"Buco" milionario sull'intramoenia. Pazienti chiamati a saldare il debito
Stefano Rizzi 17:26 Mercoledì 01 Ottobre 2025Città della Salute ottiene altri 300mila euro dalla clinica Fornaca, ma sul mancato incasso per le prestazioni in libera professione permangono molti interrogativi. Privato e Molinette parlano di "recupero crediti di terzi", ovvero gli assistiti o le loro assicurazioni
Quanti saranno i pazienti che dovranno mettere mano al portafoglio per ripianare l’ammanco di oltre un milione nelle casse della Città della Salute? La domanda è solo una di quelle che sorge di fronte agli sviluppi dell’intricata vicenda che si snoda tra l’azienda di corso Bramante e alcune cliniche private, nel caso particolare la Fornaca.
Nell’annunciare la prevedibile ulteriore proroga della convenzione con la struttura del Gruppo Humanitas, il direttore generale delle Molinette, Livio Tranchida, ha fatto sapere che con la stessa struttura privata “è stato definito un piano di collaborazione per il recupero crediti di terzi”. E i terzi altri non possono che essere i pazienti che negli ultimi anni si sono rivolti alla clinica usufruendo delle prestazioni dei medici delle Città della Salute in regime di libera professione.
Direttamente o attraverso le loro casse di assistenza o assicurazioni, quei pazienti dovrebbero essere chiamati a versare quanto non avrebbero pagato. Questo, almeno secondo la tesi di corso Bramante così come della Fornaca che, tuttavia, ha già annunciato il versamento nelle casse dell’azienda ospedaliera di una tranche di 300mila euro che andrebbe ad aggiungersi ai 500mila già riconosciuti alla Città della Salute quando ancora a dirigerla era Thomas Schael, il commissario che aveva portato alla luce quell’ammanco negli introiti inerenti l’intramoenia esercitata all’esterno dell’ospedale.
A quei 300mila euro, definiti “entry fee” – letteralmente un biglietto di ingresso, non si sa per cosa - si fa esplicito riferimento nella lettera inviata lunedì dai vertici della clinica privata a Tranchida. il giorno prima che apponesse la sua firma per la proroga di un mese della convenzione. Proroga motivata con la necessità di adeguarsi al nuovo regolamento sulla libera professione introdotto dalla legge presentata dall’ex assessore alla Sanità e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione proprio il giorno precedente con una puntualità provvidenziale.
Rinviata la stipula di nuove convenzioni, con proroghe che orami sfiorano la durata di un anno, resta sul tappeto la questione di quei soldi che Città della Salute non ha introitato negli anni dalla struttura privata e che, secondo le versioni comunicate, sarebbero da ricondursi a loro volta a mancati introiti da parte della clinica per prestazioni fornite ai pazienti in regime di intramoenia. Come sia potuto accadere non è per nulla chiaro? Cittadini che non hanno saldato completamente il conto? Assicurazioni che non hanno pagato l’intera somma dovuta? In entrambi i casi a farne le spese sarebbe stata comunque l’azienda pubblica. Tra le tante domande in attesa di risposta c’è pure quella cha riguarda i professionisti cui una parte della somma mai incassata dall’azienda ospedaliera sarebbe dovuta andare come pagamento per le prestazioni effettuate in libera professione. Possibile che mai nessuno abbia lamentato quei mancati pagamenti. E, ancora, possibile che nessuno, tra pubblico e privato, per anni si sia accorto – se così fosse – che c’erano pazienti che non avevano pagato o loro assicurazioni che avevano versato meno del dovuto?
Come scrive il vertice della clinica non si possono “nascondere le difficoltà dell’azione da intraprendere in particolare per posizioni molto risalenti nel tempo”, insomma non sarà un lavoro facile quello volto a recuperare quei crediti, sempre che vengano confermati, dai pazienti. Gli stessi che potrebbero vedersi arrivare richieste di pagamento per prestazioni ricevute anche anni addietro con tutte le difficoltà nel dimostrare che, magari, le avevano pagate fino all’ultimo euro. E quel mancato incasso da parte della Città della Salute magari vada cercato anche altrove.


