POLTRONE & SOFÀ

L'Agenzia (Lavoro) della Chiorino: posto "fisso" per la fedelissima

Sospetti sulla mossa della vicepresidente meloniana della Regione che impone l'incarico ad interim dell'ente, spianando la strada alla nomina di una dirigente gradita. A sua volta in stretti rapporti con il direttore dell'assessorato

Un piccolo caso si sta creando attorno all’Agenzia Piemonte Lavoro. Scadrà infatti la prossima settimana l’incarico della direttrice Federica Deyme e la Regione Piemonte al momento si è mossa esclusivamente per poter garantire un affidamento a interim. Si spiffera nei corridoi dell’agenzia che a goderne potrebbe essere una fedelissima di un fedelissimo della vicepresidente Elena Chiorino. Una sorta di matrioska di incarichi e gestione del potere.  

L'emendamento della discordia

“L’interim potrebbe durare anche cinque o sette anni”, spiega Roberto Loiacono, della Cgil Funzione Pubblica, che insieme a Luigi Serra, altro sindacalista ma della sigla DirEL, ha lanciato l’allarme, “al momento c’è molta apprensione fra i dipendenti - che sono 900 - di Apl circa il loro futuro”. La questione è questa: tra una settimana scadrà l’incarico dell’attuale presidente dell’ente e la Regione non ha avviato l’iter per la sua sostituzione, nonostante la scadenza non stia cadendo sulla testa come un fulmine a ciel sereno.

In compenso però è stato inserito, su richiesta di Elena Chiorino, nel testo della legge regionale di riordino un “curioso emendamento” che modifica la disciplina che regola il funzionamento dell’Apl: “Un’aggiunta apparentemente tecnica, neutra, innocente che prevede che, “per garantire lo svolgimento delle funzioni dirigenziali” la direzione generale dell’agenzia possa essere affidata a interim a un dirigente della Regione Piemonte”. Un emendamento presentato all'ultimo momento che è stato approvato dalla maggioranza regionale. 

Una mossa illegittima

Secondo i sindacati la mossa dell’assessora e vicepresidente Elena Chiorino sarebbe illegittima. Agenzia piemonte lavoro ha infatti personalità giuridica propria, autonomia organizzativa e gestionale, e per statuto il direttore è il legale rappresentante. In capo ha una serie di responsabilità: firma contratti, assume personale, ha responsabilità sui bilanci, sugli atti pubblici, ha rapporti con ministero e unità di missione per la gestione del Pnrr.

“Può davvero svolgere questo ruolo strategico un dirigente della Regione Piemonte, magari con un altro incarico parallelo?”. È quanto Cgil e DirEL hanno chiesto allo stesso governatore piemontese, Alberto Cirio, in una lettera inviata lo scorso 4 luglio che è stata destinata anche all’assessore regionale al Personale, Gianluca Vignale, e al direttore generale, Paolo Francisco. Secondo i sindacati la risposta è semplice: “No, e non lo dice solo il buon senso”. Tanto che - e lo mettono nero su bianco - sono pronti ad andare avanti per la loro strada anche percorrendo vie legali.

La fedelissima del fedelissimo

Una mossa, quella di Chiorino, che secondo i “malpensanti” potrebbe avere l’unico obiettivo di porre una propria fedelissima al vertice dell’Agenzia piemonte lavoro. O meglio, una fedelissima di un fedelissimo. E ci sarebbe già un nome, si tratterebbe infatti di Chiara Musolino, attualmente dirigente di ruolo presso la Regione Piemonte, ma ex funzionaria in Lombardia quando Giovanni Bocchieri era direttore generale. Bocchieri - fortemente voluto da Chiorino - è l’attuale direttore alla guida della Direzione Istruzione e Lavoro. Una sorta, come detto, di matrioska di incarichi e potere per gestire tutto in casa.  

E a storcere il naso potrebbero non essere solo i sindacati, visto che già in passato sulla cosiddetta “pesatura” del braccio operativo dell’esponente di Fratelli d’italia in giunta regionale si sarebbe aperta una diatriba.

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