"I panni si lavano in famiglia". Caso Schael, volano stracci in Fratelli d'Italia
Stefano Rizzi 15:28 Giovedì 28 Agosto 2025Dall'Acqua, storico manager e vice responsabile della commissione sanità di FdI Piemonte, in un'intervista critica la gestione della vicenda. Peraltro dicendo cose di buon senso e che tutti pensano. L'assessore Riboldi va su tutte le furie e lo bacchetta nella chat
«I panni si dovrebbero lavare in famiglia. Almeno così mi è stato insegnato». Quali siano le eventuali macchie che l’assessore meloniano alla Sanità Federico Riboldi preferirebbe eliminare custodendo il rito del bucato tra le mura domestiche, o per meglio dire in questo caso “fraterne”, non è dato sapere. Palese, invece, la questione alla base di tutto e il casus belli che ha portato il soi disant “capo politico della sanità piemontese” a intervenire con un caustico messaggio nella chat del dipartimento sanità di Fratelli d’Italia del Piemonte. Prima di invitare al riservato lavacro, infatti, Riboldi scrive: «Ringrazio Maurizio Dall’Acqua per l'attacco che mi ha riservato sun un giornale “nemico” come Repubblica».
La vicenda, manco a dirlo, è quella della defenestrazione di Thomas Schael dalla Città della Salute di Torino dove proprio l’assessore di FdI lo aveva voluto, insediandolo come uomo d’ordine in corso Bramante, nonostante il parere contrario dell’Università e segnali non proprio positivi da più di un ambiente della sanità, pubblica e privata. Una vicenda che partita male è finita peggio. E sulla quale un manager di lungo corso come l’ex direttore generale del Mauriziano, con precedenti esperienze anche alle Molinette, come Dall’Acqua è intervenuto rispondendo alle domande di un’intervista sostenendo tra l’altro che “dopo solo cinque mesi mandarlo via – riferito a Schael – è un autogol tremendo”.
Frasi che devono aver rovinato il risveglio all’assessore non certo rasserenato dal prosieguo dell’analisi di colui che è, o almeno fino ad oggi era vice responsabile regionale della sanità di FdI, nonché componente di quel dipartimento che dopo aver curato il programma elettorale di Fratelli d’Italia avrebbe dovuto accompagnare Riboldi in un cammino prevedibilmente irto di ostacoli come quello di tutti i suoi predecessori. Cammino che ha sempre richiesto un passo cadenzato e attento da alpino, piuttosto che quello dell’oca, come la storia dovrebbe insegnare.
Dall’Acqua non fa sconti al carattere di der kommissar che “non è uno sconosciuto in Piemonte. Nel bene e nel male – ricorda Dall’Acqua – tutti sapevano chi fosse”. Anche se in verità le vicende che continuano a scuotere la sanità piemontese da settimane qualche dubbio proprio sulla conoscenza del manager da parte di chi lo ha voluto, si affaccia. Insomma, tutt’altro che una difesa corporativa quella dell’ex direttore el Mauriziano nei confronti dell’ancora per pochissimi giorni commissario della Città della Salute. Piuttosto un’analisi sempre più condivisa di una gestione affrettata e pasticciata di una vicenda che potrebbe riservare ulteriori strascichi. “Se mi avessero mandato via dopo solo cinque mesi – dice ancora l’ex direttore dal profilo e stima unanimemente riconosciuti al di là delle appartenenze o simpatie politiche – io sarei furibondo”. Forse non più di quanto le sue parole abbiano reso l’assessore. Quanto al bucato da fare in famiglia, gli stracci certo non mancano. E volano.


