SANITÀ

Un milione per indossare il camice. Cambio d'abito, salasso per l'Asl 

Per cinque anni al personale non è stato riconosciuto il tempo per vestizione e vestizione. Oltre cento cause in tribunale tutte perse dall'azienda. Alla To4 si cerca di chiudere la vicenda scucendo una grossa cifra. Sindacati divisi

Vale non meno di un milione di euro il tempo impiegato da infermieri e operatori sociosanitari per indossare a inizio turno la divisa e, finito il servizio, tornare a vestire i loro abiti. Un conto molto salato quello per l’Asl To4 che, tuttavia, rischierebbe di dover scucire assai di più se continuasse a perdere tutte le cause intentate dal personale, come peraltro accaduto fino ad oggi.

Dieci minuti al giorno, o più precisamente per ogni turno, che la legge prevede debbano essere riconosciuti economicamente oltre l’orario di lavoro al personale del comparto, ma che l’azienda da gennaio diretta da Luigi Vercellino, non ha pagato almeno dal 2018 al 2023. 

Dieci minuti per cinque anni moltiplicati per poco più di ottocento dipendenti. Si capisce come non si tratti di bruscolini. Ma non è tutto. Fino ad oggi, sono ben oltre cento le cause intentate singolarmente da altrettanti dipendenti per ottenere le somme dovute. Tutte perse dell’Asl che, per ciascun procedimento oltre agli arretrati deve pagare circa 2.500 euro di spese legali.

Di fronte alla prospettiva concreta di esborsi che solo in costi di giustizia, nel caso in cui le cause procedessero vedendo ricorrere in tribunale tutti i dipendenti, arriverebbero a un paio di milioni, il direttore generale dell’Asl ha imboccato la via meno onerosa e più rapida per i dipendenti che reclamano il dovuto. Vercellino ha, quindi, esposto ai sindacati la sua linea, ovvero pagare tutti gli arretrati evitando ulteriori cause e costi chiudendo una vicenda che si era trascinata per un lustro, dopo di che da un paio d’anni il tempo per vestizione e svestizione viene regolarmente retribuito, oppure per chi vuole compensato con recuperi orari. 

Saldare il salatissimo conto pregresso non sembra, tuttavia, impresa facile. I soldi per pagare gli arretrati devono essere attinti dal cosiddetto fondo per il comparto, un capitolo di spesa normalmente usato per riconoscere voci diverse – dagli straordinari a possibili incentivi e altro ancora – al personale. E qui la faccenda sembra dividere il fronte sindacale con chi è d’accordo e chi è contrario a destinare buona parte di quella cassa al pagamento di ciò che per cinque anni non era stato pagato.

Difficile dire come finirà. Certo è che il caso dell’Asl To4 non pare essere il solo in Piemonte e altre aziende potrebbero trovarsi in situazione analoga e dover scegliere tra centinaia di cause destinate ad essere perse una dietro l’altra con il sovrappiù delle spese legali, oppure decidere di mettere mano alla cassa. Anche se è quella che una parte dei sindacati non vorrebbe venisse toccata. 

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