Confagricoltura, Piano qualità aria mette a rischio settore

"Il Piano per la qualità dell'aria, che entrerà in vigore tra pochi mesi, mette a rischio il settore agricolo in Piemonte". A lanciare l'allarme è la Confagricoltura che chiede di "rivedere urgentemente le norme introducendo reali elementi di semplificazione degli interventi strutturali e tecniche innovative di trattamento dei reflui zootecnici, per salvaguardare la continuità delle produzioni agricole". "In Piemonte tra pochi mesi entreranno pienamente in vigore - si legge in una nota - alcuni adempimenti inseriti nel Piano regionale per la qualità dell'aria (Prqa) che comporteranno enormi difficoltà applicative, sia di ordine tecnico, sia gestionale per le aziende agricole, oltre ad essere in moltissimi casi insostenibili economicamente. Si tratta, in particolare, della copertura degli stoccaggi per i reflui zootecnici e della Comunicazione preventiva di spandimento. All'inizio del 2025, viste le complicazioni costruttive e i costi elevati delle coperture fisse, era stato avviato da parte della Regione uno studio, affidato all'Università di Torino, per valutare l'impiego di tecniche alternative per il contenimento delle emissioni dai cumuli di letami. Il progetto, pur avendo già fornito alcune interessanti indicazioni, necessita però di tempi relativamente lunghi (almeno un intero anno) per dare risultati significativi. Una tempistica sicuramente incompatibile con quella dettata dal Piano, specialmente se si considera la successiva fase di applicazione pratica nelle aziende. Anche la Comunicazione di spandimento dei reflui zootecnici, nella sua forma attuale, risulta tanto complessa da gestire sia per l'Ente pubblico, sia per le aziende agricole, che la sua entrata in vigore è stata già più volte posticipata in attesa di modifiche che, però, ad oggi non sono ancora state elaborate". "Siamo in una situazione di incertezza insostenibile - afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte - le aziende esitano a mettere mano ad interventi strutturali dai costi elevatissimi, e in molti casi impossibili da sostenere, in attesa di quelle evoluzioni della normativa più volte sollecitate e mai introdotte".

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