Maggioranza Lo Russo in apnea. Purchia pronta a lasciare
16:14 Mercoledì 01 Ottobre 2025Aula semivuota per il secondo incontro del "team building" del sindaco: la vice Favaro promossa ma davanti a pochi intimi. L'assessora alla Cultura denuncia stanchezza, soprattutto un certo disagio verso la "coppia" del Palazzo. Ora tocca a Mazzoleni
L’operazione “team building” del sindaco Stefano Lo Russo, pensata per cementare la sua maggioranza, sembra più un falò spento che una scintilla d’entusiasmo. Dopo quello con l’assessore a Turismo, Sport e Grandi eventi, Mimmo Carretta, al secondo incontro con la vicesindaca Michela Favaro, l’aula era deserta: solo dodici consiglieri, la metà degli eletti, si sono presentati all’appello. Meno male che, a differenza della Sala Rossa, qui il numero legale non serve, altrimenti sarebbe stato un flop conclamato.
Un confronto che zoppica
A quanto pare, il bisogno di un confronto serrato con la giunta non scalda i cuori di tutti i consiglieri di centrosinistra. C’erano il capogruppo del Pd Claudio Cerrato e la presidente del consiglio comunale Maria Grazia Grippo, insieme a un manipolo di dem: Anna Maria Borasi, Amalia Santiangeli, Tony Ledda, Luca Pidello, Pierino Crema e Caterina Greco. Sinistra Ecologista si è presentata al completo, mentre per i Moderati c’era Ivana Garione e a rappresentare Torino Domani Tiziana Ciampolini.
Se l’idea di Lo Russo era di fare un tagliando alla sua giunta, quello che sta emergendo è un check-up impietoso di una maggioranza che scricchiola. La prova? La delibera “Vuoti a rendere”, una delibera d’iniziativa popolare che ha spaccato il centrosinistra come un melone maturo.
Favaro, promossa con lode (da chi c’era)
Chi ha partecipato, però, non ha avuto esitazioni: Michela Favaro merita la promozione. La vicesindaca si è presentata armata di cinquanta slide, snocciolando i suoi cavalli di battaglia: lavoro, patrimonio comunale, politiche per le famiglie e rapporti con il sistema carcerario. “Abbiamo messo l’accento sui risultati del programma Pn Metro Plus, che ha finanziato oltre 20 progetti per micro, piccole e medie imprese e realtà sociali, creando nuove opportunità di lavoro”, ha sottolineato Cerrato. Sul tavolo anche il patrimonio pubblico, con 180 milioni di euro di investimenti dal Pnrr, quasi 50 milioni per manutenzioni ordinarie e straordinarie degli edifici comunali, e progetti ambiziosi come la rinascita del Parco del Valentino e il rilancio di Torino Esposizioni come polo culturale. Roba che suona bene, ma non abbastanza da riempire le sedie.
Purchia: dimissioni respinte
A conferma che il “team building” è più rianimazione che festa di gruppo, c’è la vicenda dell’assessore alla Cultura Rosanna Purchia che nei giorni scorsi avrebbe rassegnato le dimissioni a Lo Russo, ma il sindaco le avrebbe respinte. L’ex sovrintendente del San Carlo di Napoli e poi commissario straordinario del Regio di Torino, è una delle figure più esperte e riconosciute del panorama culturale italiano. Napoletana verace ma cosmopolita negli interessi, ha lavorato nella Nuova Compagnia di Canto Popolare con i fratelli Eugenio ed Edoardo Bennato, sotto la guida del Maestro Roberto De Simone, e al Piccolo Teatro di Milano, dove è stata responsabile dell’organizzazione e della programmazione artistica nelle direzioni di Giorgio Strehler, Jack Lang e Luca Ronconi. Mica pizza e fichi, insomma.
Chi la conosce bene e ne ha raccolto le confidenze, racconta che non sarebbe la prima volta che la Purchia manifesta il desiderio di lasciare la giunta, sempre trattenuta dal sindaco, che non intende privarsi di una persona di grande valore e con relazioni importanti. Allo stesso tempo, Lo Russo teme che un eventuale addio dell’assessore venga interpretato come un segnale di malessere esplicito e rischi di innescare una reazione a catena, troppo evidente rispetto ai mal di pancia di altri assessori, finora sedati almeno pubblicamente. “È stanca”, riferiscono fonti a lei vicine, e non certo per le 73 primavere peraltro splendidamente portate nonostante qualche acciacco né per il carico di lavoro in sé, quanto piuttosto all’affaticamento derivante dalle rigide dinamiche del piano nobile di Palazzo di Città dove regna la “coppia” di comando: il tandem tra il sindaco Lo Russo e la sua capa di gabinetto Valentina Campana, a detta di tutti un vero muro invalicabile per relazionarsi direttamente con il primo cittadino. Campana fa da filtro, impartisce ordini e diventa l’unico interlocutore degli assessori, rendendo difficile la gestione delle relazioni. Per una persona esuberante, diretta e solare come Purchia, le liturgie e le rigidità del Palazzo risultano particolarmente gravose.
Mazzoleni, tocca a te
Ora tocca a Paolo Mazzoleni provare a invertire la rotta. Il 2 ottobre si parlerà di urbanistica, e l’attesa è alta: il 14 ottobre dovrebbe essere svelato il nuovo Piano regolatore, e i consiglieri scalpitano per qualche anticipazione succosa. Dopo di lui, il 7 ottobre sarà la volta di Chiara Foglietta, seguita da Marco Porcedda il 9. Riusciranno a ridestare una maggioranza che sembra avere il fiato corto? Chissà. Per ora, il “team building” di Lo Russo sembra più un’operazione di rianimazione che una festa di gruppo.


