Campo largo in panne, Avs fa le bizze e mette Torino nel mirino
Davide Depascale 15:22 Martedì 26 Agosto 2025Fratoianni e Bonelli si sentono esclusi dal duo Conte-Schlein e alzano il tiro, minando anche la ricandidatura di Lo Russo. Grimaldi prova a gettare acqua sul fuoco: "Ci penseremo poi", ma finita la campagna elettorale delle regionali i rossoverdi presenteranno il conto
Sono giorni di fibrillazione per il campo largo, alle prese con le candidature per le prossime elezioni regionali. Risolto il dossier della Toscana con il “metodo Giani” e quello delle Marche con l’appoggio (sofferto) del M5s a Matteo Ricci, manca ancora l’accordo sul nome dell’ex presidente della Camera Roberto Fico in Campania, mentre in Puglia il designato Antonio Decaro minaccia di sfilarsi, se il governatore uscente Michele Emiliano e il suo predecessore Nichi Vendola confermeranno la decisione di correre per un posto in consiglio regionale, di fatto commissariandolo. A questo si aggiunge un fattore d’instabilità del tutto nuovo: la crescente insofferenza di Avs. Che potrebbe ripercuotersi anche su Torino e il Piemonte, quando anche qui arriverà il momento di tornare alle urne.
Così non si va avanti
In alcune interviste i due leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, rimarcano il medesimo concetto: il campo largo non è fatto solo da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, ci siamo anche noi e meritiamo considerazione, non potete darci per scontati. Entrambi fanno l’esempio della Calabria, dove avevano proposto il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi per sfidare Roberto Occhiuto alle prossime regionali, ma la scelta di Elly Schlein e Giuseppe Conte alla fine è ricaduta sull’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico, oggi europarlamentare del M5s. “Alla lunga uno si scoccia”, si è lamentato Fratoianni, pur ribadendo il pieno sostegno ai candidati in corsa. Ma Bonelli ha voluto aggiungere un altro tassello, affermando che se la partita delle regionali è chiusa, dopo verranno altre tornate elettorali, dove Avs si aspetta un trattamento diverso: “A Venezia, a Torino e in altre città siamo nella condizione di esprimere personalità”. Così il capoluogo sabaudo è finito al centro della contesa.
Torino rossoverde
Le dichiarazioni del leader dei Verdi hanno subito agitato le acque, con il Pd locale che ha letto le sue parole come un segno di sfiducia nei confronti dell’attuale sindaco Stefano Lo Russo, che dal canto suo ha iniziato a tutti gli effetti la campagna elettorale per la sua rielezione a Palazzo Civico. Il primo cittadino che sembrava aver conquistato perfino i 5 Stelle, fino a poco fa nemici giurati, adesso deve fare i conti con i mal di pancia di Avs, che pure esprime un assessore all’interno della sua giunta, il responsabile dei servizi sociali Jacopo Rosatelli. Non pago, il leader dei Verdi oggi ha rincarato la dose dalle pagine del Foglio, facendo il nome di chi potrebbe sostituirlo: la consigliera regionale Alice Ravinale, che a suo dire “È bravissima, ha il phisique du role e tutte le carte in regola”. Proprio quando sembrava essersi assicurato la ricandidatura, come nel gioco del Monopoli Lo Russo ha beccato la carta degli imprevisti, che rischia di rimettere tutto in discussione.
Doppio appuntamento
In Piemonte poi non c’è solo Torino che va al voto tra poco più di un anno, ma anche per la Regione si potrebbe tornare presto alle urne, se come sembra il governatore Alberto Cirio è intenzionato a candidarsi alle prossime politiche (nel 2027, come le comunali) e lasciare il suo posto al Grattacielo trasferendosi armi e bagagli a Roma, magari a capo di un ministero. Anche in questo caso Avs potrebbe avanzare pretese, facendo leva anche sui risultati delle ultime regionali, dove ha ottenuto più voti del M5s. E i nomi per i rossoverdi ci sarebbero: su tutti il segretario della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo, già deputato ai tempi di Sel, e il vicecapogruppo alla Camera Marco Grimaldi.
Grimaldi fa il pompiere
Proprio quest’ultimo però prova a gettare acqua sul fuoco, invitando tutti a lavorare insieme per sconfiggere le destre, a Roma come a Torino: “Siamo testardamente unitari, lo siamo da prima delle ultime politiche, dove se avessimo corso uniti non avremmo consegnato il Paese a Giorgia Meloni e a questa destra”, spiega il deputato torinese, che però rimarca il concetto già espresso dai suoi due leader: “Siamo generosi, ma non vogliamo restare intrappolati nel dualismo Pd-5s. Più che un campo largo serve un campo lungo, con tante idee, e le nostre devono essere valorizzate”. Quando gli viene chiesto dei prossimi appuntamenti elettorali però taglia corto: “Pensiamo a vincere queste regionali, a Torino e al Piemonte ci penseremo poi”.
Il terzo incomodo
Già, ma quando sarà il momento di pensarci Avs non starà più a guardare. La segretaria dem Elly Schlein, che ha speso maggior parte delle sue energie per tenere buono il leader pentastellato Giuseppe Conte, accontentandolo praticamente su tutto, dovrà venire incontro anche alle richieste di Bonelli e Fratoianni, in nome dell’unità di un campo largo che, un po’ come la tela di Penelope, appare ogni volta più sfilacciato.


