LA SACRA RUOTA

Stellantis, in 6 mesi prodotte un terzo di auto in meno. Mirafiori: -21,5%

Il report del primo semestre 2025 redatto dalla Fim Cisl fotografa un bagno di sangue. Non c'è uno stabilimento che si salvi. Male anche Pomigliano e Melfi. Si spera nel 2026, anche se il crollo attuale è peggiore del previsto. Attesa per le mosse di Filosa

Un vero e proprio crollo. Se venerdì è stato il giorno della festa, oggi Stellantis invece deve fare i conti con la realtà. Ovvero con i numeri del rapporto Fim Cisl che al primo semestre 2025 segnano una flessione del 33% della produzione di autoveicoli. Non solo, perché il dato più allarmante è che in Italia non c’è uno stabilimento che possa dire di navigare in buone acque. La speranza è che la situazione possa migliorare a partire dal prossimo anno.   

In 6 mesi perso un terzo di auto

La fotografia scattata dalla Fim Cisl non è buona. I dati relativi alla produzione di Stellantis dei primi sei mesi del 2025 rivelano che le cose stanno andando peggio rispetto al 2024, che già era stato un pessimo anno. Al momento sono state prodotte 221.885 unità tra auto e veicoli commerciali, in calo del 26,9% sullo stesso periodo del 2024. Le auto registrano una flessione del 33,6% (123.905 unità), mentre i veicoli commerciali sono scesi del 16,3% (97.980 unità). Tutti gli stabilimenti auto evidenziano un forte peggioramento.

“Non si intravedono segnali di ripresa entro fine anno”, spiega Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, “Anzi, il calo dei volumi e l'uso degli ammortizzatori sociali potrebbero aumentare, coinvolgendo già oggi quasi la metà della forza lavoro del gruppo”. Un crollo superiore alle previsioni.

Mirafiori produzione in calo del 21,5%

Su Torino non viene svelato nulla di nuovo. A Mirafiori la produzione nei primi sei mesi del 2025 ha subito un calo del 21,5%: sono state prodotte 15.315 unità, in calo rispetto alle 19.510 del 2024. Di queste, 15.175 sono 500 Bev, mentre le Maserati si fermano a sole 140 unità. “È urgente che Stellantis chiarisca quale strategia intende adottare per Maserati, sia sui modelli che sui volumi”, commenta Uliano, “La linea Maserati a Mirafiori va assolutamente riempita con nuove produzioni. Grazie alla mobilitazione sindacale del 2023 siamo riusciti a ottenere la produzione della 500 ibrida a partire da novembre 2025. È un risultato concreto che può contribuire a mantenere la missione produttiva dello stabilimento. Per noi è indispensabile un piano su Mirafiori per rilanciare l'occupazione, dopo anni di uscite continue”.

Plant Maserati Modena

Critica anche la situazione produttiva nello stabilimento di Modena. Nel primo semestre del 2025 sono state prodotte solo 45 unità, con una flessione del 71,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I giorni produttivi effettivi sono stati circa 11. Nei restanti giorni, il contratto di solidarietà ha coinvolto i 130 lavoratori con un utilizzo medio intorno al 50%: “Stellantis ha deciso di trasferire, a partire dall’ultimo trimestre del 2025, l’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio nello stabilimento di Modena. Questa scelta dovrebbe, in prospettiva, ridurre l'utilizzo agli ammortizzatori sociali”.

Plant di Cassino

Nel primo semestre 2025, la produzione a Cassino è crollata a 10.500 unità, segnando un pesante -34% rispetto al 2024. Un dato tra i più negativi nella storia dello stabilimento. Dal 2021 si lavora su un solo turno, con un impatto diretto sull’occupazione e sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Nei primi sei mesi del 2025, si sono registrate oltre 50 giornate di fermo produttivo; nelle giornate lavorate, circa 700 lavoratori sono stati coinvolti nel contratto di solidarietà.

Plant di Pomigliano

Pomigliano, nonostante sia il polo che produce il 64% delle auto, chiude il primo semestre 2025 con 78.975 vetture prodotte, in calo del 24% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato negativo, in netta controtendenza rispetto al trend positivo dell’anno scorso. La Fiat Panda, con 67.500 unità, resta il modello trainante, coprendo da sola il 54% della produzione auto in Italia. Ma anche su questo modello si registra una flessione del 15% rispetto al primo semestre 2024, che era stato il migliore degli ultimi quattro anni. Preoccupante il calo produttivo su Alfa Romeo Tonale, con solo 10.115 unità (-20%), e il crollo della Dodge Hornet, ferma a 1.360 unità (-90%), ormai praticamente ferma la produzione al trimestre precedente.

Plant di Melfi

Nel primo semestre 2025 lo stabilimento di Melfi ha registrato un crollo produttivo del 59,4% rispetto all’anno precedente, con solo 19.070 unità prodotte. Rispetto al pre-Covid, la perdita è ancora più pesante: -88% (133.697 auto in meno). È, insieme a Pomigliano, il sito che perde più volumi in assoluto (-27.950 unità sul semestre). Nel semestre si sono registrati 25 giorni di fermo collettivo gestiti con contratto di solidarietà (124 turni). Negli altri giorni l’utilizzo medio del contratto di solidarietà è stato del 65%, coinvolgendo ogni giorno circa 3.160 lavoratori. La perdita di volumi ha già avuto conseguenze occupazionali: dal 2021, circa 2.200 lavoratori sono usciti incentivati su base volontaria, portando gli occupati a 4.860.

Plant di Atessa

Nel primo semestre 2025 la produzione di veicoli commerciali ad Atessa si è attestata a 97.980 unità, con un calo del -16,3% rispetto al 2024. Dalla seconda metà dello scorso anno, la situazione è progressivamente peggiorata: dalle iniziali previsioni su 15 turni si è passati al ricorso stabile alla cassa integrazione, che ha coinvolto tra i 700 e i 1.000 lavoratori. La causa principale è la contrazione degli ordini. Nel primo semestre 2025 la media giornaliera dei lavoratori in cassa integrazione è stata di circa 700 unità. “Abbiamo apprezzato che ci sia stata una smentita per quanto riguarda la dichiarazione di chiusura dello stabilimento di Atessa, una cosa veramente assurda”, conclude il segretario della Fim Cisl.

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