STELLE & STRISCE

Torino fa la festa a Trump

Un gruppo di americani residenti in Piemonte ha manifestato oggi in piazza Carignano contro la politica dell'amministrazione Usa. Iniziativa a poche ore dalla parata di Washington per il 250º anniversario dell'esercito statunitense (e compleanno di King Donald)

Nel giorno in cui Donald Trump soffia le sue 79 candeline – accompagnate da fanfare e parata militare a Washington – a Torino c’è chi ha deciso di spegnere le luci sul suo entusiasmo. Questa mattina, davanti alla sede del primo Parlamento del Regno d’Italia, un gruppo di cittadini statunitensi residenti in Piemonte ha manifestato per denunciare, con forza, una presunta deriva autoritaria: quella che descrivono come la “politica dell’amministrazione Trump”.

L’iniziativa, organizzata da Democrats Abroad nell’ambito del “No Tyrants, No Kings Day”, un evento internazionale di protesta con oltre 2.000 manifestazioni in contemporanea in tutti gli Stati Uniti, ha avuto un valore simbolico quanto mai carico. In piazza Carignano non sono mancate le stelle e strisce e cartelli ironici e pungenti: “Trump ama l’America come gli italiani amano la pizza con l’ananas” o il più netto “No tyrants, no dictators, no kings, no military parades, no Trump”. I manifestanti hanno letto e distribuito un volantino che accusa Trump di attacchi alle libertà costituzionali: minacce alla stampa, pressioni contro università e aziende che non si allineano all’agenda dell’inclusione, delegittimazione del potere giudiziario, e – da ultimo – “uso della forza militare per fermare proteste pacifiche”.

Un linguaggio colorito, che però cela una denuncia seria: secondo i promotori, gli Stati Uniti stanno assistendo alla repressione della libertà di parola, di espressione e di pensiero, a un attacco diretto all’indipendenza del potere giudiziario, e al tentativo sistematico di delegittimare stampa, università e imprese che non si piegano all’agenda ideologica del presidente. Nel volantino si parla apertamente di un uso improprio – e pericoloso – della forza militare per reprimere proteste pacifiche. Una critica durissima, lanciata da cittadini americani che, pur vivendo all’estero, mantengono lo sguardo vigile su ciò che accade in patria. E che hanno scelto non a caso quel luogo, così carico di significato per Torino e l’Italia.

Un sit-in che precede di poche ore quello che avverrà a Washington D.C., con la “Grand Military Parade and Celebration” per il 250º anniversario dell’esercito americano, giornata che Trump ha voluto coincidesse con il suo compleanno – 14 giugno – una scelta che ha suscitato critiche e proteste. L’evento, condito da festival e competizioni, culminerà con la parata in Constitution Avenue, contornata da 6 600 soldati, 150 veicoli militari – tra cui carri M1 Abrams – e 50 aeromobili in volo, per concludersi con un elegante spettacolo di fuochi d’artificio. La scelta di fondere esercito, celebrazione istituzionale e compleanno personale ha fatto gridare molti alla politicizzazione delle forze armate e alla spettacolarizzazione autoritaria. Tanto che la macchina organizzativa ha fermato la città, con blocchi stradali, recinzioni e controlli speciali – in pieno Flag Day, la festa della bandiera americana. In contemporanea, in migliaia di città americane, scatta la mobilitazione “No Kings Day”: una risposta crescente alle politiche di Trump – dagli immigrati ai raid militari, fino alle minacce alle istituzioni civili.

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