Pronto Soccorso, stress e pochi soldi. Corsi di specializzazione mezzi vuoti
Stefano Rizzi 18:00 Giovedì 16 Ottobre 2025L'Emergenza e Urgenza non attrae i neolaureati. Continua il trend negativo degli ultimi anni. Solo un posto su due offerto dalle scuole viene coperto. Bene l'Università di Torino, male quella del Piemonte Orientale. L'allarme dei sindacati dei camici bianchi
Banchi vuoti e barelle piene. Nel Paese che da anni soffre, senza rimedio, la carenza di medici nei Pronto Soccorso le iscrizioni ai corsi di specializzazione in emergenza e urgenza vedono quasi un posto vuoto su due. Il trend negativo registrato negli ultimi anni si conferma anche nell’ultima assegnazione delle borse di studio che, salvo alcune eccezioni soprattutto legate alle specializzazioni con maggiori sbocchi nella libera professione e con conseguenti migliori introiti economici, riguarda tutto l’ambito medico.
A segnare il livello più basso di interesse da parte dei neolaureati, paradossalmente è proprio quella specialità di cui c’è maggiore richiesta e continuerà ad esserci anche nei prossimi anni quando le scuole sforneranno nuovi specialisti destinati alla prima linea ospedaliera.
Dati allarmanti
Guardando alle 36 scuole di specializzazione di emergenza e urgenza il dato è allarmante. Dei 976 contratti banditi ne è stato assegnato solo il 55%. Di un “disastro annunciato” parla l’Anaao-Assomed, principale sindacato dei medici ospedalieri il cui segretario nazionale Pierino Di Silverio, già nelle scorse settimane di fronte ai primi dati aveva sostenuto che “la domanda che deve essere posta a tutti coloro che si occupano di politica sanitaria è la seguente: come risolviamo la cronica e pericolosa carenza di medici in branche come la medicina d’emergenza?”.
Per il sindacato “occorre creare in tempi rapidi un tavolo interministeriale con il mondo associativo, sindacale e accademico e predisporre tutte le opportune azioni legislative per contrastare una carenza di appeal della professione che si sta irrimediabilmente ripercuotendo sulla qualità dell’erogazione del nostro Servizio sanitario nazionale”. La situazione sempre più critica nei Pronto Soccorso era stata rimarcata ancora pochi mesi addietro dalla Società italiana di medicina di emergenza e urgenza. Per Simeu mancano non meno di 3.500 specialisti e se questo è il dato attuale, i numeri che arrivano su coloro che imboccano oggi la strada della specializzazione non lasciano ben sperare.
Male l'Upo
Così come meritano una riflessione le differenze, spesso marcate, tra le percentuali di posti vuoti nelle diverse scuole di specializzazione. In Piemonte, per esempio, quella dell’Università di Torino segna un risultato decisamente sopra la media nazionale con 40 posti assegnati su 48 disponibili, mentre nella stessa regione all’Università del Piemonte Orientale a fronte delle 27 borse di studio offerte le iscrizioni si sono fermate appena a 5. Non va tanto meglio nella vicina Lombardia dove alla Statale su 48 posti ne sono stati assegnati 25, mentre alla Bicocca 17 su 27 e 4 su 14 al San Raffaele. In Liguria, l’Università di Genova copre 9 dei 30 posti futuri specialisti in emergenza e urgenza. Pochi gli atenei dove non ci sono posti vuoti. Capita a Bologna che ha ne ha messo a disposizione 29, alla Cattolica con 22, ma anche a Catania con un’offerta di 24 posti e a Palermo con 7 su 7, ma anche alla Sapienza con tutti i 28 posti assegnati.



