Cirio e Riboldi pronti alla fuga, opposizioni unite sulla Sanità
Davide Depascale 23:13 Venerdì 12 Settembre 2025Dal piano socio-sanitario che slitta ai nuovi ospedalieri sulla carta, fino alle polemiche su Schael e Tranchida: alla Festa dell'Unità il centrosinistra affila le armi e mette a nudo le contraddizioni della maggioranza. Valle: "Governatore e assessore con le valigie in mano"
“Non è solo Cirio che vuole andare a Roma, credo che anche Riboldi ci stia facendo più di un pensiero”. Daniele Valle non si fida delle promesse dell’assessore sul piano socio-sanitario e ci vede l’ennesimo tentativo da parte della giunta regionale di buttare la palla in tribuna, in attesa che dopo le nuove elezioni la patata bollente passi nelle mani di qualcun altro. Il consigliere regionale del Partito democratico, intervenuto nel dibattito sulla sanità piemontese alla Festa dell’Unità di Torino, vede su questo tema la base per costruire un terreno comune tra le opposizioni, rappresentate sul palco dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale Sarah Disabato e dalla collega di Avs Alice Ravinale. Assente per cause di forza maggiore Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa, che solo pochi giorni fa dato alla luce il suo secondo figlio.
Unità d’intenti
I tre esponenti dell’opposizione evitano ogni possibile frizione sul tema (ospedale della Pellerina in primis) e si mostrano compatti nell’opposizione alla giunta regionale guidata da Alberto Cirio e rappresentata dal “sindaco della sanità” Federico Riboldi, anche se Disabato su questo ci tiene a precisare: “Abbiamo a che fare con due assessori: da una parte Riboldi e dall’altra Luigi Icardi, che da presidente di commissione prova a fargli le scarpe”, evidenziando così le spaccature all’interno della maggioranza, con sgambetti continui da parte della Lega nei confronti di Fratelli d’Italia, azionista di maggioranza della coalizione. Ravinale ha invece sollevato il tema delle prenotazioni “farlocche” all’ospedale di Cuneo, chiamando in causa anche il nuovo direttore generale della Città della salute Livio Tranchida: “Siamo ai confini della truffa, sintomo di un modo di fare già visto con il Covid, dove l’annuncite prende il sopravvento sui fatti concreti. Auguriamo buon lavoro a Tranchida, ma staremo molto attenti sul suo operato”.
Capro espiatorio
Le prime macchie su Tranchida sembrano quasi far rimpiangere il suo predecessore, il commissario Thomas Schael, che a sentire Valle sarebbe stato mandato via per i motivi sbagliati: “L’operato di Schael è stato tutto fuorché impeccabile, la sua rigidità e la mancata capacità di ascolto l’ha portato a essere citato in giudizio per condotta antisindacale, che ha spinto Riboldi a mandarlo via. Eppure non abbiamo notato tutta questa attenzione alle istanze dei sindacati e dei medici da parte della giunta Cirio in questi sei anni”. Il motivo sarebbe quindi un altro, ovvero le disposizioni del commissario (durato 5 mesi) sull’intramoenia, soprattuto in forma “allargata” che consente ai medici di operare anche al di fuori delle strutture ospedaliere pubbliche. “Era andato a toccare un giro di affari da milioni di euro, di cui ne beneficiano soprattutto i privati”. Da qui l’assist a Disabato e Ravinale, fautrici di una sanità completamente pubblica: “La sanità pubblica è una bandierina che il M5s non ha intenzione di rimuovere”, ha detto Disabato, scagliandosi contro la sanità privata e trovando il consenso dei colleghi.
Il Piano dei sogni
La sensazione è che la comunità d’intenti tra le forze di opposizione non potrà che rafforzarsi con la discussione sul nuovo piano socio sanitario, fortemente voluto da Riboldi ma non ancora approdato in commissione: nonostante la promessa di approvarlo entro l’estate, non arriverà in Consiglio prima della fine dell’anno. “Questo sarà il banco di prova per la costruzione di una proposta condivisa da tutte le opposizioni, che poi è l’obiettivo del campo largo” ha detto Ravinale, mentre Valle boccia il piano nel merito: “È tutta una sequela di impegni e promesse, in pieno stile annuncite di Cirio. Fossi un professore universitario direi a Riboldi di ripresentarsi al prossimo appello. Ma la sensazione è che stiano solo prendendo tempo in modo che si arrivi al 2027: a quel punto si tornerà al voto, loro andranno a Roma e ci penserà qualcun altro”. Riboldi e Cirio vengono bocciati anche sull’edilizia sanitaria, a partire dal nuovo Parco della Salute: “Avevano promesso la costruzione di undici nuovi ospedali, ma i mattoni sono rimasti sul camion”, ha scherzato Disabato.
Assenze che pesano
Se l’assenza di Nallo è più che giustificata, in molti hanno notato l’assenza della capogruppo del Pd a Palazzo Lascaris, nonché sfidante di Cirio alle ultime regionali, Gianna Pentenero, sostituita dal vicepresidente della Commissione Sanità Valle: “Siamo un partito grande, di questo tema me ne sono occupato io e aveva più senso che a questo dibattito partecipassi io”, ha provato a liquidare quest’ultimo. Ma la sensazione diffusa è che con lui il campo largo funzioni meglio: è noto infatti come tra Pentenero e Disabato il rapporto non sia proprio idilliaco, e anche tra i dem la sua leadership sia tutt’altro che solida. Così, per uno scherzo della politica, Avs e 5s hanno trovato più feeling con un ex renziano piuttosto che con un’esponente della sinistra dem, che dovrebbe meglio incarnare la vocazione “testardamente unitaria” della segretaria Elly Schlein. Che non potrà che apprezzare la ritrovata armonia del campo largo piemontese, in attesa che la discussione sul piano entri nel vivo.


