ALTA TENSIONE

Teste di fascio. Sequestrato circolo dell'estrema destra a Torino

Sigilli alla sede del movimento "Avanguardia", intitolata Edoras, da parte dei carabinieri del Ros nel corso di un'indagine su una serie di iniziative considerate di "esaltazione" dei principi e dei metodi del fascismo e del nazismo

La sede del movimento “Avanguardia Torino”, formazione della galassia di estrema destra, è stata messa sotto sequestro dai carabinieri del Ros, nel capoluogo piemontese, nel corso di un’indagine su una serie di iniziative considerate di “esaltazione” dei principi e dei metodi del fascismo e del nazismo. Il provvedimento è stato emesso da un gip del tribunale. Si procede per “associazione finalizzata alla propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” e per la violazione della legge del 1952 sulle “manifestazioni fasciste”. Nel procedimento giudiziario, titolari i pm Manuela Pedrotta e Davide Pretti, sono indagati 17 attivisti, tra cui Enrico Forzese, 30 anni, in passato militante di Fratelli d’Italia da cui si era allontanato dopo alcuni screzi con i dirigenti. E tra i soggetti a vario titolo coinvolti vi sono anche i due fratelli Carlo e Matteo Vignale, figli dell’assessore regionale Gian Luca Vignale (non sfiorato dalle indagini), con alle spalle una lunga militanza in Alleanza Nazionale, in particolare nella cosiddetta “destra sociale”.

La sede del circolo, chiamata “Edoras”  è in via Tibone 2 nel quartiere Nizza-Millefonti. La procura di Torino ne aveva chiesto il sequestro per evitare che la disponibilità dei locali continuasse ad agevolare i comportamenti sotto osservazione. I nomi di alcune persone sono stati iscritti nel registro degli indagati. Nel 2024 sono stati organizzati eventi musicali e culturali, con la partecipazione di militanti italiani e stranieri, durante i quali, secondo gli inquirenti, si sono verificati momenti di “esaltazione dei principi e dei metodi del fascismo” e delle sue “finalità antidemocratiche”, oltre che di idee razziste.

Il gruppo intratteneva rapporti con movimenti europei di estrema destra, in particolare francesi e ungheresi, che partecipavano a eventi culturali e musicali nella sede del circolo Edoras, un luogo di ritrovo, dove si celebravano rituali nostalgici con canti, saluti fascisti e poesie di quel periodo. Inoltre, anche i militanti di Avanguardia si recavano all’estero per iniziative organizzate dai movimenti europei ideologicamente a loro vicini. È quanto emerge dalle oltre venti pagine del decreto di sequestro firmato dal gip Paola Odilia Meroni, in cui si evidenzia anche l’addestramento all'autodifesa da parte di alcuni attivisti. Al momento, però, non sono contestati reati legati alla violenza. Diciassette i militanti indagati a piede libero, a cui non sono state disposte misure cautelari. Il nome del gruppo richiama quello di Avanguardia Nazionale, il movimento neofascista fondato da Stefano Delle Chiaie e sciolto nel 1976 con la legge Scelba. Nessun legame diretto, però, tra le due sigle. In passato, il movimento torinese si chiamava “La Barriera”, anche in riferimento alla serie televisiva “Il Trono di Spade”.

“Quanto accaduto oggi a Torino ai danni del nostro movimento – scrivono i militanti in una nota –, con il sequestro della nostra sede, non è altro che l'ennesima dimostrazione del trattamento repressivo che viene riservato, in Italia e in Europa, a tutti i Patrioti che non si arrendono e continuano a difendere la propria terra, denunciando, ad esempio, i danni e le conseguenze dell'immigrazione di massa o la dittatura del pensiero unico progressista”. Avanguardia Torino, proseguono gli attivisti “è un movimento che, seppur giovane, ha fatto molto per la città e non solo, sempre alla luce del sole. Campagne, banchetti, volantinaggi e iniziative culturali e di solidarietà, anche europea, come quella effettuata durante l'alluvione che ha colpito Valencia, quando abbiamo raccolto e portato fino in Spagna un quintale di aiuti umanitari per gli sfollati. Sembra quasi che, però, a una gioventù che aiuta il prossimo e si mette a disposizione della Comunità locale e nazionale si preferisca una gioventù ripiegata su se stessa, debole, isolata e, magari, anche drogata. Sembra che ormai in Europa difendere certi valori, come la Patria, l'identità, la famiglia e la religione, sia diventato illegale, ma per noi sono valori fondanti che continueremo a portare avanti”. “Il nostro movimento, così come tutti i suoi membri, si difenderanno nelle sedi opportune, consapevoli di non aver commesso alcun crimine se non quello di difendere l'Italia che, però, non ci risulta sia ancora un reato”, concludono.

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