POLITICA & SANITÀ

Ecco il rapporto "top secret" che imbarazza i big della Sanità

Nessun riferimeno a persone o fatti "sensibili" nella relazione dell'allora commissario della Città della Salute Schael. Il giallo sul motivo per cui il direttore Tranchida ha negato l'accesso agli atti dell'ex consigliere regionale Turigliatto - DOCUMENTO

Quali segreti devono essere custoditi negli uffici della Città della Salute ponendo il veto alla visione della lettera che l’allora ancora per poco commissario Thomas Schael aveva inviato al direttore della Sanità piemontese Antonino Sottile e a quello della giunta Paolo Frascisco?

Deciderà la magistratura

L’interrogativo posto ieri a fronte della denuncia per omissione d’atti d’ufficio alla Procura della Repubblica presentata dall’ex consigliere regionale Mariano Turigliatto nei confronti del direttore dell’azienda di corso Bramante Livio Tranchida, non trova chiara risposta neppure oggi davanti alla lettera che lo Spiffero è in grado di pubblicare. 

Leggi qui la lettera

Anzi proprio la lettura delle sei pagine di cui si compone la “Relazione del commissario sullo stato di commissariamento dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino”, sgombra il campo da possibili e non immotivati sospetti sulla presenza di riferimenti a persone, particolari o giudizi che potessero richiedere, in nome della riservatezza, quel rifiuto all’accesso agli atti che, nonostante il nulla osta di Schael, Sottile e Frascisco, il direttore Tranchida ha opposto a Turigliatto. 

Sarà, naturalmente, la magistratura a stabilire se esistono le condizioni per giustificare il rifiuto alla richiesta di accesso agli atti o, al contrario, ritenere fondata la denuncia di Turigliatto. Certo, leggendo la relazione che Schael aveva inviato ventiquattr’ore prima del suo licenziamento deciso e ripetutamente annunciato dall’assessore Federico Riboldi e formalizzato dalla giunta, si ha ulteriore conferma di molte circostanze e fatti già noti. È tra questi che va cercato il motivo della decisione assunta da Tranchida? 

Conti e advisor

È nel dettagliato capitolo dedicato ai bilanci e alla decisione dell’allora commissario di far scandagliare i conti non solo del 2024, ma anche a ritroso di una decina d’anni dagli advisor, dati e affermazioni ritenute da non divulgare dall’attuale vertice della Città della Salute che proprio sull’advisor è intervenuto riducendone il costo, ma anche il compito?

Oppure il negare la lettera a Turigliatto, da tempo impegnato sul fronte della legalità e in particolare in materia sanitaria con interventi con il suo blog sul Fatto, è da ricondurre a una questione scottante e già finita nell’inchiesta della magistratura come quella dell’intramoenia? 

La questione delle cliniche

Nella relazione, Schael fa il punto rispetto alle convenzioni con alcune cliniche private, citando la Santa Caterina da Siena, la Sedes Sapientiae e la Fornaca, evidenziando a propositi di quest’ultima “un delicato problema riguardo ai flussi finanziari pregressi risultando all’inizio della verifica un debito verso l’azienda di circa 2 milioni e 700mila euro fino al 2025” e ricordando che la Città della Salute sotto il suo commissariamento “ha chiesto alla clinica l’esibizione delle documentazione” prima di rinnovare la convenzione. Sottolineando “il divieto normativo sti stipulare convenzioni con soggetti verso i quali vi sia un contenzioso in atto e l’impossibilità giuridica di transare”.

Proprio per questa struttura, come per altre, Tranchida ha concesso un’ulteriore proroga che scadrà a fine mese, ma ancora non si sa come si concluderà la questione dei debiti evidenziati da Schael nella lettera “secretata” da Tranchida. Ulteriori passaggi sono dedicati allo scorporo del Regina Margherita e del Sant’Anna, nel quadro della realizzazione del Parco della Salute

Nessuna contestazione formale

Der kommissar lo scorso 25 agosto conclude la sua relazione scrivendo che “considerato che non sono pervenuti né nuovi indirizzi, né contestazioni all’operato dello scrivente commissario, si procede con le azioni già previste e si intende aggiornare la relazione alla fine dell’esercizio 2025”. Sembra paradossale che il manager di cui Riboldi aveva già annunciato la sua defenestrazione scriva come se ciò non fosse accaduto. Schael, tuttavia scrive una verità, ovvero che nessuna contestazione formale gli era mai stata mossa dall’assessore, neppure una riga. Anche questo, insieme ad altro che c’è nella lettera, potrebbe essere stato ritenuto inopportuno rendere pubblico?

Pd: "Serve trasparenza"

Il Pd con il segretario regionale Domenico Rossi e il vicepresidente della commissione Sanità Daniele Valle annuncia l’istanza di accesso agli atti per la stessa documentazione negata a Turigliatto e la segnalazione dell’accaduto all’Orecol (l’organismo regionale sulla legalità) “perché sia garantito il principio di trasparenza”. Insieme a “rigore” e “dialogo”, l’altro principio enunciato dal direttore della Città della Salute nel suo discorso di insediamento era stata proprio la “trasparenza nelle procedure”.