GLORIE NOSTRANE

Riso amaro per Chiarelli: molla Lollobrigida e si imbuca da Arianna Meloni

Mentre a Vercelli il partito faceva passerella attorno al ministro dell'Agricoltura, l'assessora declassata si defilava per raggiungere la sorella della premier, senza invito e senza fortuna. Scatenando altri malumori tra i big piemontesi di Fratelli d'Italia

Riso amaro per la “mondina” Marina Chiarelli. A Vercelli, il festival Risò, kermesse sostenuta dal Masaf (ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), non è stato solo vetrina per celebrare il “nostro oro bianco” con il sostegno del Masaf, ma anche passerella politica di prim’ordine. Ospite d’onore Francesco Lollobrigida – non più “cognato d’Italia” dopo la fine della relazione con Arianna Meloni, ma sempre tra i pezzi grossi del partito – scortato dal sottosegretario Patrizio La Pietra, toscano di Pistoia. Ad accoglierlo, il cucuzzaro piemontese di Fratelli d’Italia al gran completo: il segretario regionale Fabrizio Comba, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmasto, il questore del Senato Gaetano Nastri, la vicecapogruppo alla Camera Augusta Montaruli, il capogruppo a Palazzo Lascaris Carlo Riva Vercellotti, la vicepresidente della Regione Elena Chiorino. Immancabili anche gli assessori: Paolo Bongioanni, padrone di casa con la delega all’Agricoltura, più Federico Riboldi (Sanità) e Maurizio Marrone (Welfare).

Un parterre da convention nazionale. Con una sola, vistosa eccezione: Chiarelli. L’assessora alla Cultura – l’unica delega rimastale dopo essere stata degradata sul campo e aver perso Turismo e Sport – ha fatto una fugace apparizione venerdì: qualche scatto, un paio di frame video per i social, puff… sparita. Né al pranzo con i rappresentanti istituzionali né alla cena con Lollobrigida e gli esponenti regionali del partito si è fatta vedere. Unica assente. Una latitanza che non fa che confermare e, se possibile, peggiorare la diffidenza che la circonda da mesi.

Il bello è che mentre disertava Vercelli, correva a Milano. Lì, all’evento di Carlo Fidanza, capodelegazione FdI-Ecr al Parlamento europeo, con la presenza di Arianna Meloni, alla sua prima uscita in Lombardia da capo della segreteria politica del partito. Una partecipazione che avrebbe fatto storcere il naso agli stessi organizzatori che l’avrebbero definita senza mezzi termini un’“imbucata”. Non invitata, insomma, ma arrivata lo stesso grazie alla intercessione di un amico di un collaboratore di Fidanza, con la consueta baldanza e faccia tosta che l’hanno resa indigesta a Novara, città di cui è stata non rimpianta vicesindaco, nel partito piemontese e persino dentro la giunta di Alberto Cirio. Avrebbe persino brigato per ottenere un colloquio vis-à-vis con la sorella d’Italia. Respinta, se ne sarebbe tornata a casa con le pive nel sacco.

Un copione che conferma il suo logoramento: deleghe ridotte, peso politico sempre più evanescente, isolamento crescente. E adesso pure le assenze plateali da eventi che per FdI valgono come un congresso in miniatura. Di questo passo, mormorano voci interne al partito, Chiarelli non arriverà nemmeno a tagliare il panettone. E allora sì: più che il risotto preparate i popcorn.

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