Contrordine, torna l'ospedale unico. Sanità al gioco dell'oca nel Vco
Stefano Rizzi 16:45 Lunedì 07 Luglio 2025Il progetto di Ornavasso della giunta Chiamparino sembrava finito definitivamente nel cassetto (chiuso dal leghista Preioni). Ora l'assessore meloniano Riboldi ripesca lo schema, con FdI pronto a mettere i bastoni nelle ruote del Carroccio. Che farà la Lega?
Se a qualcuno venisse in mente di disegnare il gioco dell’oca della sanità piemontese, la casella che impone il ritorno al punto di partenza non potrebbe che avere l’immagine del Verbano-Cusio-Ossola.
Prima uno, poi due, poi di nuovo uno. La (in)decisione su come risolvere il problema dell’ospedale per la provincia che a dispetto della vicinanza con la Svizzera accumula anni di ritardi su una scelta cruciale, oggi ha visto l’ennesima puntata di una storia che è difficile dire che non continuerà ad essere infinita.
Quel no della Lega
Ai tempi della giunta presieduta da Sergio Chiamparino, con Antonio Saitta alla Sanità e l’ex sindaco di Verbania Aldo Reschigna, riconosciuta eminenza grigia del Pd vieppiù su faccende del suo territorio, il dado pareva tratto. Al posto dei due nosocomi, il Castelli di Verbania e il San Biagio di Domodossola, l’amministrazione regionale di centrosinistra aveva optato per una struttura da costruire ex novo in quel di Ornavasso, in posizione sostanzialmente baricentrica per il territorio provinciale.
Non ci volle molto perché una parte degli amministratori locali ingaggiasse una crociata contro il progetto agitando più di un problema e non meno rischi. Manna dal cielo per la Lega, o per meglio dire colui che nella prima legislatura di centrodestra ne guiderà il gruppo, ovvero Alberto Preioni da Domodossola, pronto a difendere con le unghie e con i denti il “suo” ospedale. Non mancheranno pure screzi e parole grosse dentro il partito dove farà di tutto per rimarcare il suo peso l’ex senatore verbanese Enrico Montani. Sta di fatto che l’ospedale unico immaginato dal centrosinistra sembra archiviato in tutto il quinquennio in cui la sanità piemontese è nelle mani del leghista Luigi Icardi e pure con il Cirio bis la ristrutturazione dei due ospedali pare essere la strada imboccata dal nuovo assessore alla Sanità Federico Riboldi. Una strada assai angusta, in verità, a partire dalle indicazioni non poco vincolanti del ministero volte a segnare la differenza tra i due ospedali con uno di maggior peso e l’altro di fatto con un ruolo minore.
La mossa di Riboldi
Oggi l’ennesima svolta destinata, al momento, a tornare verso la struttura unica. Tesi caldeggiata, seppure non palesemente, dai Fratelli d’Italia pronti a impugnare i bastoni da mettere tra le ruote del carroccio di Preioni. Il loro assessore ha chiesto ai sindaci durante l’audizione in IV commissione di indicare il posto a loro dire più adeguato, o meglio almeno tre tra cui poi la Regione sceglierà. I primi cittadini dal canto loro hanno rimandato la palla, spiegando di non avere gli strumenti per una scelta del genere.
M5S: "Non c'è tempo da perdere"
Scommettere su una soluzione definitiva a breve è più che giocare d’azzardo. E ha buon gioco la capogruppo dei Cinquestelle Sarah Disabato nel ricordare alla maggioranza che “non c’è più tempo da perdere. La giunta Cirio prenda una posizione chiara, faccia un passo indietro sulla delibera del 2023, che stanziava 200 milioni per ristrutturare gli ospedali esistenti, e avvii immediatamente la progettazione del nuovo ospedale unico, assumendosi la responsabilità, come richiesto dai sindaci, di decidere dove realizzarlo”. Per la pentastellata “un nuovo ospedale unico risponderebbe a numerose esigenze: maggiore attrattività per il personale sanitario, logistica e una rete di trasporti migliori per garantire l’accesso dei cittadini alle prestazioni, strutture moderne e tecnologicamente avanzate per tutti, risparmi economici importanti con risorse da reinvestire sui servizi sanitari ospedalieri e territoriali”.
Il Pd sfida Cirio
La retromarcia del centrodestra a trazione meloniana non può che essere rivendicato come una rivincita, sia pur con notevole ritardo, dal Pd, che con il consigliere Domenico Rossi ricorda come “nelle ultime due legislature il Partito Democratico ha fatto tutto il possibile per percorrere questa strada. In maggioranza, sotto la guida di Chiamparino, avevamo identificato la soluzione dell’ospedale unico di Ornavasso, nella seconda legislatura, a guida Cirio, la maggioranza a trazione leghista ha cancellato il lavoro fatto per optare sul mantenimento di due ospedali, Verbania e Domodossola: una decisione contraria a ogni logica di salute, ma che rispondeva solo a logiche di natura elettorale, generando anche un forte disavanzo in termini economici”.
Rimarcando il cambio di linea da parte dell’assessore, Rossi lancia la sfida al governatore: “Cirio avrà il coraggio e la capacità di andare fino in fondo? Noi eravamo già convinti prima e lo siamo anche oggi. Arriverà una risposta concreta?”. Intanto un altro messaggio giunge al 40esimo piano del grattacielo. A spedirlo è Vittoria Nallo, la consigliera regionale di Italia Viva che aveva chiesto l’audizione in commissione. “Cirio non può continuare a sottrarsi. Smetta di comportarsi da influencer – l’esortazione della renziana - e inizi finalmente a fare il Presidente della Regione, assumendosi la responsabilità delle decisioni rimandate da troppo tempo”. Il gioco dell’oca è sempre lì, pronto ad aspettare chi tirerà i dadi stavolta.


