Carenza di infermieri e Oss "acciaccati". Prendono Tranchida sul personale
Stefano Rizzi 15:41 Mercoledì 27 Agosto 2025Alla Città della Salute solo circa il 50% degli operatori sociosanitari non ha limitazioni a causa di età e patologie. E serve assumere in fretta almeno 150 paramedici per coprire il turnover. Le priorità del sindacato per il nuovo direttore generale
Saluti, convenevoli di rito e subito dopo “la priorità assoluta”, come Claudio Delli Carri segretario regionale del sindacato Nursing Up definisce la carenza di infermieri e operatori sociosanitari alla Città della Salute. Nell’agenda del nuovo direttore generale Livio Tranchida che si insedierà in corso Bramante lunedì prossimo ancora non c’è la data dell’incontro con i sindacati del comparto. Ma da lì già si preannunciano le questioni da affrontare.
“Da oggi alla fine dell’anno lasceranno il servizio non meno di 150 infermieri e non è pensabile non coprire in tempo e totalmente il turnover, anche se si rimarrà sempre al di sotto dell’organico necessario”, sostiene il sindacalista che giudica “assolutamente insufficienti le 91 assunzioni fino ad oggi prospettate” e a sostegno della rivendicazione rimanda al peso sempre più ingente delle prestazioni aggiuntive. Queste ultime, a detta del sindacato, un indicatore eloquente della carenza di personale, dei turni scoperti cui si pone rimedio proprio con le prestazioni aggiuntive.
A tutto questo si aggiunge pure la questione fino ad ora irrisolta degli infermieri dell’Emergenza 118 dipendenti dall’azienda di corso Bramante sul cui futuro dalla Regione e da Azienda Sanitaria Zero che dovrebbe vederli transitare alle sue dipendenze non è ancora arrivata una mezza parola di chiarezza, nonostante le ripetute richieste dei sindacati.
Tra piani che si moltiplicano e progetti di cui si sa poco o nulla, la scadenza della proroga delle convenzioni fissata a fine anno si avvicina.
Nell’agenda di Tranchida una voce da sottolineare è pure quella degli Oss, ovvero gli operatori sociosanitari che alla Città della Salute sono circa un paio di migliaia, anche se come ricorda Delli Carri “un alto tasso di limitazioni riduce quasi alla metà l’organico su cui poter effettivamente contare per lo svolgimento appieno di tutte le funzioni assegnate a questa figura professionale”. Problemi legati all’età mediamente alta e in gran parte sopra i 55 anni, a problemi di salute e altro ancora portano a un’enorme differenza tra l’organico sulla carta e quello effettivamente utilizzabile.
Con un’ampia parte del personale non impiegata nell’assistenza dei pazienti e nella copertura dei turni “rappresenta un grosso problema che impone una revisione degli standard assistenziali e delle procedure", come spiega il segretario regionale di Nursing Up. A fronte di un quadro del genere, quest’anno sono state deliberate soltanto 15 assunzioni.
Sul tavolo del neodirettore finirà ben presto una richiesta che Delli Carri ritiene improcrastinabile e che riguarda il trasporto dei pazienti all’interno della più grande azienda ospedaliera. “La stragrande maggioranza degli Oss è impegnata a portare i pazienti a fare esami e poi riportarli nei reparti. Questi operatori sociosanitari impiegano oltre il 70% del loro orario di lavoro al di fuori del reparto. Una situazione che richiede rapidi e profondi cambiamenti seguendo l’esempio di altri ospedali che hanno affidato questo servizio, per casi non complessi, ad addetti esterni, lasciando gli Oss al loro lavoro e garantendo così la corretta assistenza ai pazienti”.
E proprio quest’ultima dovrebbe essere alla base di ogni azione, comprese le assunzioni ormai annunciate innumerevoli volte dal vertice regionale della sanità ma che, stando alle altrettanto ripetute richieste del sindacato, sarebbero ancora molto lontane dalle reali necessità. Come peraltro resta un tema, da anni mai affrontato in maniera concreta e capillare in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte, quello della verifica delle limitazioni e conseguente assegnazione del personale a mansioni diverse dalle proprie. Con il risultato di avere un numero di infermieri e di Oss sulla carta assai diverso e maggiore rispetto a quello effettivamente nei reparti.



