Infrastrutture, assalto alla diligenza.
La Lega rappezza lo strappo Salvini
Stefano Rizzi 17:15 Lunedì 16 Giugno 2025
Dopo la retromarcia sul taglio da 350 milioni alle Province, il ministro muove i suoi parlamentari. Raffica di emendamenti al decreto. Dalla ciclovia del Po alla tangenziale di Caserta. Molinari chiede il commissario per il Polo logistico di Alessandria
La Lega più di lotta che di governo dà l’assalto alla diligenza. Lo fa curandosi di tappare le buche lungo le strade su cui procede condotta da Matteo Salvini, briglie in mano, una da ministro l’altra da leader di partito. Una doppia veste, quella del Capitano, che lo ha portato a infilare le dita nella presa provocando un deflagrante cortocircuito proprio con quei territori, incarnati dalle Province, che sono da sempre fondamenta e punto di forza del suo partito. Il taglio da 350 milioni, imposto nel decreto Infrastrutture, ha sollevato reazioni a sinistra così come a destra compresi gli amministratori locali del partito del ministro. Rapida e inevitabile la pezza da mettere su quel buco nei bilanci che impedirebbe agli enti territoriali anche solo di rappezzare migliaia di chilometri di strade. Salvini ha assicurato che quei soldi arriveranno, ma nel frattempo dal Mit, attraverso i suoi parlamentari, il ministro versione leader di partito ha avviato l’operazione destinata a portare un bel po’ di soldi nei territori.
Valanga di emendamenti
Quasi ormai non si contano gli emendamenti prodotti dalla Lega che gonfiano i faldoni. Non c’è solo quello, su cui milioni di automobilisti ripongono le loro speranza, per far slittare il blocco della circolazione nella Pianura Padana dei veicoli diesel Euro 5. Meno eclatanti, ma non meno pesanti sulla bilancia delle necessità dei territori e di quella del partito di recuperare consensi, sono le altre modifiche al testo chieste dai parlamentari leghisti, in particolare del Nord.
Tra gli emendamenti spunta pure quello del veneto Gianangelo Bof per assegnare 417mila euro all’Agenzia interregionale del Po per la ciclovia da Venezia e Torino, o quello dell’emiliana Laura Cavandoli mirato ad ottenere 5 milioni per l’autostrada Tirreno-Brennero e ancora dalla Lombardia, con Paolo Formentini, la richiesta di 20 milioni per il completamento del collegamento A4-Val Trompia. Dal Sud la Lega si muove con il casertano Giampiero Zinzi per portare 4 milioni al raddoppio della tangenziale della sua città.
Molinari e il "suo" Piemonte
Non poteva certo restare indietro il Piemonte, una delle storiche roccaforti del partito e regione del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. Proprio a lui si deve, tra gli altri, l’emendamento che ha come oggetto il Polo logistico di Alessandria, legato al Terzo Valico dei Giovi. La grande operazione legata al Porto di Genova vede l’intervento pubblico sul fronte infrastrutturale e un master plan affidato ai privati. Proprio per accelerare l’iter di quest’ultimo, Molinari ha proposto l’istituzione di una struttura commissariale che nell’ipotesi più accreditata dovrebbe essere guidata dall’attuale commissario del Terzo Valico Calogero Mauceri. La spesa prevista è attorno ai 2,2 milioni di euro, anche se come spiega lo stesso Molinari buona parte di quella destinata al personale, che sarà fornito da enti e strutture pubbliche, si ridurrà a una partita di giro.
Piccole e grandi infrastrutture
Nei faldoni che raccolgono le richieste di modifica al testo presentate dal partito del ministro ci sono molti altri interventi, tutti con a fianco le cifre necessarie, che riguardano piccole o grandi infrastrutture. Nulla di nuovo sotto il sole. L’assalto alla diligenza è pratica tra le più longeve e trasversali della politica italiana. In questo caso, semmai, è stata la sbandata iniziale con il taglio alle Province a farla sobbalzare. Un segnale del pericolo imminente sul fronte del consenso che il Capitano non ci ha messo molto ad avvertire. E, altrettanto rapidamente, a reagire con il fuoco di fila di emendamenti dei suoi per metterci una toppa, prima che quelle sulle strade diventassero una trappola per lui.


