Il doppio forno di Lo Russo: apre ai 5 Stelle e ai delusi del centrodestra
Davide Depascale 17:27 Martedì 19 Agosto 2025Il sindaco delinea lo schema che dovrebbe portarlo alla riconferma. Campo largo in salsa torinese (con mano tesa ad Appendino) allargato a chi non si riconosce nel governo Meloni. E sull'automotive attacca: "Non c'è traccia di una politica industriale"
È appena tornato dalle vacanze in Toscana, ma il “Metodo Giani” non sembra preoccuparlo più di tanto. A un anno e mezzo dalle prossime elezioni amministrative, Stefano Lo Russo appare sicuro della riconferma, e ha già in mente lo schema che gli consentirà di essere rieletto sindaco. Tra un dialogo con il Movimento 5 Stelle che va avanti spedito, mettendo fine ad anni burrascosi (scurdammoce ‘o passato direbbero a Napoli) e un’apertura agli elettori delusi del centrodestra, il primo cittadino di Torino guarda al 2027 con crescente fiducia: se fino a poche settimane fa la sua ricandidatura appariva in bilico, oggi viene data quasi per scontata.
Campo larghissimo
Nel rivendicare la bontà dell’operato della sua giunta in questi quattro anni di amministrazione, Lo Russo pensa ad allargare il campo in vista del 2027, e per farlo guarda in più direzioni. Innanzitutto ai 5 Stelle, con cui già da tempo ha smorzato i toni, e intende replicare in città quel campo largo che la segretaria del Pd Elly Schlein sta costruendo a livello nazionale. “Il Partito Democratico sta portando avanti un lavoro complesso di cucitura di una coalizione di centrodestra che possa rendere contendibile il governo del Paese”, ha dichiarato il sindaco nella sua conferenza stampa convocata stamattina al rientro dalle vacanze a Marina di Bibbona, non lontano dalla casa di Beppe Grillo, quasi a simboleggiare un avvicinamento tra ex rivali, anche se il comico genovese non ha più le redini del Movimento, dopo essere stato esautorato dall’ex premier Giuseppe Conte.
Ma l’invito ad allargare il perimetro della coalizione cittadina a forze che oggi sono all’opposizione non si limita ai pentastellati, ma anche a pezzi di centrodestra che non si riconoscono nella linea del governo di Giorgia Meloni, o che al contrario, pur apprezzando i provvedimenti dell’esecutivo a livello nazionale, scelgono di affidarsi a un’amministrazione di colore diverso nella propria città: “Faccio sempre distinzione tra le elezioni nazionali e quelle locali, perché il lavoro di un sindaco è completamente diverso da quello di un primo ministro”, ha spiegato Lo Russo, che punta ad attrarre nuovi elettori sulla base di quanto fatto in questi anni: “Abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi che erano nel programma, in questo ultimo anno e mezzo dobbiamo gettare le basi per i prossimi cinque anni, ampliando la coalizione”.
Dossier automotive
Il sindaco poi non lesina una stoccata al governo di centrodestra, quando si parla di automotive, settore che ha fatto le fortune della città nel secolo scorso e ora simboleggia il suo declino industriale, con la vendita di Iveco che è solo l’ultima puntata del lungo abbandono di Torino da parte di Stellantis e della famiglia Agnelli-Elkann. “Questa crisi è figlia di scelte ambigue da parte del governo, non si capisce bene quale sia la traiettoria di politica industriale del nostro Paese, e questa città ne è stata vittima”.
La soluzione per Lo Russo va trovata a livello europeo, dove l’Italia deve giocare un ruolo da protagonista. “Finora non l’ha giocato tanto, auspico lo faccia in questa seconda parte di legislatura. Il rilancio dell’automotive non può non passare da una strategia nazionale forte e una strategia europea forte. Per Torino serve un tavolo e serve qualcuno che ascolti”. E accoglie con favore la proposta del segretario della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo, di istituire una zona economica speciale (Zes) per rilanciare un settore industriale in forte affanno.
Rispondendo all’ex presidente della Camera di Commercio e dell’Unione Industriale Dario Gallina, che nei giorni scorsi in un post ha parlato di “Svuelta per Torino”, contrapponendo la crisi dell’industria al passaggio della corsa ciclistica, Lo Russo si mostra conciliante: “Ho lavorato con Gallina per anni e ha sempre riconosciuto l’importanza dei grandi eventi per la proiezione internazionale della città. Sull’industria pone un tema vero, ma non ci vedo una volontà contrappositiva”.
Prossimi appuntamenti
Lo Russo ha anche annunciato la sua partecipazione alla Festa dell’Unità nazionale, che si terrà a Reggio Emilia dal 2 al 14 settembre. “Ci sarò senz’altro, stiamo organizzando i dibattiti”, mentre per quanto riguarda la festa torinese, dal 5 al 15 dello stesso mese, si dice pronto ad assistere al dibattito in cui parteciperà l’ex sindaca Chiara Appendino, insieme al senatore dem Andrea Giorgis: “Sono appena tornato dalle vacanze e non ho controllato l’agenda, ma se non avrò altri impegni andrò volentieri come spettatore”. L’ennesimo messaggio distensivo nei confronti della vicepresidente dei 5s, che da acerrima nemica si sta lentamente trasformando in alleata, e che potrebbe ritrovarsi al suo fianco in vista del 2027.


