LA SACRA FAMIGLIA

Elkann, il nipote d'America
(e con Trump mette le ali)

Il rampollo Agnelli premiato a Washington per il "rafforzamento dei rapporti transatlantici". Nel solco dei legami storici, incluse le leggendarie liaison del nonno con alcune first lady, che hanno contribuito a creare il fascino della famiglia oltreoceano

“L’Italia mi ha dato le mie radici, l’America le ali”. Veste i panni dell’uomo dei due mondi – che “eroe” sarebbe un tantino eccessivo – John Elkann, ricevendo lo Special Achievement Award al gala per il 50° anniversario della National Italian American Foundation (Niaf) a Washington. Cosmopolita per nascita, destino e vocazione, il presidente di Stellantis e Ferrari nonché amministratore delegato di Exor, ha celebrato il legame indissolubile tra Italia e Stati Uniti. Un evento che ha visto la partecipazione di figure di spicco come Roberto Cingolani di Leonardo, Flavio Cattaneo di Enel e Stefano Donnarumma di Ferrovie dello Stato, tutti premiati per il loro contributo al rafforzamento dei rapporti transatlantici. Altri riconoscimenti sono andati a Doug Leone, partner di Sequoia Capital, per il venture capital; Katia Passerini, presidente della Gonzaga University, in campo accademico, Kamel Ghribi, presidente di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, per l’innovazione, la ricerca e il management in campo sanitario e al tenore Andrea Bocelli nell’entertainment.

Dialogo transatlantico

Nel suo discorso, Elkann ha sottolineato l’importanza dell’unione tra i due Paesi, che “definisce chi sono e chi siamo”. Nato negli Stati Uniti ma con natali italiani, il rampollo Agnelli ha raccontato come la sua vita sia stata plasmata dal dialogo tra queste due nazioni. “Sono nato in America, ma l’Italia è il Paese delle mie origini. Stasera è speciale combinare entrambi i Paesi”, ha dichiarato, dedicando il premio “alla duratura amicizia tra le nostre nazioni, alla grande comunità italo-americana e al luminoso futuro che continuiamo a costruire insieme”.

Elkann ha ricordato il legame storico della sua famiglia con gli Stati Uniti, citando suo nonno Gianni Agnelli, premiato dalla Niaf nel 1986, noto non solo per il suo ruolo alla guida della Fiat, ma anche per le sue relazioni personali con l’élite americana, incluse le leggendarie “liaison” con alcune first lady, che hanno contribuito a consolidare il fascino e l’influenza della famiglia Agnelli oltreoceano. “L’amore per l’America è profondamente radicato nella mia famiglia”, ha aggiunto citando anche il padre Alain, nato negli Usa, e il figlio maggiore, che oggi studia in America.

Stellantis made in Usa

A margine del gala, Elkann ha annunciato il più grande investimento nella storia di Stellantis negli Stati Uniti: un piano quadriennale da 13 miliardi di dollari che potenzierà la produzione del 50%, con l’introduzione di cinque nuovi modelli e 19 iniziative di prodotto. L’investimento, che genererà oltre 5.000 nuovi posti di lavoro in Illinois, Ohio, Michigan e Indiana, sosterrà anche la produzione di un nuovo motore a quattro cilindri. “Le opportunità che vediamo in America sono grandi. Se uno è forte in America, è forte nel mondo e anche in Italia”, ha affermato Elkann, rispondendo a chi gli chiedeva se questo fosse una buona notizia per l’Italia. “Se Stellantis fa bene, opera bene anche per l’Italia”.

L’annuncio segue una strategia chiara: rafforzare la presenza negli Stati Uniti, anche alla luce del recente legame con l’amministrazione americana. Elkann ha infatti partecipato a un business forum in Arabia Saudita insieme al presidente Donald Trump e al principe ereditario Mohammed bin Salman, un appuntamento che ha visto la presenza di leader come Elon Musk e Mark Zuckerberg. Stellantis, tra i maggiori costruttori automobilistici in America, ha dimostrato il suo impegno donando un milione di dollari al fondo per la cerimonia di insediamento di Trump, un segnale della fiducia del gruppo nell’inquilino della Casa Bianca.

Un legame più forte che mai

Nonostante le voci che parlano di un indebolimento del legame transatlantico, Elkann è stato categorico: “Non è mai stato così forte”. Ha ricordato il recente incontro accompagnato dalla moglie Lavinia con Leone XIV, il “primo papa americano”, durante la sua visita al presidente italiano Sergio Mattarella, a bordo di un’auto Stellantis, un momento simbolico del connubio tra i due Paesi. “Nel corso della mia carriera ho lavorato per costruire grandi aziende che incarnano i valori condivisi da Italia e America: ambizione, umiltà e la convinzione che il duro lavoro possa creare un grande futuro”, ha detto Elkann, sottolineando come Stellantis e Cnh siano diventate attori globali grazie al talento e alla creatività delle loro persone.

Il ruolo della Niaf

Elkann ha lodato il ruolo chiave della Niaf nel rafforzare i legami tra la comunità italo-americana e l’Italia, definendo il gala “un momento di grande orgoglio e felicità”. Tuttavia, non sono mancate voci che chiedono un equilibrio negli investimenti. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, ha commentato: “Stellantis deve investire anche in Europa, a partire dall’Italia. Se l’Italia è una delle tre gambe del gruppo, bisogna fare in modo che viaggi come le altre”.

Con questo premio, Elkann non solo celebra il passato e il presente del rapporto tra Italia e Stati Uniti, ma scommette sul futuro. “Mi piace pensare che gli anni migliori debbano ancora venire”, ha concluso, suggellando un impegno che unisce radici italiane e ambizioni globali, con l’America come palcoscenico privilegiato. E l’Italia sullo sfondo.

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