O. Napoli, Torino rischia declino, troppi rancori nella politica 

Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione, avverte del "rischio declino che si profila sempre più nettamente all'orizzonte per Torino, che ha la stessa necessità dell'Italia: ritrovare una politica pacificata, in cui il dialogo prenda il posto della rissa e dei rancori personali. Forse sono ambizioni troppo grandi per un ceto politico troppo piccolo. Ma è di quelle ambizioni che ha bisogno la nostra città". "A Torino come nel più piccolo dei Comuni - sottolinea Napoli - i rapporti personali, buoni o pessimi che siano, finiscono per avere un peso determinante nella scelta delle alleanze politiche. Nei cinque anni in cui sono stato consigliere comunale ho sempre cercato di fare un'opposizione costruttiva e provavo amarezza nel vedere la contrapposizione radicale fra l'attuale sindaco, Lo Russo, allora alla guida dell'opposizione, e l'allora sindaco Appendino. Li ho sempre esortati ad abbassare i toni perché - facile profeta in patria - 'un giorno dovrete allearvi'. Il Pd è stato sulle barricate per cinque anni, fino a denunciare il sindaco su una vicenda amministrativa. Non un solo dossier - da Rem ad Askatasuna, da Westinghouse alle Atp alla Tav - è stato condiviso fra maggioranza e opposizione. Sono stato il solo dall'opposizione a votare per portare le Atp Finals a Torino". "E non è stata una bella immagine della città - conclude - lo spettacolo fatto di insulti contro il ministro Zangrillo alla Festa dell'Unità, al di là di chi abbia creato la situazione".

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