Thriller a Palazzo: Lo Russo chiede aiuto a Cirio per il piano regolatore
Gioele Urso 16:18 Martedì 19 Agosto 2025Primo giorno di lavoro dopo le vacanze in Toscana per il sindaco di Torino. Posata la penna con la quale ha scritto i primi capitoli di un noir, si rivolge al governatore per snellire le pratiche urbanistiche. Da settembre parte la lunga cavalcata verso le comunali del 2027
“Nessuno di voi ha scritto che l’erba è stata tagliata”. Stefano Lo Russo, al primo giorno di lavoro dopo una vacanza in Toscana, si rivolge ai giornalisti con fare raggiante. Capello in ordine, abbronzatura da pineta, un caffè con ghiaccio per spezzare quell’aria formale che lo contraddistingue e si concede pure qualche battuta. Si è ricaricato (e si vede) in vista dello sprint finale che lo porterà alle elezioni comunali del 2027. Lo ha fatto passeggiando, leggendo e scrivendo. Confessa, con un certo imbarazzo, di essersi dato al noir e di aver scritto i primi dieci capitoli di un thriller ambientato anche a Palazzo di Città.
Tutto questo però è il passato perché a partire da settembre la vera scommessa del primo cittadino sarà tenere compatta la propria maggioranza. Così il sindaco ha deciso di fare team building tra i banchi del centrosinistra e di convocare una serie di riunioni di maggioranza (undici per la precisione) tra consiglieri comunali e assessori. Una sorta di tagliando di poco più di metà mandato. “L’obiettivo è quello di focalizzare le urgenze della città”, spiega Lo Russo, “è necessario cominciare una riflessione per pensare al futuro e disegnare la Torino dei prossimi vent’anni”.
Una letterina per Cirio
E la Torino dei prossimi vent’anni dovrà passare per forza di cose dal nuovo piano regolatore, il vero obiettivo che questa giunta comunale deve portare a casa. Per riuscire a farlo entro il 2027 però il sindaco avrà bisogno dell’aiuto di Alberto Cirio, il presidente della Regione Piemonte. Ed è proprio a lui che Lo Russo ha inviato una “letterina” con la quale ha proposto alcune modifiche all’attuale legge regionale urbanistica, che ha definito essenziali per dare compiutezza al nuovo piano regolatore di Torino.
Il Cresci Piemonte, la legge speciale voluta dal numero uno di piazza Piemonte, infatti non basta perché per Lo Russo il vero problema sono le procedure che devono essere cambiate. “L’unica regione in Italia in cui un funzionario regionale entra nel merito delle scelte che fa la politica è il Piemonte”, spiega il sindaco, “Penso che questo debba essere modificato anche nell’ottica di dare trasparenza e chiarezza: se si vengono a prendere delle decisioni il cittadino deve sapere chi le ha prese”.
Sulla base di questo ragionamento il primo cittadino ha inviato a Cirio una proposta con alcune modifiche alla legge regionale urbanistica che, garantisce, se venissero approvate dal consiglio regionale permetterebbero a Torino di avere un nuovo piano regolatore in tempi brevi e non dovendo aspettare altri quattro o cinque anni.
Una città migliore
Un tassello che fa parte di quella rivoluzione urbanistica che Lo Russo è convinto di poter lasciare alla città come eredità di questi cinque anni di amministrazione. Anche grazie ai fondi del Pnrr: “I cantieri della città stanno andando avanti e bene. Siamo nel rispetto dei tempi e questo non era scontato quando siamo partiti. La trasformazione in atto restituirà una città migliore e un ottimo impiego dei fondi del Pnrr. È un’ottima notizia che sia arrivata la settima rata. I Comuni italiani stanno dimostrando di essere le amministrazioni pubbliche che meglio di altre impiegano per tempo e in maniera efficace queste risorse”.
Torino non è il Bronx
Se la trasformazione urbanistica della città è in atto, quella sulla quale si deve accelerare è invece legata alla percezione della sicurezza che hanno i cittadini. Anche su questo tema il primo cittadino si giocherà parte delle sue possibilità di rimanere a Palazzo Civico.
“Oggi abbiamo un’esigenza che è quella del recupero della legalità e sicurezza in alcune aree difficili delle nostre città”, ammette Lo Russo che poi però non ci sta a recitare la parte del cattivo, anche perché Torino non è il Bronx, e ribalta sul Governo la responsabilità. “Chiediamo al ministro dell’Interno un supplemento di sforzo per passare dalle parole ai fatti. La sicurezza non basta invocarla, bisogna poi fare investimenti”. Che significa dotare le forze dell’ordine di personale adeguato e ben retribuito: “Per noi è fondamentale avere un presidio di polizia, pattuglie che girano, far sentire il cittadino sicuro quando esce in qualunque parte della città”.
Dal canto suo il Comune, assicura il sindaco, sta facendo la sua parte installando le telecamere di sicurezza nelle zone critiche, cercando di lavorare sugli sgomberi degli alloggi abusivi occupati e intervenendo nelle situazioni più critiche, come per esempio per quanto riguarda gli insediamenti di cittadini nomadi in alcuni quartieri. Ma la sicurezza, ribadisce, spetta al ministero dell’Interno, al Prefetto e al Questore; non alla Polizia Locale.
Giù la penna
Insomma, il riposo, a un giorno dal rientro dalle vacanze, è già un lontano ricordo e, tra un sopralluogo in bocciofila, in piazza D’Armi e al canile comunale, il primo cittadino dovrà necessariamente mettere da parte il suo noir per dedicarsi alla scrittura di qualcosa di meno divertente e più impegnativo. Compattando la propria maggioranza e strizzando l’occhio a chi oggi è seduto tra i banchi dell’opposizione (come il Movimento 5 stelle), ma che tra meno di due anni potrebbe essere un alleato di Governo.


