BERLUSCONES

"Tajani osi di più, serve visione". Pier Silvio prepara la "discesa"?

Dietro i complimenti formali, l'ad di Mediaset lancia messaggi chiari: Forza Italia ha bisogno di una nuova leadership e di uno scatto in avanti. "Non lo escludo, ma oggi sono felice di fare quello che faccio". E bacchetta il merluzzone ciociaro sullo ius scholae

Un’ombra lunga, quella di Silvio Berlusconi, si staglia ancora sul futuro politico della famiglia e di Forza Italia. E se le voci di una possibile discesa in campo di Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mfe-Mediaset, continuano a rimbalzare sulle pagine dei giornali e tra i corridoi della politica, il diretto interessato non chiude del tutto la porta: “Non escludo nulla per il futuro, ma oggi non ha alcuna concretezza”. Io sono felicissimo di fare quello che faccio, amo Mediaset, amo i miei collaboratori, ho una squadra che è sempre più mia. Guardando al futuro non lo escludo, ma così come non escludo tante altre cose nella mia vita, ossia che a un certo punto io possa dire sai che c’è, una sfida completamente nuova, perché no?. Ma è sciocco parlarne oggi, perché oggi non ha alcuna concretezza. Detto questo, io amo il rapporto con le persone. La passione nei confronti del rapporto con le persone normali è una cosa che a me travolge; quindi, tendo a far coincidere la politica con questa passione, ma la politica è anche tante altre cose, tra cui compromessi trattativa, quindi non lo so...”.

Sulle orme del padre

Parole che, pronunciate a margine della presentazione dei palinsesti Mediaset, accendono i riflettori su un’ipotesi che sa di déjà-vu: il secondogenito del Cavaliere potrebbe seguire le orme paterne, come un richiamo irresistibile. “Mio padre è entrato in politica a 58 anni, io ne ho 56… non lo escludo, ma oggi sono felice di fare quello che faccio”, ha dichiarato, lasciando intravedere un fascino per la politica che si intreccia con la sua passione per il “rapporto con le persone normali”. Tuttavia, la politica, ammette, “è anche compromessi e trattative”, un terreno che per ora non sembra voler calcare.

Boatos sulla squadra

Le indiscrezioni, però, non si placano. Fonti vicine a Pier Silvio parlano di un progetto politico che potrebbe ricalcare il modello del padre, con nomi come Niccolò Querci, ex capo segreteria di Silvio e oggi nel cda di Mediaset, o addirittura Gerry Scotti, il popolare conduttore con un passato nel Psi di Craxi, tra i possibili consigliori. Scotti, però, ironizza: “Accetterei ruoli solo dal Papa in su”. Smentite anche da Massimo Doris, figlio del fondatore di Mediolanum: “Escludo categoricamente un mio coinvolgimento in politica”. Ma il tam-tam mediatico insiste, alimentato dall’emissione del francobollo commemorativo per il compleanno del Cavaliere e da un’insoddisfazione strisciante della famiglia Berlusconi verso l’attuale corso di Forza Italia.

Tajani, bravo ma...

E qui entra in gioco il giudizio su Antonio Tajani, leader del partito. Pier Silvio lo elogia, ma con un retrogusto critico: “Se non ci fosse Tajani, bisognerebbe inventarlo, ma questo non vuol dire che non si possa fare meglio”. Un endorsement solo apparente, perché l’ad di Mediaset non lesina stoccate: “Stimolo Tajani a guardare avanti, a introdurre presenze nuove, non necessariamente giovani, ma con una visione del futuro”. Un richiamo alla necessità di nuove leadership, che tradisce una certa insofferenza verso la gestione attuale del partito azzurro, percepita come stagnante. “Mio padre manca tantissimo alla politica italiana. Oggi non avrebbe accettato questa situazione, si sarebbe scatenato per fermare le follie delle guerre”, ha aggiunto, evocando il carisma e l’energia del Cavaliere come metro di paragone.

Ius scholae non una priorità

Non manca una critica velata sulla proposta dello ius scholae, portata avanti da Tajani. Pier Silvio prende le distanze: “Condivido il principio, ma ho dubbi sulla priorità. Non mi sembra tra le prime necessità degli italiani, tempi e modi mi vedono scettico”. E smentisce con forza che la linea di Tajani rifletta le indicazioni sue o della sorella Marina: “È assolutamente falso”. Una posizione che lo pone “più contro che a favore”, non tanto per il merito, ma per l’opportunità politica: “Non è il momento”.

Brava Giorgia

Pier Silvio loda il governo Meloni: “Uno dei migliori in Europa, per concretezza e consapevolezza”. Giorgia Meloni, a suo avviso, “sta facendo il massimo per gli interessi del Paese”, anche nel rapporto con Trump. Tuttavia, non risparmia un giudizio sullo stato del centrodestra: “A Genova abbiamo sbagliato candidato, a Milano dipenderà dal candidato, ma deve essere nella società. Se perdiamo dopo Sala, siamo messi male”.

Svolta in Forza Italia

Un monito che suona come un invito a rinnovarsi, a colmare quel “vuoto gigante” al centro dello spettro politico, dove Forza Italia dovrebbe posizionarsi come forza “liberale, moderata, con una spinta progressista sui diritti di tutti”. E su Renzi, che da anni corteggia il centro? “Ha perso credibilità elettorale, non ha più peso politico”, taglia corto. Insomma, Pier Silvio Berlusconi non si sbilancia, ma lascia aperte tutte le possibilità. La politica lo affascina, ma per ora resta fedele a Mediaset e ai suoi collaboratori. Eppure, il richiamo della piazza, il peso del cognome e l’insoddisfazione per l’attuale Forza Italia potrebbero spingerlo a un passo che, per ora, resta solo un’ipotesi. Ma in politica, si sa, le smentite di oggi sono spesso i progetti di domani.

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