GRANA PADANA

Vannacci, dietrofront in Piemonte: ritirata di un promotore del team

Il coordinatore della Lega Giovani Musso, che aveva aderito alla sezione vercellese dei seguaci del Generale, con una lettera si dissocia dal fondatore Altamura: "I vertici del mio partito attaccati senza alcuna motivazione". La minaccia di purghe

Nato nemmeno una settimana fa, il Team Vannacci di Vercelli mostra già le prime crepe. Sentito dallo Spiffero, Michelino Altamura, fondatore del “Team Camillo Benso Conte di Cavour”, aveva paventato il rischio di espulsione dalla Lega, con il segretario regionale (nonché capogruppo alla Camera) Riccardo Molinari parecchio irritato dal possibile assalto del Generale nel “suo” Piemonte. Così uno dei promotori del team, Mario Musso, torna sui suoi passi e prende le distanze dalle dichiarazioni di Altamura.

L'abiura

Lo fa con una lettera inviata alla nostra redazione, nella quale tiene a precisare che “le affermazioni riportate non rispecchiano in alcun modo né il mio pensiero né le mie posizioni” e rinnova la sua piena fedeltà al Carroccio e ai suoi vertici: “Sono un militante della Lega e la mia unica volontà è quella di operare in piena sintonia con il partito di cui faccio parte, nel rispetto del suo percorso e della sua linea politica. In questo contesto sono stato contattato dal Team Vannacci di Vercelli e, con l'intento di creare un ulteriore spazio di riflessione e proposta mi sono interessato alla stessa, tesserandomi”. In questo non sembra esserci diversità di vedute con Altamura, che nel comunicato stampa di presentazione del Team auspicava una collaborazione con i vertici del partito e di agire “in sinergia diretta con la struttura politica”.

Ma Musso, che è anche coordinatore provinciale della Lega Giovani, ha sentito la necessità di discostarsene dopo l’uscita del nostro articolo: “Alla luce delle recenti uscite giornalistiche del team leader dell’associazione, che attacca i vertici del mio partito senza alcuna motivazione, voglio puntualizzare che sono totalmente estraneo a queste affermazioni e mi dissocio totalmente da quanto dichiarato”, scrive nella lettera. “La mia idea di associazione è assolutamente un’altra – continua Musso – il mio impegno personale è orientato alla coesione e alla costruzione di ponti, nella convinzione che solo attraverso il confronto sereno e rispettoso si possa contribuire al bene comune e al rafforzamento di ogni progetto politico”.

Il coordinatore della Lega Giovani quindi smentisce qualsiasi volontà di ribellione: “Ho trovato profondamente scorretto che il mio nome venisse associato a ricostruzioni arbitrarie e a interpretazioni che possono mettere in discussione il mio impegno istituzionale, gettando ombre ingiustificate sulla mia persona e sul mio rapporto con i miei superiori che è sempre stato ottimo”. Evidentemente l’espulsione non era un’ipotesi così remota, e Musso ci ha tenuto a far sapere di essere pienamente rientrato nei ranghi. Legittimo chiedersi se il giovane militante abbia scritto tutto questo per suo scrupolo o dopo essere stato redarguito dai vertici, con Molinari e il segretario provinciale Daniele Baglione che non devono aver preso affatto bene (per usare un eufemismo) un’iniziativa simile.

Dietrofront dei vannacciani?

Michelino Altamura dal canto suo non ha rilasciato dichiarazioni, e contattato nuovamente dallo Lo Spiffero ha preferito non rispondere. Due giorni fa diceva che non sarebbe tornato indietro, e anche in caso di espulsione avrebbe portato avanti il Team Vannacci di Vercelli. Sarà ancora così dopo il passo indietro del suo sodale Musso? O il “Team Camillo Benso Conte di Cavour” sarà durato lo spazio di un mattino? Il Generale, che intriso di spirito cameratesco disprezza la pavidità, non potrebbe essere meno fiero di loro mentre continua la scalata alla Lega, ma adesso gli aspiranti legionari si trovano di fronte a una scelta: o lui o Molinari. Nel silenzio di Matteo Salvini.

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