Commissione ha provato a contenere il fenomeno: 60 interventi preventivi, con un tasso di successo del 95% tra revoche e adeguamenti.
Numeri in calo
Gli scioperi generali nazionali sono saliti a 17 (da 11 nel 2023), ma con un tallone d’Achille: la partecipazione è stata quasi sempre “bassa”. Un segnale che, secondo Bellocchi, richiede una revisione delle norme per rendere le regole più efficaci. La Commissione ha messo il turbo: 391 interventi per segnalare possibili illegittimità, con 289 revoche e 77 adeguamenti, per un tasso di osservanza delle regole del 94%. Solo 26 procedimenti di valutazione aperti, di cui 16 chiusi con sanzioni. E poi ci sono le 51 audizioni, oltre 4 al mese, a testimoniare un dialogo costante con le parti sociali. Ma il nodo gordiano resta: gli scioperi generali, per la loro trasversalità, intasano il calendario e mettono in ginocchio i servizi essenziali. Il paradosso è evidente: meno scioperi, ma impatto sempre forte. La scarsa adesione non placa il malcontento, che si concentra nei settori più critici per i cittadini. “Serve un cambio di passo nella disciplina degli scioperi”, ha ribadito Bellocchi, puntando il dito su un sistema sindacale frammentato e su vertenze che, pur locali, mandano in tilt città e regioni.


