Gianna sosteneva tesi e illusioni. Pd (e alleati) non seguono la linea Pentenero
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 06 Agosto 2025La numero uno dem in Regione Piemonte aveva promesso al centrodestra di chiudere in fretta la vicenda Irpef, ma i consiglieri della minoranza l'hanno sconfessata imponendo la battaglia in aula. La competizione tra le capogruppo. E c'è chi vuole farle le scarpe
Finita la maratona sull’assestamento di bilancio, i consiglieri regionali possono finalmente andare al mare o in montagna per godersi le più o meno meritate vacanze, prima del rientro a Palazzo Lascaris previsto per inizio settembre. Tutti loro hanno dei buoni motivi per festeggiare: le opposizioni infatti possono rivendicare il fatto di aver costretto la giunta di centrodestra a uscire allo scoperto sull’aumento dell’Irpef, con tanto di notti in commissione e convocazioni nel weekend, ottenendo anche l’approvazione di alcuni loro emendamenti. Tutto l’opposto di quanto immaginato dal presidente Alberto Cirio, che invece puntava a sfruttare proprio il periodo estivo per far passare il provvedimento in sordina. Al tempo stesso però, la maggioranza può cantare vittoria, dato che pur con qualche difficoltà in più del previsto l’approvazione dell’assestamento è stata portata a casa, scongiurando il temuto slittamento a settembre. Ma staremmo raccontando una storia decisamente diversa se la capogruppo del Pd, l’ex assessore al Lavoro Gianna Pentenero, fosse riuscita a compattare i suoi e l’intera minoranza.
Il patto saltato
È lunedì 28 luglio, e i consiglieri si preparano per quella che secondo i piani è l’ultima settimana di lavori prima delle vacanze estive. Il presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco ha convocato una maratona di quattro giorni, da martedì 29 a venerdì 1 agosto, per assicurare l’approvazione dell’assestamento, ma secondo i calcoli si dovrebbe chiudere tutto già giovedì 31. La maggioranza è sicura di questo, avendo siglato un patto con quella che sulla carta è la leader dell’opposizione: la capogruppo del Partito democratico Gianna Pentenero. Il gruppo consiliare si riunisce, e lei spiega la situazione: non abbiamo margini di manovra, l’aumento dell’Irpef passerà comunque, tanto vale chiuderla subito.
Lo strappo
Mezzi a disposizione per dare fastidio però l’opposizione ne ha eccome, ed è quello che succede nei giorni successivi: ostruzionismo in prima Commissione Bilancio, tanto da costringere la maggioranza a convocare sedute a oltranza, anche in notturna, per la prima volta nella storia di Palazzo Lascaris. La parola della Pentenero è stata dunque smentita dai fatti, con i suoi che hanno scelto un’altra strada, e la maggioranza, che credeva di aver trovato in lei un’interlocutrice affidabile, si ritrova completamente spiazzata.
Campo largo e distanziato
E se non riesce a imporre la linea nel suo partito, figurarsi con il resto dell’opposizione: tra lei e Sarah Disabato i rapporti sono tutt’altro che idilliaci, con la capogruppo del Movimento 5 Stelle che le contende lo scettro di leader del campo largo ed è sempre pronta a rilanciare, come successo in occasione della variazione di bilancio. Ma anche Alice Ravinale, capogruppo di Avs, e Vittoria Nallo, unica rappresentante in Regione di Stati Uniti d’Europa, seguono un’agenda propria, totalmente indipendente dai voleri della “Bela Tolera”.
Titolo personale
Questa situazione ha creato un certo senso di frustrazione tra i banchi della maggioranza, che deve fare i conti con un’opposizione frammentata: “Non sappiamo con chi parlare quando c’è da fare una trattativa”, lamenta uno di loro. A evidenziare questa situazione ci ha pensato l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, che in una riunione dei capigruppo degli ultimi giorni, quando l’approvazione dell’assestamento era ancora in bilico, ha risposto al discorso della Pentenero affondando il coltello nella piaga: “Gianna, parli a nome del gruppo o a titolo personale?”
Fair play
Lei però non sembra essersela presa, e nelle dichiarazioni di voto di lunedì ha calorosamente ringraziato l’assessore, mostrando apprezzamento per la presenza ai lavori in commissione e in aula. Bel gesto di fair play, ma non esattamente quello che ci si aspetterebbe da un leader di opposizione, specie al termine di una battaglia estenuante, su un tema cruciale come l’aumento dell’Irpef, in grado di colpire al cuore la propaganda di Cirio e del centrodestra, che da sempre fa della riduzione delle tasse una bandiera. Così le sue concorrenti hanno gioco facile a farsi largo, e anche all’interno del partito c’è chi scalpita per prendere il suo posto.
I pretendenti
Figure che potrebbero sostituirla infatti, tra i dem di Palazzo Lascaris di certo non mancano. C’è Daniele Valle, che per mesi ha accarezzato l’idea di essere lo sfidante di Cirio alle ultime regionale (quando alla fine fu scelta proprio la Pentenero), c’è il segretario regionale Domenico Rossi, che riunendo le due cariche darebbe al partito una leadership più chiara anche all’esterno, o Domenico Ravetti, che è già stato capogruppo nella scorsa legislatura. Anche la cattodem Monica Canalis sta rafforzando i suoi canali per sponsorizzare le varie iniziative, cercando di emergere il più possibile.
Testardamente unitari
Tutti loro però hanno sostenuto la mozione Bonaccini alle ultime primarie per la segreteria nazionale, che hanno visto la vittoria di Elly Schlein, e quindi costituiscono la minoranza all’interno del partito. Andando a pescare nella sinistra Pd, una candidata naturale a succedere a Pentenero è la presidente regionale Nadia Conticelli, che potrebbe riuscire anche nella missione di tenere unito il campo largo, facendosi portavoce in Piemonte della linea “testardamente unitaria” della Schlein. Un obiettivo finora completamente mancato dall’attuale capogruppo, che al rientro dalle vacanze si troverà di fronte a un bivio: continuare a guidare un partito che non ha intenzione di seguirla o cedere la patata bollente in mano ad altri.



