SALA ROSSA

"5 Stelle diversamente capaci". Portas brandisce il fioretto

Preso di mira da Russi, capogruppo M5s al Comune di Torino, il leader dei Moderati sceglie l'arma dell'ironia: "Se si candidasse a sindaco sarei seriamente in imbarazzo". Rivendica i risultati raggiunti in Envipark, ente che guida senza percepire stipendio

Se Andrea Russi alza il ditino, Giacomo “Mimmo” Portas affila il fioretto. Il fondatore dei Moderati, oggi presidente di Environment Park dopo tre legislature da parlamentare eletto nelle file del Pd, risponde con una vena d’ironia alle critiche piovute dal capogruppo M5s in Sala Rossa. Secondo Russi, Portas sarebbe tutt’altro che imparziale nel ruolo che ricopre, continuando a occuparsi attivamente di politica, dispensando giudizi e lavorando – neanche troppo dietro le quinte – alla costruzione di future alleanze. Tanto è bastato al pentastellato per invocare un richiamo formale da parte del sindaco Stefano Lo Russo.

L’ex deputato, però, non si scompone. Anzi, imbraccia la penna e replica punto su punto, con quel consueto tono tra il serio e il faceto: «Mi scuso con il consigliere Russi per aver dato la percezione di uno scarso impegno in Environment Park, distratto forse dalla mia passione per la politica». Poi però snocciola numeri e risultati. «Desidero umilmente evidenziare che comunque i bilanci di Envipark sono positivi, che nei prossimi due anni sono previsti investimenti per quasi 25 milioni di euro, che abbiamo introdotto la prima auto a idrogeno circolante nelle città italiane e che un'istituzione rilevante come il Politecnico è divenuta socio di Envipark. Pur consapevole che avrei potuto fare molto di più, tengo a ricordare che ricopro la carica di presidente di Environment Park da luglio 2023. Tuttavia, mi impegnerò maggiormente».

E non manca una stoccata al Movimento 5 Stelle, con l’eleganza di chi sa dove colpire senza sporcarsi la lama. «Porgo nuovamente le mie scuse e prometto al consigliere Russi che non definirò più il M5s “incapace”, ma piuttosto “diversamente capace”». E rincara, con una dose di sarcasmo che fa capolino dietro l’aplomb: «Ho anche espresso critiche, a volte sbagliando, riguardo al tavolo con le sedie e al superbonus 110%, che in Italia non ha per nulla generato truffe, all’opposto ha offerto benefici a tutti i cittadini in difficoltà». Poi, l’affondo sui compensi, tema storicamente caro al grillismo d’antan. «Mi scuso inoltre per aver chiesto al sindaco il raddoppio dello stipendio, richiesta che purtroppo non è stata accolta». Richiesta ironica, e comunque inutile: l’incarico di presidente del cda di Envipark non è retribuito.

Infine, le coup de théâtre da consumato uovo di avanspettacolo politico: «La stima nei confronti del consigliere Russi è cresciuta a tal punto da indurmi a riconsiderare le mie convinzioni e, qualora si candidasse a sindaco di Torino, sarei in seria difficoltà nella scelta tra lui e Lo Russo». Una battuta che, in città, non prenderebbe sul serio neanche un marziano appena atterrato in piazza Castello.