Vannacci marcia sul Piemonte: Molinari in trincea minaccia espulsioni, Salvini lascia fare
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 09 Luglio 2025Lega vira sempre più a destra. Inaugurato a Vercelli un "team" del movimento "Mondo al Contrario", a sostegno del Generale, ma il capogruppo a Montecitorio e segretario regionale medita azioni disciplinari nei confronti dei promotori. Partito in fibrillazione
L’ombra del Generale si allunga anche nel Piemonte di Molinari, e il capogruppo leghista alla Camera non l’ha presa benissimo. Il movimento Mondo al Contrario, nato per sostenere e portare avanti la visione politica (sic) di Roberto Vannacci, da pochi mesi vicesegretario della Lega dopo essere stato eletto a Bruxelles tra le fila del Carroccio, continua a raccogliere adesioni. Ma nel partito non sono pochi a guardare la cosa con sospetto, vedendolo come il cavallo di Troia che consegnerà la leadership del partito al generale, che si starebbe attrezzando a prendere il posto di un Matteo Salvini a fine corsa. Per questo la nascita di una nuova sezione (o Team, come loro lo definiscono) del movimento vannacciano a Vercelli ha agitato le acque, con Riccardo Molinari e Daniele Baglione, rispettivamente segretario regionale e segretario provinciale della Lega in Piemonte, che si preparano a prendere provvedimenti per difendere il loro feudo dall’assalto dell’ex parà della Folgore.
Il Team di Vercelli
Nato due giorni fa dall’iniziativa di due militanti leghisti, il team “Camillo Benso Conte di Cavour” di Vercelli del movimento Mondo al Contrario ha da subito creato scompiglio, e i suoi due promotori, Michelino Altamura detto Mich e Mario Musso (già coordinatore della Lega Giovani a Vercelli) rischiano di essere messi alla porta, con il direttivo provinciale che si riunirà giovedì per discutere l’avvio della procedura dei espulsione. Ma loro annunciano che non faranno marcia indietro, pronti a raccogliere nuove adesioni e a coordinarsi con gli altri team piemontesi, quelli già presenti (se ne contano 8 in tutta la regione) e quelli pronti a costituirsi.
“Abbiamo ricevuto tantissime richieste di adesione e c’è chi ci ha contattato per formare altri team in altre zone del Piemonte”, dichiara Altamura, che non sembra meravigliato dalla reazione dei vertici: “L’avevamo messo in conto, Molinari non vuole nessuno che gli faccia ombra. Basti pensare a come è stato gestito il caso Tiramani, l’ex parlamentare non ricandidato e poi espulso, o al fatto che tutti i segretari provinciali, incluso Baglione, siano calati dall’alto senza tener conto del parere degli iscritti. Il nostro obiettivo è quello di allargare il perimetro della Lega, che negli ultimi anni ha perso consensi ed eletti, ma evidentemente a loro questo non interessa”.
Il comunicato che accompagna la nascita del Team di Vercelli in effetti ha toni del tutto concilianti e punta ad agire come costola del partito, non in competizione con esso: “Il team conferma con entusiasmo la propria collaborazione con la realtà locale della Lega. Forte del fatto che il generale Vannacci è oggi vicesegretario federale del partito — nominato da Matteo Salvini, di cui gode della piena fiducia — il gruppo potrà agire in sinergia diretta con la struttura politica”. Aspettative immediatamente disattese, che registrano come dietro l’immagine del partito che marcia unito dietro la figura di Salvini, ci siano spaccature più o meno evidenti sulla linea del partito.
Tra chi, come Molinari, rimpiange le parole d’ordine della vecchia Lega Nord – autonomia, federalismo – e chi invece vuole abbandonare ogni velleità nordista per completare la transizione a partito a vocazione nazionalista in grado di far concorrenza da destra a Giorgia Meloni: l’idea di Vannacci, che secondo i sostenitori del generale è quella dello stesso Salvini: “Sa che prima o poi dovrà passare il testimone, Vannacci è l’unico in grado di far crescere il partito”, mentre sempre a loro dire i rapporti tra lui e Molinari si sarebbero raffreddati: “Prima era l’amico Matteo, ora è diventato semplicemente il segretario”. Schermaglie che nascondono l’insofferenza verso un personaggio ingombrante come Vannacci, da molti militanti e dirigenti storici visto come un corpo estraneo alla Lega, da altri invece considerato l’uomo della Provvidenza, capace di rilanciare un partito moribondo.
La galassia vannacciana
Vannacci intanto prosegue per la sua strada, ampliando la rete a suo sostegno: l’europarlamentare, che ora vanta i gradi di vicesegretario, può contare su più associazioni che portano avanti la sua linea politica identitaria, che mette al centro il no all’immigrazione, il rifiuto dell’ideologia “woke” e un forte euroscetticismo. C’è il già citato movimento Mondo al Contrario, fondato nel 2023 da Fabio Filomeni, anche lui ex parà come Vannacci. Filomeni si è poi dimesso, insieme al tesoriere Gianluca Priolo e al segretario Bruno Spatara, non approvando la scelta del Generale di candidarsi con la Lega anziché mettersi in proprio con un nuovo partito, di cui il movimento avrebbe dovuto esserne l’embrione. Mondo al Contrario però continua a esistere e a crescere come associazione politica, aprendo “team” in tutta Italia (alcuni da intitolazioni a dir poco nostalgiche, come il team Balilla di Genova), ultimo in ordine di tempo proprio quello di Vercelli. A prendere il posto di Filomeni l’ex giocatore di football americano Norberto De Angelis.
C’è poi Noi con Vannacci, associazione fondata dall’ex senatore della Lega Umberto Fusco, che a settembre dello scorso anno ha organizzato a Viterbo quella che è stata definita “la Pontida vannacciana”: un evento di due giorni dedicato al generale. Da pochi mesi Noi con Vannacci ha anche una sezione giovanile, guidata dal coordinatore nazionale Michele Scaccia. Forse il partito di Vannacci non nascerà mai, per il semplice motivo che esiste già ed è la stessa Lega, a cui l’ex militare ha lanciato un’Opa grossa come una casa, con la complicità dello stesso Salvini e con buona pace di Molinari e della vecchia guardia, che provano a difendersi dalla sua scalata ostile.


