LE REGOLE DEL GIOCO

Valle d'Aosta, in bocca al Lupo. Il nodo del terzo mandato

Il Consiglio Regionale ha affidato al costituzionalista della Luiss un incarico da 14 mila euro per redigere un parere che stabilisca se il presidente uscente Testolin e il suo vice Bertschy possono essere rieletti, nonostante abbiano già alle spalle due legislature

In Valle d’Aosta, dopo i ricorsi estivi sulla legge elettorale, le diatribe legali non sono ancora finite. Per capire se il presidente uscente Renzo Testolin potrà nuovamente essere eletto nonostante abbia già ricoperto la carica due mandati, Il Consiglio regionale ha affidato al professor Nicola Lupo, ordinario di Diritto costituzionale alla Luiss, un incarico di consulenza da 12 mila euro (più altri duemila di oneri previdenziali) per un parere sull’interpretazione della norma regionale che regola il limite dei mandati per i membri della Giunta. Per l’opposizione Testolin non può ripresentarsi, lui sostiene il contrario, entrambi credono si aggrappano ai pareri dei loro giuristi, da qui la decisione di affidarsi a un giudizio neutro.

Terzo mandato

Lupo, con il suo parere pro veritate, dovrà quindi chiarire se il presidente uscente Renzo Testolin e il vice presidente Luigi Bertschy, entrambi dell’Union Valdotaine, possano candidarsi per un ulteriore mandato nella legislatura 2025-2030, nonostante abbiano già ricoperto cariche nella Giunta per due legislature consecutive. La questione, che si inserisce in un contesto di pareri legali contrastanti, riguarda l’applicazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 21/2007, che stabilisce: “Chi ha ricoperto per due legislature consecutive cariche all’interno della Giunta regionale non è, allo scadere della seconda legislatura, eleggibile all’interno della Giunta nella successiva legislatura. È consentito ricoprire una carica all’interno della Giunta nella terza legislatura consecutiva, se in una delle due legislature precedenti la carica ricoperta ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno”. La complessità e l’urgenza della questione, aggravate dall’imminenza della prima seduta della XVII legislatura, fissata per il 28 ottobre 2025, hanno spinto il Consiglio a richiedere un parere esterno per evitare potenziali ricorsi e garantire la legittimità delle nomine.

Pareri contrastanti

La vicenda ha già monopolizzato il dibattito politico della Valle: da un lato, Testolin e Bertschy hanno presentato un parere del professor Enrico Grosso, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino, che li ritiene rieleggibili per la prossima legislatura. Dall’altro, la consigliera Chiara Minelli, rieletta tra le fila di Avs, ha depositato un parere opposto del professor Andrea Morrone, docente di Diritto costituzionale all’Università di Bologna, secondo cui i due non sarebbero candidabili per un quarto mandato in Giunta. Il professor Lupo, scelto per la sua competenza in diritto costituzionale e delle assemblee elettive, avrà il compito di rispondere a due quesiti principali: se la norma consente a Testolin e Bertschy di ricoprire un’ulteriore carica nella Giunta e quali sarebbero le conseguenze istituzionali in caso di violazione della norma. Il parere, richiesto con procedura d’urgenza vista la scadenza ravvicinata, sarà decisivo per orientare le scelte del Consiglio regionale durante la formazione del nuovo Governo.

Incarico sotto i riflettori

L’affidamento diretto al professor Lupo, per un importo totale di 13.920 euro, è stato giustificato con la necessità di competenze specialistiche non disponibili all’interno del personale del Consiglio. Tuttavia, la scelta di un consulente esterno e il costo dell’incarico potrebbero alimentare ulteriori discussioni, in un contesto già segnato da tensioni politiche e giuridiche, in un’estate dominata dai ricorsi sulla nuova legge elettorale voluta da Testolin, dove quest’ultimo ha avuto la meglio, portando la regione al voto con le tre preferenze. Con la prima adunanza della nuova legislatura alle porte, il parere di Lupo sarà quindi cruciale per sciogliere un nodo che deciderà chi dovrà governare la Valle per i prossimi cinque anni.

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