SALA ROSSA

Tribuno politico e guida di un'ente. M5s strapazza il "moderato" Portas

Approdato alla presidenza di Environment Park, l'ex deputato continua imperterrito a intervenire nel dibattito politico, saldamente alla testa della sua piccola formazione. Il capogruppo pentastellato Russi chiama in causa il sindaco: "Il ruolo impone neutralità"

Fallo, fischio e cartellino giallo per Giacomo Portas, il leader dei Moderati. A sventolarglielo in faccia è Andrea Russi, capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Torino con una spiccata passione per la polemica. Il tema della discussione è la neutralità che – almeno sulla carta – dovrebbe avere il presidente del Consiglio di amministrazione di Environment Park. Società a partecipazione pubblica che si occupa di innovazione ambientale e sviluppo sostenibile.

Il pentastellato ha preso infatti in mano lo statuto della società e il relativo Codice Etico – che è stato aggiornato a novembre 2023 – e ha segnato a matita quelli che sono gli obblighi di imparzialità, sobrietà istituzionale e correttezza nella comunicazione pubblica che dovrebbe rispettare il presidente del Cda della società. Soprattutto visto che a designarlo è il Comune di Torino.

Secondo Russi, Portas non sarebbe proprio un campione di imparzialità e a sostegno della sua tesi porta a testimonianza diverse dichiarazioni rilasciate dal “moderato” ai giornali. Tra queste anche quella che lo scorso 27 maggio rilasciò allo Spiffero in relazione alla ricandidatura del sindaco Stefano Lo Russo alle prossime comunali: “Se il candidato non sarà lui non ci stiamo più”.

Parole che rientrano in uno scenario più ampio nel quale l’insofferenza tra Movimento 5 stelle e Moderati data nel tempo. In gioco però non c’è solamente il nome del candidato sindaco per le comunali del 2027, ma anche la composizione dell’alleanza che lo sosterrà, e movimentisti e moderati è difficile che possano navigare sulla stessa barca. Di certo, la sovraesposizione mediatica di Portas, notoriamente avversario del M5s, non rappresenta un buon auspicio per il futuro del campo largo torinese.

“Si tratta di affermazioni politicamente orientate, che includono anche giudizi negativi verso forze politiche ben identificabili e valutazioni sul futuro quadro politico della città”, spiega Russi che poi aggiunge, “Queste dichiarazioni non costituiscono esternazioni isolate o occasionali, ma risultano parte di un comportamento comunicativo sistematico, che configura una violazione sostanziale dei doveri statutari ed etici connessi all’incarico ricoperto”. Tappare la bocca a Portas? No, semmai deve scegliere, lascia intendere Russi, se indossare la grisaglia del piccolo boiardo oppure restare dell’agone politico dove è ormai con un certo successo da oltre vent’anni. Con i suoi Moderati, versione aggiornata del partito dei contadini polacchi, piccola formazione nell’orbita del Pd si è fatto tre legislature a Montecitorio e ora, raggiunta la meritata pensione (da postino, da manager di azienda e da parlamentare) si è dato alla green economy. Senza però togliersi il pallino della politica.

Russi chiama in causa in prima persona il sindaco. L’auspicio del 5 stelle – messo neo su bianco in un’interpellanza rivolta al primo cittadino – è infatti che venga fatto un richiamo formale nei confronti del presidente di Envipark. Difficile che questo avvenga, più facile che la polemica si risolva a suon di dichiarazioni a mezzo stampa o caschi nel vuoto.

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