Liste d'attesa, 30mila prenotazioni fittizie. "Sistema Cuneo" nelle carte al ministero
Stefano Rizzi 12:05 Giovedì 16 Ottobre 2025"Pratiche improprie" e "procedure non conformi". Nella relazione della Regione al ministro Schillaci tutte le anomalie nella gestione delle liste d'attesa. Attesa la risposta all'interrogazione di Grimaldi (Avs). Molti esami cancellati perché giudicati "inappropriati"
“Pratiche improprie” e “diciture non conformi”. Che più di qualcosa al di fuori dalle regole ci fosse nel ribattezzato sistema Cuneo dove all’Ospedale Santa Croce e Carle così come all’Asl Cuneo1 si fissavano ai pazienti appuntamenti farlocchi, era chiaro fin da quando la vicenda è venuta alla luce.
Ora a confermarlo formalmente, definendo con aggettivi che non lasciano dubbi quelle procedure, è la stessa Regione che scoprì quel che succedeva all’azienda ospedaliera diretta da Livio Tranchida così come nell’Asl guidata da Giuseppe Guerra solo grazie a un’interrogazione della consigliera regionale Giulia Marro, esponente di Avs.
Ecografia la mattina di Natale
Prenotazioni ad orari impossibili, come attorno alla mezzanotte e in date come il giorno di Natale che farebbero sorridere se non ci fossero di mezzo i malati, sono state la prassi in quella che oggi appare una sorta di enclave sanitaria, con procedure e “norme” proprie, rispetto al resto del Piemonte dove le prime rapide verifiche hanno escluso altri casi simili.
C’è anche questo dato, che se tranquillizza rispetto al resto del territorio accentua gli interrogativi su quanto accadeva sul fronte sanitario della Granda, nella lettera inviata dalla direzione regionale Sanità al ministero della Salute in risposta alle domande che da Roma erano pervenute al grattacielo in seguito all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Avs e già consigliere regionale Marco Grimaldi.
Il giudizio di Agenas
Ma sono altri passaggi della lettera che, presumibilmente, verranno utilizzati dal ministro Orazio Schillaci insieme a ulteriori chiarimenti richiesti ad Agenas per la riposta scritta all’interrogazione del parlamentare piemontese. Tra le richieste del dicastero di Lungotevere Ripa, anche quella di “chiarire l significato della dicitura la data non è reale e se la prestazione viene poi erogata e con quali tempistiche”.
La dicitura “la data non è reale” data fittizia, secondo la sintetica relazione racchiusa in sole tre pagine e inviata al ministero, sarebbe stata utilizzata “per un numero circoscritto di agende con finalità temporanea della domanda in attesa di disponibilità effettiva, anche per verifica delle condizioni di rischio di inappropriatezza”. Motivazioni che riprendono quelle fornite fin dall’inizio dai vertici dell’ospedale, ma che non sciolgono il dubbio che le accompagna: se questa era la cautela usata a Cuneo anche a fronte di prescrizioni di esami senza alcun rischio radiologico, nel resto del sistema sanitario del Piemonte non si usa altrettanta cautela per i pazienti?
Contromisure della Regione
Nella relazione inviata a Roma, la direzione regionale retta da Antonino Sottile pone in evidenza “l’intervento immediato di verifica e sospensione mirata” di quelle procedure che ancora non si sa con certezza da chi siano state disposte e con quali atti, a quali peraltro ha presentato richiesta di accesso la consigliera regionale Marro senza ancora avere ottenuto risposta. Ad ulteriore conferma di una gestione delle prenotazioni a dir poco anomala, la Regione evidenzia l’obiettivo di una serie di provvedimenti nella necessità “di garantire trasparenza, appropriatezza e tracciabilità delle prestazioni” che evidentemente mancavano o non erano sufficienti nel sistema Cuneo. Tra le misure poste immediatamente in atto dal grattacielo, oltre ad “eliminare tutte le diciture non conformi” anche “attivare nuove agende con disponibilità reale”.
Troppi esami inutili?
Al ministero sono stati inviati anche i numeri relativi agli appuntamenti fittizi. Solo per quanto riguarda l’azienda ospedaliera la dicitura data non reale sarebbe comparsa su non meno di 24mila appuntamenti. Una cifra che rapportata al complessivo delle prestazioni erogate dal Santa Croce e Carle potrebbe essere liquidata come una piccola percentuale, ma quella cifra equivale un quarto delle 100mila prestazioni aggiuntive fatte alla sera e nei fine settimana e rivendicata come un grande successo dall’assessore Federico Riboldi. Insomma se sono tante e lo sono 100mila visite ed esami in più, riesce difficile liquidare come piccola cosa 24mila appuntamenti con data farlocca.
A quelli dell’ospedale vanno poi aggiunti i 5.500 dell’Asl. In entrambi i casi, dall’indagine condotta dalla Regione, balza all’occhio un ulteriore dato. Riguarda le disdette delle prenotazioni in seguito all’inappropriatezza delle prescrizioni attestata dai medici dell’ospedale e dell’Asl. Su 24mila del Santa Croce ne sono stati cancellati 4.300 e dei 5.500 dell’Asl 2.800. Percentuali rilevanti che aprono ad ulteriori interrogativi e, magari, a raffronti con il resto del sistema sanitario del Piemonte.


