La Regione nomina, la Cgil ricorre: scontro sull’Agenzia Piemonte Lavoro
Gioele Urso 16:30 Venerdì 08 Agosto 2025Incarico ad interim per Garofalo, già in forza all'amministrazione regionale, che rimarrà in carica per un solo anno. Il tempo per consentire alla vicepresidente meloniana Chiorino di mettere mano alla riorganizzazione dell'ente. Sindacati e Pd contestano
Non c’è pace per l’Agenzia Piemonte Lavoro. Nemmeno quando, almeno sulla carta, si potrebbe tirare un sospiro di sollievo. La Regione ha infatti nominato con una delibera di giunta la neo direttrice, ad interim. Si tratta di Erminia Garofalo, dirigente regionale di lungo corso, che guiderà l’Apl per i prossimi dodici mesi durante i quali l’amministrazione regionale ha intenzione di mettere in atto una vera e propria riorganizzazione della struttura. A rompere le uova nel paniere dell’assessora Elena Chiorino è però la Cgil che in tempo record annuncia l’intenzione di fare ricorso: “Riteniamo la nomina illegittima, noi a queste nefandezze non ci stiamo”, tuona Roberto Loiacono.
Dirigente di lungo corso
La notizia è che dopo 24 giorni l’Apl ha di nuovo una direttrice. Il mandato dell’ex numero uno, Federica Deyme, è infatti scaduto lo scorso 14 luglio e da quel momento al trentanovesimo piano del Grattacielo Piemonte si è lavorato per la sua successione. Non con un mandato triennale, ma ad interim perché in questo anno si dovrà procedere alla riorganizzazione dell’agenzia. Ed è proprio per questo motivo che evidentemente la vicepresidente ha voluto nominare alla direzione una figura di fiducia.
In un primo momento tra i corridoi dell’agenzia si dava per scontata la nomina di Chiara Musolino, attualmente dirigente di ruolo presso la Regione Piemonte, ma ex funzionaria in Lombardia quando Giovanni Bocchieri era direttore generale. Bocchieri, anche lui fortemente voluto da Chiorino, è l’attuale direttore alla guida della Direzione Istruzione e Lavoro. In passato però anche all’interno della giunta regionale, qualcuno aveva storto il naso sulla cosiddetta “pesatura” del braccio operativo dell’esponente di Fratelli d’italia. Forse è proprio per questo che alla fine la scelta è ricaduta su un’altra figura, quella di Erminia Garofalo.
Dirigente di lunga data della Regione Piemonte, la “selezione” di Garofalo “è il risultato di una valutazione approfondita da parte della Direzione regionale Istruzione, Diritto allo Studio Universitario, Formazione e Lavoro, che ha verificato la sussistenza dei requisiti professionali e la disponibilità ad assumere l’incarico”, si legge nella nota che è stata diffusa dall’assessorato. Segue poi un breve curriculum: attuale responsabile del settore regionale Indirizzi e Controlli sulle Società Partecipate, possiede una consolidata esperienza nel campo delle politiche del lavoro, dell’istruzione e della formazione, oltre a una competenza specifica nella gestione delle risorse umane e finanziarie e nei rapporti con gli enti strumentali e le società partecipate.
La Cgil si oppone
Una nomina contro la quale si scaglia in modo durissimo la Cgil Funzione Pubblica che considera l’atto illegittimo e annuncia l’intenzione di fare ricorso: “Chiorino ha voluto dimostrare la propria prepotenza”, è il commento per nulla lusinghiero di Roberto Loiacono. Il sindacato contesta il fatto che la “selezione” sia avvenuta senza passare attraverso un bando, ma con una nomina diretta per mezzo di una delibera della giunta regionale all’interno della quale sono stati stabiliti anche i “requisiti professionali per il conferimento dell'incarico”.
La nomina di Garofalo è infatti resa possibile dall’approvazione di un emendamento presentato da Chiorino al testo della legge regionale di riordino che modifica l’articolo 29 della legge regionale 32 del 24 novembre 2023. Così facendo è stato consentito alla giunta di conferire temporaneamente l’incarico di direttore ad interim dell’Apl a un dirigente. Senza passare attraverso un bando.
Dar gambe a questa “selezione” però non sarebbe stato così semplice secondo la Cgil che denuncia pressioni nei confronti di alcuni dirigenti regionali e lavoratori: “Alcuni hanno subito pressioni notevoli per andare avanti nella preparazione della delibera secondo le indicazioni della vicepresidente. Mai assistito a pressioni politiche di questo tipo fatte nei confronti dei lavoratori. Hanno approvato un atto illegittimo per arrivare a raggiungere scopi che non hanno nulla a che fare con l’organizzazione dell’agenzia”. Da qui la decisione di ricorrere contro la nomina.
Pd: nomina tardiva
A contestare l’atto voluto dall’assessora Chiorino è anche Monica Canalis, consigliera regionale del Pd che ha seguito la vicenda da vicino: “Una nomina che non solo è tardiva, ma che non fuga i dubbi sulla regolarità della procedura di selezione”, spiega Canalis, “Resta un’ombra amministrativa sulla scelta adottata dall’assessora di designare un dirigente in carico alla Regione (non distaccato e non in aspettativa) che, oltre ad accumulare una doppia mansione, non tutela l’autonomia giuridica di Apl, che ha personalità giuridica autonoma, e viola i criteri di trasparenza e concorrenza per la selezione dei dirigenti della pubblica amministrazione”.


